IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

sabato 16 marzo 2019

la Grona non delude mai...!!!

"Montagna dai fianchi dirupati che si alza fra la Val Sangra e il Lago di Como a Nord nord-ovest di Menaggio... Il panorama è magnifico, uno dei migliori delle Prealpi". In questo modo si esprime Silvio Saglio nella rarissima edizione dedicata alle Prealpi Comasche - Varesine - Bergamasche della celebre collana CAI-TCI "Guide dei Monti d'Italia".


Dalla cima del Monte Grona si possono osservare ben tre laghi, il lago di Como, quello di Piano e quello di Lugano. Ma è per la sua posizione isolata che lo rende uno dei balconi più panoramici delle Prealpi Lombarde, dai Corni di Canzo, al Legnone, il Bregnano, il Pizzo di Gino e le Grigne. Per poi passare alle montagne più alte dell’arco alpino, spaziando dal Monte Bernina al Monviso. Per chi invece vuole solo fare una bella e semplice escursione in montagna, ad attenderlo c'è il rifugio Menaggio, rinomato per la sua cucina e per il panorama sul Lago di Como. I sentieri sono tutti ben segnalati, dal rifugio alla cima il percorso è adatto solo a escursioni esperti (EE), dalla cima alla chiesetta di S. Amate, per presenza di ghiaccio sul sentiero, è stata effettuata la via di cresta (EE).

Si segue la statale 340 Regina del Lago di Como fino a Menaggio. All'uscita dalla galleria seguendo le indicazioni si arriva a Plesio, per poi svoltare a sinistra verso Breglia. Poco dopo il cimitero di Breglia, si svolta a sinistra seguendo la stretta strada asfaltata che sale ai Monti di Breglia. Attenzione, dal 2018 bisogna avere il permesso per il transito, acquistabile tramite una colonnina al costo di 3 euro, collocata all'inizio della strada. Al termine della strada asfaltata si lascia l'auto nell'ampio parcheggio sterrato (1080 m). Si segue la sterrata per pochi metri, per poi imboccare sulla sinistra il sentiero indicato dalla palina segnavia per il RIF. Menaggio e il M. Grona. Si sale nel bosco costantemente, fino a raggiungere un bivio, tralasciato il sentiero per S. Amate/M. Bregagno da cui poi si farà ritorno, si prosegue a sinistra verso il Rifugio Menaggio. Dopo un lungo tratto a mezzacosta, oltrepassate alcune catene utili in caso di ghiaccio, si arriva sulla terrazza del panoramico Rifugio Menaggio (1383 m). A monte del rifugio, si segue l'indicazione sulla palina segnavia per il M. Grona/Sentiero panoramico (EE). In costante ascesa si arriva a una selletta, dove sulla sinistra su una piccola balza rocciosa si trova una bella Madonnina, che si può raggiungere tramite un sentiero un po' esposto e alcune facili roccette. Dalla palina segnavia si consiglia di raggiungere in pochi minuti il Pizzo Coppa (1420 m) dal quale si ha una bella vista sul Lago di Como, sul Lago di Piano e sul Lago di Lugano. Tralasciata l'indicazione per la direttissima al M. Grona, si continua a seguire sulla sinistra il sentiero panoramico. Oltrepassato l'attacco della ferrata del Centenario CAO, si inizia la ripida ascesa tra guglie e speroni rocciosi, superando in alcuni tratti alcuni facili roccette e due brevi tratti con catene. Raggiunta la sella a pochi metri dalla cima, si svolta a destra e si risale l'ultimo breve tratto roccioso attrezzato con un cavo di sicurezza, pochi metri e si arriva alla croce del Monte Grona o semplicemente la Grona (1736 m). Il panorama nelle giornate terse è stupendo, dai sottostanti Lago di Como e di Lugano, alle cime che lo circondano, dalla catena delle Alpi, con il gruppo del Rosa e del Disgrazia in bella vista, per poi proseguire lungo la catena delle Orobie, dal Legnone, allo Zuccone Campelli per poi arrivare alle Grigne. Scesi dalla cima si prosegue lungo il versante opposto da cui si è saliti. Raggiunta la palina segnavia si tralascia il sentiero che scende (Direttissima), e si prosegue lungo la cresta. Attenzione nel periodo primaverile può esserci ancora neve e ghiaccio sul versante a nord, per cui si consiglia di seguire integralmente la cresta. Raggiunta la Forcoletta, si inizia a risalire l'ampia dorsale erbosa in direzione della Loc. S. Amate, Alpe Nesdale, M. Bregagno. Eventualmente si può accorciare l'escursione scendendo a destra e ritornando al rifugio Menaggio. Con spettacolare panorama sul Lago di Como e sui boschi della Val Sanagra, si arriva alla cappelletta di S. Amate (1623 m). Dalla palina segnavia si inizia a scendere seguendo il sentiero a destra in direzione dei Monti di Breglia/Breglia. Dopo un lungo tratto a mezzacosta, quasi sospesi sopra al lago, si inizia a perdere velocemente quota nel bosco raggiungendo nuovamente il bivio incontrato durante la salita. Da qui non rimane che ripercorrere il medesimo itinerario fino al parcheggio.
Malati di Montagna: Renzo, Pg, Lorenzo, Danilo e il selvadego 



 

Il Rifugio Menaggio si trova in località Mason del Fedee su un balcone naturale, ai piedi delle pareti meridionali del Monte Grona. Spettacolare la vista sul Lago di Como e sulle cime circostanti.
   



 

 






Pizzo Coppa 1420 m


 








 








Monte Grona o semplicemente "la Grona" 1736 m





 


 



L’antico oratorio montano dedicato a S. Amate 1617 m
In occasione della festa del santo, di buon’ora i bregliesi partivano dal borgo con nella sacca viveri abbondanti, dandosi appuntamento al “Ciapel de San Giuan” dove aspettavano il prevosto, seguito da una donna che recava l’occorrente per allestire il piccolo altare per la S. Messa. Poi, in fila indiana, si incamminavano verso S. Amàa, recitando il Rosario e cantando laudi al Signore fino sul prato antistante la chiesetta dove veniva officiata la S. Messa .Dopo aver consumato il pranzo, raggiungevano Nesdale per acquistare formaggi e salutare le proprie vacche portate all’alpe.


  

dettagli e traccia gpx 

martedì 12 marzo 2019

Il pastore di stambecchi

«La montagna mi ha visto nascere, mi ha nutrito, insegnato, curato. Così sono diventato il signore delle cenge rocciose, la sentinella dei valichi secondari e l’esperto delle morene nascoste: ho regnato su quel reame di sassi non perché era mio - ma perché gli appartenevo. La montagna mi ha concesso di starle insieme e io sono diventato il suo custode rispettoso, un pastore di stambecchi in tutte le stagioni.» 


«Esistono uomini che hanno ascoltato la montagna così a lungo da sentirne la voce. Quando poi questi uomini parlano, dopo una vita intera, è la montagna che parla attraverso di loro. Louis Oreiller parla con la voce della montagna e ascoltarlo riempie di meraviglia, ancora più che di nostalgia.» Paolo Cognetti 

«Dobbiamo essere grati a Irene Borgna per la delicatezza e la pazienza con cui ha saputo suscitare la fiducia di Louis, così da scioglierne la crosta rocciosa e ascoltarne non solo le parole, ma i battiti più profondi del cuore»
La Stampa - Enzo Bianchi