IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 15 gennaio 2017

Sulle antiche mulattiere della Val Veddasca

Da Maccagno si percorre l’Antica Strada della Veddasca, la storica mulattiera utilizzata come unica via di accesso per tutti i paesi della Valle, fino al completamento della strada rotabile. Itinerario vario e ben segnalato con paline segnavia, durante la stagione invernale fare attenzione al ghiaccio presente in alcuni tratti.

Da Milano si segue l'autostrada A8 dei Laghi verso Varese. Dall'uscita di Buguggiate si prosegue in direzione di Laveno, per poi proseguire sulla statale (SS394) della sponda est del Lago Maggiore fino a Maccagno. La macchina la si può lasciare nel comodo parcheggio sulla destra, poco prima del ponte sul torrente Giona, vicino agli uffici della ProLoco  (214 m). Le  indicazioni del sentiero che si deve seguire si trovano davanti all'entrata del parcheggio, su una palina segnavia è indicato il sentiero 121 ASV (Antiche Strade della Veddasca).
Attraversato il ponte sul torrente Giona, si prosegue diritti verso l'abitato fino a raggiungere il bivio sulla destra per la Val Veddasca. Si segue la strada per una decina di metri, per poi deviare a sinistra risalendo la ripida scalinata in pietra che sale tra le abitazioni. Oltre al panorama su Maccagno e il lago, lungo la via selciata veniamo accompagnati dalle belle cappelle della Via Crucis. Incrociata la strada asfalta la si segue verso destra per pochi metri arrivando al tornante in località Veddo (304 m), da dove si riprende a seguire il sentiero 121 (AVS).  Usciti dal caratteristico borgo, in breve si arriva al Santuario della Madonna della Neve del 1711. Si prosegue tra due muretti a secco seguendo l'evidente tracciato arrivando dopo pochi minuto ad una cappella, oltre la quale  si incrocia nuovamente la strada asfalta. Continuando verso destra si arriva a un ulteriore palina segnavia, seguendo le indicazioni per Garabiolo/Armio/Biegno si passa accanto ad alcune abitazioni per poi iniziare a salire nel bosco fino a raggiungere l'abitato di Garabiolo (567 m).  Tralasciata a sinistra la strada per il lago d'Elio, si prosegue seguendo la via principale arrivando in pochi minuti davanti alla chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna Annunciata e a San Carlo. Si svolta a sinistra e seguendo le indicazioni per il Ponte Romano, si sale tra le strette vie del paese arrivando poco dopo al vecchio lavatoio, oltre il quale si prosegue verso destra uscendo dal paese. Il sentiero ben presto diventa una pista sterrata che sale dolcemente nel bosco, sulla destra orografica della Val Casmera. Oltrepassato il ponte romano sopra al torrente Casmera (659 m) e le baite dell'Alpe Inent, in pochi minuti si arriva a uno spiazzo sterrato, nei pressi di una centrale elettrica di smistamento. Seguendo le indicazioni per il Lago Delio, si percorre in piano una tratto di strada asfalta, fino a raggiungere sulla sinistra l'inizio della bella mulattiera per Musignano, indicata da una palina segnavia (110 - 3V). Si perde quota ripidamente arrivando alle prime case di Musignano (760 m), percorrendo con calma le strette vie del paese, si possono incontrare le numerose “sculture” in legno, dalle sembianze umane o di animali, realizzate dal maccagnese Fabio Maccario. Raggiunta la piazzetta del paese, si inizia a seguire per un breve tratto la strada asfalta verso valle, per poi imboccare la mulattiera a destra verso Sarangio/Pianca/Macccagno (110 - 3V).
In breve si arriva all'antica cappella del Pane del XVI sec (693 m), oltre la quale si continua a scendere nel bosco fino ad arrivare a Sarangio (553 m). Dopo aver ignorato la deviazione a destra per Orascio, si prosegue ancora per un breve tratto sulla strada asfaltata, per poi seguire il sentiero 110 - 3V verso Pianca/Maccagno. Poco prima d'arrivare a Pianca si svolta a destra, seguendo le indicazioni sulla palina segnavia per Entiglio/Porto della Gabella/Maccagno (sent. 124). Il sentiero scende passando accanto alle recinzioni di alcune case, fino a terminare nei pressi della palestra di roccia il "Cinzanino" (218 m). Si consiglia prima di proseguire una breve deviazione verso destra, oltrepassato il piccolo bar, poco prima dell'ingresso alla palestra, un sentiero scende verso sinistra raggiungendo una cappella a picco sul lago, da qui il panorama è spettacolare! Ritornati alla palina segnavia, si scende lungo una scala di ferro arrivando al Porto della Gabella, da qui si inizia a percorre il lungo lago fino a raggiungere il Parco Giona e il museo Parisi Valle, costruito sul torrente Giona. Attraversato il torrente lo si risale fino al ponte pedonale che si attraversa, per poi proseguire sulla sponda opposta. Raggiunto il sottopasso della ferrovia in breve si ritorna al punto di partenza chiudendo l'anello.
Malati di Montagna: Lorenzo, Silvio, Danilo e l'homo selvadego

Lo sbarco dell’Imperatore, tra storia e leggenda 
A Maccagno si celebra lo sbarco dell’Imperatore Ottone I (862 d.C.), che la leggenda vuole essere scampato ad una tempesta sul lago grazie al provvidenziale aiuto dei maccagnesi e della famiglia Mandelli in particolare. Sembra che sia stata la stessa famiglia Mandelli a diffondere questa leggenda, con tanto di falsari chiamati al soldo per produrre documenti verisimili per testimoniarlo. Il problema era che Maccagno stava diventando una zona franca per molti “sfrosatori” (contrabbandieri) che commerciavano illegalmente sale, tabacco, legna e grano, oltre che per molti veri e propri manigoldi, e che era necessario legittimare con più vigore e sacralità il potere della famiglia Mandelli. Anche se gli storici hanno ora dimostrato che si tratta di un “falso storico” e che in realtà l’imperatore (l’Ottone fondatore del Sacro Romano Impero) non fu mai ospite del paese lacustre, la rievocazione continua ad essere celebrata ogni anno ad agosto, con il corteo di personaggi in maschera, la sfilata degli sbandieratori e tanta musica fino a tarda notte.

Si parte da Maccagno in una fredda giornata d'inverno....brrrr....


L'inizio dell'Antica Strada della Veddasca (A.S.V.)...


...si attraversano caratteristici borghi...


...passando accanto ad antichi lavatoi...


...e caratteristiche cappelle...
Cappella del Pane sec. XVI


...che ci farà un ponte romano qui...?!?


durante il passaggio a Musignano incontriamo strani individui




caspita mai panorami...eccoli...!!!





tutti che si accalcano a usare le ciaspole...noi aspettiamo...




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