IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 6 ottobre 2019

Da Morca al Turio con variante all'alpe Vallè

La partenza avviene da Morca una piccola frazione di Varallo, il cui unico collegamento avviene tramite lo storico e suggestivo ponte sul Sesia. Il primo tratto avviene su una bella mulattiera fino a raggiungere il borgo di Rondo. Le case in pietra e la graziosa piazzetta con la chiesa anch'essa in pietra, rendono questo piccolo paese già una meta per chi vuole fare quattro passi nella natura. Il resto dell'escursione avviene su un bel sentiero da poco risegnalato fino alla Sella del Vallè, da qui la salita al Turio è su terreno libero ma privo di difficoltà, notevole dalla cima il colpo d'occhio sul Rosa. Per chi ha ancora voglia di camminare, si consiglia di proseguire su sentiero a mezzacosta fino all'alpe Vallè, da dove si può godere di un bel panorama.

Dall'autostrada A26 Gravellona Toce, si esce al casello di Romagnano/Ghemme e alla prima rotonda si svolta a sinistra seguendo la SS299 in direzione di Alagna. Dopo Varallo, arrivati alla rotonda nei pressi della frazione Balangera, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Morca. Attraversato il caratteristico ponte si arriva in breve a Morca, la macchina la si può lasciare nel comodo parcheggio subito dopo l’Osteria dei Cacciatori (485 m). Ritornati all'osteria, si attraversa il rio del Moro o Croso di Morca su un ponte e seguendo i segnavia del sentiero 609, si sale verso sinistra, passando tra le abitazioni della località Solivo. Dopo le ultime case l'ampia mulattiera raggiunge la balconata della chiesa di San Lorenzo con accanto il cimitero (558 m). Tralasciata la deviazione a sinistra per la località Isole, dalla chiesa si prosegue in falsopiano raggiungendo in breve una bella e antica dimora in località Castagneto, dove si trova anche l’arrivo di una piccola teleferica proveniente da Isole. Attraversato l’omonimo rio, si arriva alla bella cappella della Madonna Addolorata, dalla quale poco dopo tralasciata a destra la deviazione per Fontanelle, le cui abitazioni sono visibili in alto, si guada il rio Cà di Viano su un ponticello, arrivando subito dopo alle abitazioni di Cà di Viano. Si continua a seguire la mulattiera verso destra che sale in maniera più decisa e dopo aver oltrepassata la grande costruzione della Gula (643 m), si arriva al vecchio nucleo abitativo di Oro del Nasso (651 m). Tralasciata momentaneamente la stradina sterrata che scende da Rondo, si continua a seguire il sentiero e oltrepassato il rio del Nasso su un’ulteriore ponticello si perviene in località Le Cascine. Dopo aver lasciato a valle il lungo edificio di Nasso, si prosegue lungo la sterrata per un breve tratto, per poi riprendere sulla sinistra il sentiero che scende leggermente (volendo si può seguire la sterrata fino a Rondo). Dopo aver guadato il Croso delle Pisse su un ponticello, si riprende a salire in maniera decisa fino a uscire dal bosco, poco più a valle della bella chiesetta di Rondo (746 m). Raggiunta la piazzetta della chiesa, si tralascia l'indicazione sul muro e si prosegue attraverso il borgo fino a raggiungere la palina segnavia. Abbandonato il sentiero 609 per la Sella di Vazzosa, si inizia a seguire sulla destra il segnavia 608 verso la Sella del Vallè. Il sentiero sempre ben segnalato sale prima tra le ultime abitazioni, per poi piegare a sinistra raggiungendo il margine del canale dove scorre il rio Pissarotti. Dopo alcuni tornanti si prosegue a mezzacosta verso destra raggiungendo i ruderi dell'alpe Colletto (870 m) e in breve la località Pose del Colletto, caratterizzata da alcune grosse pietre piatte, su cui i viandanti appoggiavano le loro gerle per riposarsi. Superato poco dopo il rio Pissarotti, inizia la parte più faticosa dell'escursione, con una lunga serie di tornanti si guadagna quota ripidamente fino alla località i Sasselli, da cui si può ammirare l'asprezza delle cime circostanti. Continuando a salire nella bella faggeta, si arriva in pochi minuti alla Pietra Santa Maria, una grossa roccia con una croce, dalla quale si ha una bella visuale verso il Sacro Monte di Varallo. Con un ultimo sforzo si raggiunge la boscosa Sella del Vallè, valico posto tra la Valle di Morca e il Vallone della Gallina tributario della Val Gavala (1168 m). Dalla sella si svolta a destra e con percorso libero, si risale l'ampia dorsale boschiva, fino a raggiungere la sommità del Turio, costituita da alcuni affioramenti rocciosi (1232 m - segnavia IGM). Splendido il panorama verso il Monte Rosa e sulle vallate sottostanti. Una variante che si consiglia per chi ha ancora voglia di camminare, è di proseguire in direzione della frazione Isola di Vocca. Dalla sella si continua a seguire in leggera salita il sentiero 608 (indicazioni sul sasso), per poi continuare con un lungo mezzacosta nel bosco. Oltrepassati i ruderi dell'alpe Picciolo, si prosegue fino a uscire dal bosco nei pressi dell'alpe Vallè, in bella posizione panoramica, dove termina la variante. Da qui in poi il sentiero inizia a scendere prima leggermente e poi in maniera decisa verso Isola di Vocca.
Malati di Montagna: Danilo, Renzo, PiGi e il selvadego

Morca


chiesa di San Lorenzo a Morca






Rondo




 



incontri nel bosco...







Pietra Santa Maria


alpe Vallè
  
 
  
il Turio




sulla via del ritorno...
     

Costruito nel 1928 e restaurato nel 2003, mantenendo tutte le caratteristiche del progetto iniziale di Giuseppe Magistrini. Un esempio quasi unico in Italia di ponte in legno che riesce a sopportare il transito di autoveicoli.



domenica 29 settembre 2019

A riveder le stelle

documentario di Emanuele Caruso
ambientato nel Parco Nazionale della Val Grande


E voi? L'avete salvato il vostro mondo?

sabato 28 settembre 2019

Monte Sodadura...rifugio Nicola...una bella e goduriosa accoppiata...

L’inconfondibile forma piramidale del Sodadura, con i suoi 2010 metri, sovrasta i Piani di Artavaggio e la Val Taleggio. Ottimo punto panoramico, da cui si può ammirare nelle giornate terse il Resegone, le Grigne, il gruppo dei Campelli, il Pizzo Tre Signori, il Baciamorti e l’Aralalta.


Rifugio Cazzaniga Merlini



















Il rifugio Nicola è conosciuto non solo per la sua forma dall'architettura piramidale, ispirato alla montagna adiacente "il Sodadura", ma soprattutto per le sue specialità gastronomiche a base di piatti tipici di montagna.