IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 28 gennaio 2018

Dalla Strada Antronesca alla Via della Segale

Siamo in un ambiente dove le tracce delle antiche coltivazioni sono ancora visibili, antichi mulini andati perduti ma uno totalmente recuperato, i forni frazionali quasi tutti conservati, gli antichi torchi a peso detti "alla latina" fanno ancora bella mostra (uno nella frazione Progno viene ancora adoperato) e i terrazzamenti con alcune "toppie" per la coltivazione della vite. Tutti questi elementi testimoniano una fiorente attività del tempo passato che si tende a valorizzare e rivitalizzare in modo che si possa conservare e migliorare l'ambiente per vivere meglio a Montescheno.
Tratto da: Cogliere la montagna... "La Segale"



Escursione che si svolge su sentieri e mulattiere sempre ben segnalati. Il giro può essere abbreviato partendo direttamente da Cresti, da dove inizia la Via della Segale, evitando il primo tratto della Strada Antronesca che inizia da Villadossola. Lungo tutto il percorso sono presenti pannelli che descrivono queste due antiche vie.

Dall'autostrada A26 Gravellona Toce, si prosegue sulla SS33 del Sempione fino all'uscita di Villadossola. Giunti a Villadossola si consiglia di parcheggiare nei pressi di Corso Italia, per poi proseguire attraversando il ponte in pietra sul torrente Ovesca, oltre il quale si arriva in Piazza IV Novembre (280 m).
Dalla bacheca sulla parte opposta della piazza, dove viene illustrato il percorso della “Strada Antronesca”, si segue Via Croppo e subito Via Pioda. Seguendo il sentiero C0, si inizia a salire lungo una scalinata che si addentra fra le case, si piega a sinistra sotto un arco in pietra per poi incrociare la strada che si attraversa e con una lunga diagonale si arriva fino all’abitato di Noga, dove spicca la monumentale chiesa, costruita fra il 1663 ed il 1692 e dedicata alla Beata Vergine del Rosario. Proseguendo si esce sulla provinciale che si segue a sinistra per alcune decine di metri fino alla palina segnavia sulla destra, a poca distanza da una cappella. Si risale la scalinata intagliata nella roccia, spesso umida e scivolosa, raggiungendo le case della frazione Casa dei Conti, con edifici che risalgono fino al XIV secolo.
Seguendo le indicazioni per la località Boschetto "Via delle Vinacce" si scende verso sinistra, raggiungendo la strada asfaltata. Dopo pochi metri la si abbandona riprendendo la mulattiera a destra che in piano conduce a Boschetto. Se si decide di seguire i segnavia a destra, fare molta attenzione, il sentiero è disagevole e in alcuni tratti invaso dai rovi. Conviene seguire in discesa la strada asfalta e prima che questa si immetta sulla provinciale, si imbocca a destra l’antica mulattiera che si snoda dolcemente al di sopra della strada fino alla località Valin Bianch. Dopo aver proseguito in piano per un buon tratto, si scende verso il vecchio lavatoio. Attraversata la strada, si supera una condotta forzata, per poi attraversare poco dopo su di un ponte il torrente Brevettola. Dalla parte opposta si passa accanto a una cappella e in leggera salita si arriva a Cresti (516 m).
Di fronte al municipio, accanto all’ufficio turistico, si stacca la mulattiera che sale verso sinistra. Raggiunta la successiva palina segnavia si abbandona la “Strada Antronesca” (C0), dalla quale poi faremo ritorno e seguendo i segnavia della “Via della Segale” (segnavia bianco con al centro una spiga) si sale a destra verso Montescheno. Tra le strette viuzze del paese si sale fino a raggiungere una stradina, che si segue in salita incrociando la strada asfalta. La mulattiera sempre ben evidente continua a salire incrociando per tre volte la strada, fino a raggiungere la parrocchiale dedicata ai SS. Giovanni Battista e Carlo a Montescheno, con attorno la caratteristica Via Crucis. Dalla chiesa si sale a destra raggiungendo la vicina Piazza Enrico Minacci adibita a parcheggio e si prosegue seguendo le indicazioni per il Colle del Pianino (C4). Alla successiva palina segnavia, si segue a sinistra le indicazioni per Forno di Progno/Campo della Segale, dopo pochi metri si svolta a destra e salendo si attraversa la strada, per poi proseguire sulla stretta via selciata che sale fra le case. Dopo una breve deviazione a destra per vedere l’antico forno a Progno, si riprende a seguire le indicazioni per il Campo della Segale, arrivando in breve sulla strada asfalta che si segue per un breve tratto fino alla frazione di Barboniga. Dopo aver oltrepassata la bacheca con raffigurato il torchio, si arriva in breve alla deviazione sulla destra per il torchio, che consigliamo di visitare. Ripresa la via selciata, oltrepassato l'Oratorio della B.V. del Rosario si giunge a un bivio, tralasciato il sentiero a sinistra per Zonca, si prosegue in direzione di Valleggia. Raggiunto il caratteristico paesino (833 m), si possono ammirare tra le strette viuzze alcuni dipinti e sculture realizzate da Giorgio Sartoretti (in arte Giorgio da Valeggia). Proseguendo per Zonca, si attraversa il paese, per poi iniziare a scendere seguendo il sentiero sempre ben contrassegnato dalle paline segnavie in direzione di Zonca/Seppiana. Raggiunto l'antico oratorio di Zonca dedicato a S. Lucia e S. Apollonia (733 m), si consiglia una breve sosta ammirando il panorama dal piazzale adiacente all'oratorio. Per chi ne avesse voglia può proseguire ancora per qualche minuto in falsopiano seguendo il sentiero C10 verso Viganella fino a raggiungere le ultime baite. Dalla chiesa di Zonca si scende scegliendo il percorso più agevole fino a raggiungere la sottostante strada sterrata. La si segue per pochi metri, per poi abbandonarla, imboccando a sinistra la mulattiera contrassegnata dai segnavia, che inizia a scendere arrivando alle spalle della chiesa parrocchiale di Seppiana (la vecchia "Pieve" della Valle Antrona). Dalla palina segnavia si riprende a seguire la "Strada Antronesca" in direzione di Cresti/Villadossola (C0). Oltrepassata la cappella dell’Arvina, in pochi minuti si arriva nuovamente a Cresti da dove si ripercorre il medesimo percorso fatto all'andata, con eventualmente alcune brevi deviazioni dal percorso. Terminato questo splendido e suggestivo anello, mentre si attraversa il ponte in pietra sul torrente Ovesca, non rimane che un ultimo sguardo verso l’antica chiesa di San Bartolomeo datata tra i sec. X e XII.
Malati di Montagna: Renzo, Danilo, Lorenzo, Silvio, Pg e il selvadego

un bellissimo murales all'inizio del sentiero


si parte....


in valle il sole non è ancora arrivato....


si risale la stretta via acciottolata tra le abitazioni....


in alta montagna la neve non manca....


bell'esempio di scalinata scolpita nella roccia...


Cresti, inizio della "Via della Segale"


fermati e osserva...!!!


Montescheno


antico forno per il pane, ancora utilizzato


panorama verso l'imbocco della Valle Antrona


torchio di Barboniga


Valleggia



Zonca e d'intorni....





Seppiana
L’antica chiesa di Sant’Ambrogio, 
uno dei monumenti architettonici più notevoli di tutta la vallata.



dalla cappella dell’Arvina


torrente Ovesca e chiesa di San Bartolomeo 


dettagli e traccia gpx 

sabato 27 gennaio 2018

Giornata della memoria...per non dimenticare mai...!!!

Oggi è la Giornata della memoria. 
Una data ricordata in tutto il mondo proprio il 27 gennaio perché in quel giorno, nel 1945, le truppe dell'Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.


sabato 20 gennaio 2018

La Valle del Gru, un angolo poco conosciuto della Valle Seriana

Un piccolo mondo di natura e tradizioni che è quasi ignorato dagli stessi escursionisti: lo si raggiunge da Orezzo, una frazione sopra Gazzaniga. Lassù sono rimasti solo due fratelli a custodirlo. La loro vita e fatta soprattutto di lavoro sui pascoli e nella stalla; cose semplici che scandiscono il tempo con ritmi sempre uguali e, in apparenza, monotoni; ma i due fratelli, gli ultimi abitanti di questo angolo della Valle Seriana, non cambierebbero per nessuna altra cosa al mondo.

Escursione priva di difficoltà, nella prima parte si percorre un lungo tratto di sentiero a mezza costa, in suggestivi boschi. L'arrivo nella Valle del Gru, con la sua graziosa chiesetta al centro della valle, è un salto indietro nel tempo. Per il rientro si segue una stradina bitumata, per poi proseguire lungo un sentiero panoramico verso la Val Vertova, fino a rientrare a Orezzo.

Dall’autostrada A4 si esce al casello di Bergamo, per poi proseguire sulla SS671 della Valle Seriana. Dopo Albino, si abbandona la SS671 e si seguono le indicazioni per Gazzaniga, continuando sulla SP35 in direzione di Orezzo/Aviatico/Selvino. Arrivati alla frazione di Orezzo, si consiglia di lasciare la macchina nell'ampio parcheggio sotto al paese. Attraversata la strada, si risale la scala sul lato opposto, per poi proseguire su strada asfalta in direzione della chiesa dedicata alla SS. Trinità. Dopo aver oltrepassato la chiesa, si continua a salire verso sinistra seguendo la strada asfalta verso Selvino/Aviatico (Via Don Sturzo). Dopo pochi minuti, in prossimità di una palina segnavia, si abbandona la strada principale e si svolta a destra in Via Oschiolo, iniziando a seguire il sentiero 524 (incr. 523 per il M. Poieto/Val di Gru/incrocio 519 M. Suchello). Dopo un tratto ripido, si prosegue a sinistra seguendo una stradina sterrata/bitumata, che in leggera salita prosegue al limitare del bosco. Tralasciato a destra il sentiero per Gazzaniga/Fiorano (523), in breve si arriva a un secondo bivio, si continua a destra seguendo il sentiero 524 (Gromalt/Val di Gru/incrocio 519 M. Suchello), tralasciando il sentiero 523 (Coldrè/M. Poieto). Si continua a salire tra muretti a secco e dopo aver oltrepassato un roccolo, si inizia un lungo mezza costa, con alcuni saliscendi, sotto al M. Cedrina. Arrivati alla baita Gromalt, il sentiero prosegue a destra dell'edificio perdendo quota ripidamente, fino a guadare il magro torrente Gru. Continuando a seguire i segnavia bianco/rossi posti sugli alberi, si riprende a salire arrivando in pochi minuti ai ruderi di una vecchia stalla in località La Plaza. Il sentiero inizia a scendere e subito dopo aver attraversato il torrente, si arriva nei pressi di una bella fonte di acqua fresca, dove a poca distanza si trova una bacheca in legno dell'associazione Valle del Gru. Tralasciata l'indicazione a sinistra per Aviatico/M. Poieto (516), si seguono i cartelli in legno per la chiesa del SS. Salvatore della Trasfigurazione e i segnavia del sentiero 524 (collegamento 525 e 519). Dopo aver seguito per un breve tratto una stradina bitumata, la si abbandona e si segue a sinistra il sentiero che sale fino a raggiungere la bella chiesetta in posizione panoramica, dove una pausa è d'obbligo. Continuando a salire, si costeggiano varie baite, tra le quali la baita di uno dei fratelli Martinelli, Donato, che calorosamente ci da il benvenuto. Seguendo il consiglio di Donato saliamo fino a raggiungere la sella in prossimità di una baita, da dove si ha una splendida vista sui ripidi contrafforti meridionali del Monte Alben che digradano verso il Secretondo. Seguendo la stradina con due strisce cementate, scendiamo fino a raggiungere la baita del fratello di Donato, Antonio. I fratelli Martinelli sono gli ultimi che vivono quassù, in quest'angolo della Valle Seriana poco conosciuto. Dalla baita di Antonio, tramite un sentiero si ritorna verso la chiesa, per poi scendere nuovamente fino alla bacheca, da dove si inizia a seguire la carrareccia che scende verso la Val Vertova. Con diversi saliscendi si costeggiano alcune baite e cascine ristrutturate, fino a raggiungere il bivio a destra per la "Base Scout". Si segue la stradina in salita e raggiunta una sbarra, si imbocca il sentiero a destra che sale in direzione di alcune baite. Dopo aver oltrepassata una bella cappella, si sale verso destra fino a raggiunge la bella contrada di Dossello, affacciata sulla media Valle Seriana. Al centro della contrada, si sale verso destra, per poi proseguire in piano fino a raggiungere una cappelletta. Si tralascia la mulattiera che sale a destra e si inizia a scendere lungo una scalinata fino a raggiungere le prime case di Orezzo.
Malati di Montagna: Gemma, Simonetta, Danilo, Lorenzo, Pg, Renzo e il selvadego

Donato e...


...Antonio Martinelli


Immersa in una conca di verdi prati, ben inserita nel paesaggio circostante, la chiesa si San Salvatore sorge su una collinetta in posizione dominante. È una caratteristica cappella votiva le cui origini sono molto antiche. Le prime notizie risalgono alla visita pastorale di San Carlo Borromeo nel 1575 e di San Gregorio Barbarigo nel 1656.




panorama dalla sella


lungo il sentiero



L’Elleboro bianco, comunemente chiamato Rosa di Natale, 
è una delle più interessanti fioriture invernali.


si parte da Orezzo
con la chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Trinità


numerosi esempi di devozione popolare, 
testimoniati dagli affreschi su abitazioni e le cappellette disseminate sul territorio