Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 30 ottobre 2011

La prima volta che ho sentito parlare della Val Grande

domenica 23 ottobre 2011

Magnodeno nel cuore del territorio lecchese

Da Lecco proseguiamo con la ss 639 verso Bergamo, arrivati a Maggianico, all'altezza del cartello che indica l'ambulatorio veterinario abbandoniamo la statale e svoltiamo a sinistra per via Armonia e subito dopo a destra in via Zelioli, arrivati poco prima della chiesetta di San Rocco parcheggiamo l'auto (230 m).
La temperatura è gradevole per essere quasi alla fine del mese di ottobre, ci incamminiamo seguendo la strada asfalta che costeggia sulla sinistra l'oratorio e continuando poi per Via alla Fonte dopo un breve tratto su fondo acciottolato arriviamo all'inizio del sentiero.
Un cartello ci mostra i due sentieri che andremo a percorrere, per la salita il n. 29 segnalato con un bollo giallo/bianco e per il ritorno il n. 28 con un bollo rosso bianco, in questo modo effettueremo un interessante giro ad anello di grande soddisfazione. Proseguiamo a destra, attraversiamo il minuscolo torrente Cif e oltrepassato un crocifisso entriamo nel bosco, durante la salita ci sono numerose tracce di sentiero ma attenendosi a quella meglio marcata non si può sbagliare. Arrivati a un bivio troviamo un cartello, tralasciamo il sentiero a sinistra per Solenga/Via Corna Marcia., con il quale faremo ritorno e riprendiamo a salire nel fitto bosco, con una serie di tornanti giungiamo nell'ampia radura contornata da grandi castagni, a destra sorge il nucleo rurale di Piazzo 507 m.  Qui troviamo anche la prima palina segnavia sulla quale oltre a indicare le varie destinazioni, viene anche riportata una cartina con il "Sentiero Rotary". Risaliamo i prati e piegando a sinistra rientriamo nel bosco, dopo qualche minuto eccoci in una successiva radura ove sorge sulla destra la storica Osteria Camposecco 600 m (aperta la domenica e il mercoledì). Dopo aver scambiato qualche informazione con un cortese signore, riprendiamo a salire seguendo il sentiero a sinistra indicato da un cartello collocato fra due piccole costruzioni. Rientriamo nuovamente nel bosco iniziando a risalire verso destra il versante della montagna, con alcune lunghe e implacabili diagonali scandite da altrettanti tornanti arriviamo ad una sellata nota come Zappello della Culmine 921 m. Pieghiamo sulla sinistra iniziando a percorrere il crinale sud del Corno di Grao, oltrepassato a monte il vicinissimo bivacco Corti, il sentiero inizia a risalire con maggior decisione, superati alcuni tratti su roccette arriviamo in cima al Corno di Grao 1039 m, ci fermiamo qualche minuto ammirando sulla destra la cresta del Resegone. Il sentiero prosegue in falsopiano arrivando in breve al passo Tre Croci, toponimo strano in quanto non c'è alcun passo ma solo una croce in legno, oltrepassato un roncolo tralasciamo il sentiero 28 sulla sinistra che utilizzeremo al ritorno e arrivati al termine del crinale riprendiamo a salire ripidamente, splendido il panorama sul sottostante lago di Lecco e sui laghetti di Garlate, Annone, Pusiano e Alserio. Con un ultimo sforzo risalito un canale con un tratto gradinato eccoci sulla cima del Monte Magnodeno 1241 m, sormontata da un'enorme croce in ferro e una meridiana in ferro con indicate le montagne circostanti, a poca metri sorge il bivacco ANA Monte Magnodeno dove decidiamo di fermarci a riposare. Ritornati al bivio incontrato precedentemente seguiamo a destra il sentiero 28 contrassegnato da un bollo rosso/bianco, l'indicazione è posta su un sasso. Perdiamo quota ripidamente entrando nel bosco, il percorso è sempre ben contrassegnato anche se ha volte il fogliame lo ricopre, tralasciamo un primo bivio a destra per il Piano dei Buoi e lambendo la recinzione di una cava, in breve arriviamo ad un bivio dove proseguendo a sinistra in pochi minuti si arriva alla Sorgente di Cornamarcia. Dopo una breve pausa nei pressi della sorgente proseguiamo scendendo fino a incrociare il Sentiero Rotary, qui incontriamo un guardia caccia con il quale scambiamo qualche parola. Tralasciato il percorso verso sinistra per Piazzo continuiamo a destra, la pendenza diminuisce e camminando con più tranquillità apprezziamo maggiormente questi splendidi boschi, attraversiamo un torrentello su un vecchio ponte di legno con accanto una vecchia panchina ormai quasi completamente assorbita dalla natura circostante. Dopo un lungo tratto nel bosco abbandoniamo il sentiero che prosegue diritto e deviando a sinistra seguendo i bolli rossi in pochi minuti arriviamo al bivio con il cartello incontrato durante la salita. Da qui facciamo ritorno a Maggianico sul medesimo tracciato fatto in mattinata.
Splendida escursione tra radure verdeggianti, con magnifica vista a 360 gradi sul territorio circostante, sicuramente la rifaremo in una giornata più limpida e serena, magari senza foschia, il sentiero effettuato al ritorno è ripido e si svolge fra le rupi che coronano il versante Ovest del Magnodeno, in alcuni tratti occorre porre un po' di attenzione.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

Osteria della Soc. Coop. Camposecco 600 m


nella penombra del sottobosco...


a pochi metri dalla cima...


Monte Magnodeno 1241 m


Bivacco Magnodeno 1241 m


un angolo suggestivo sulla via del ritorno...

domenica 16 ottobre 2011

Natural Park High Valsesia - Colle del Turlo (ds Turli)

Dall'autostrada A26 prendiamo l'uscita per Romagnano/Ghemme e proseguendo sulla statale SS299 arriviamo ad Alagna (Im Land) 1200 m, continuiamo per circa 1 km fino alla località Wold 1271 m, dove obbligatoriamente bisogna lasciare l'auto nell'ampio parcheggio, proseguiamo a piedi  per 30 minuti circa (o con il bus-navetta nel periodo estivo) fino alla Cascata dell'Acqua Bianca 1495 m (Zam wisse boch).
Iniziamo a percorrere la mulattiera e al primo bivio continuiamo a destra seguendo le indicazioni per il Colle del Turlo (sentiero 7a), la strada militare costruita dagli Alpini prosegue piacevolmente nel primo tratto in un bel bosco di larici, oltrepassata la cappelletta eretta in memoria di Rimella Cristoforo dopo pochi minuti raggiungiamo la deviazione per l'alpe Pile e il rifugio Pastore. Usciti dal bosco la parete valsesiana del Rosa ci appare in tutta la sua maestosità, tralasciamo a sinistra il sentiero 7d che porta all’alpe Testanera 2260 m ed eventualmente prosegue fino al Rifugio Barba Ferrero 2230 m presso l’Alpe Vigne. Attraversato il torrente Testanera e poi il Brunnenwasser arriviamo all'alpe Mittlentail 1928 m (Im Mittlentail), in breve passiamo a monte delle baite di In d'Ekku e Faller, per poi continuare sulla mulattiera ancora in buon stato. Dopo alcuni lunghi tornanti poco prima di affrontare il tratto più faticoso verso il colle vediamo sulla destra i laghetti del Turlo (Ds Turlji Scheiwa), piegando a sinistra con un ultimo strappo arriviamo al Colle del Turlo 2738 m, in lingua Walser (Ds' Turlji) che significa “piccola porta”. Una cappelletta sul colle ricorda gli alpini che hanno tracciato la mulattiera e una lapide attesta l'incontro del 30 agosto 1970 fra le genti walser di Alagna, Macugnaga, Gressoney, Rima, Rimella, Saas Fee e Zermat. Sul versante opposto a quello di salita si stende la Val Quarazza, percorsa anche lei dalla strada militare fino a Borca di Macugnaga. Durante la meritata pausa facciamo amicizia con Paolo e Sandra, con loro ripercorriamo il medesimo percorso fatto all'andata fino al bivio per il rifugio Pastore che decidiamo di raggiungere. Il sentiero scende costeggiando l'orto botanico del Parco Naturale Alta Valsesia al Fum Bitz e attraversato il ponte sulle Caldaie del Sesia arriviamo nell'ampia distesa dell'alpe Pile 1575 m dove sorge il rifugio Pastore. Diamo un ultimo sguardo alla spettacolare parete sud del Monte Rosa e salutati i nostri amici scendiamo seguendo il sentiero che ripidamente raggiunge il Sesia, continuiamo in falsopiano arrivando nuovamente sulla strada asfalta all'altezza della cappelletta di S. Antonio, ora non ci resta che ritornare all'auto e cosi tra una risata e una corsetta (siamo davvero malati...) ritorniamo all'auto.  
Malati di Montagna: Paolo, Sandra, Aldo, Danilo e Fabio

Aldo - Danilo - Sandra - Paolo


solo...


baite lungo il tracciato...


signori sua maestà il ROSA...


alpe Pile...


i tre amigos...!!!

domenica 9 ottobre 2011

Odori d'autunno, sentori d'Inverno...in cima al Bregagno

Dall'uscita Como/Nord percorriamo la Statale Regina e oltrepassato l’abitato di Argegno arriviamo a Menaggio, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Porlezza/San Moritz, poco prima della rotatoria di accesso alla galleria giriamo a destra verso Plesio. Arrivati a Breglia seguiamo la stretta stradina sulla sinistra per i Monti di Breglia, al termine del tratto asfaltato è possibile parcheggiare sul ciglio della strada, eventualmente proseguendo per altri 2 km circa, alternando tratti asfaltati a sterrati, si può parcheggiare in una piazzola recentemente disboscata.
Dalla palina segnavia iniziamo a seguire il sentiero verso il rifugio Menaggio, la salita è costante e attraversa un bosco di betulle, dopo qualche decina di minuti usciti dal bosco è già ben visibile a sinistra il rifugio sovrastato dalla mole rocciosa del monte Grona. Il panorama sul lago di Como è già straordinario, ma il bello deve ancora venire, proseguendo arriviamo ad un bivio, tralasciamo il sentiero a sinistra per il rifugio e continuando a destra arriviamo in pochi minuti in una radura a pochi metri da un ripetitore. Riprendiamo a salire raggiungendo una bocchetta rocciosa dove veniamo accolti da un venticello decisamente gelido, continuiamo a mezza costa aggirando la testata della Val Pessina fino ad arrivare alla sella di Sant'Amante 1621 m che prende il nome dalla chiesetta e che mette in comunicazione il versante del lago di Como con la splendida Val Sanagra. Ci fermiamo qualche minuto estasiati dal magnifico panorama verso le cime recentemente innevate tra Italia e Svizzera, a causa del forte vento gelido decidiamo che conviene muoverci per scaldarci un po', dalla sella proseguiamo per l'ampia dorsale seguendo i segni bianco/rossi fino alla quota 1905 m, localmente conosciuta come "il Bregagnino". Davanti a noi ora vediamo la lunga dorsale che dobbiamo percorrere, ridiscendiamo nuovamente a una insellatura, da dove iniziamo l'ultimo tratto di salita, pieghiamo leggermente sulla destra e raggiunto un omino in pietra percorriamo l'ultimo tratto di salita arrivando alla caratteristica croce con Cristo del Monte Bregagno 2107 m. Il terreno attorno è leggermente ricoperto dalla neve caduta il giorno precedente e forse anche durante la notte, attorno è un susseguirsi di splendidi angoli panoramici, purtroppo però il vento è troppo intenso per poter rimanere a mangiare qualcosa, per cui decidiamo di scendere fino alla chiesetta di Sant'Amante dove ci fermiamo insieme ad altri escursionisti che hanno avuto la nostra medesima idea. Per il ritorno decidiamo di passare per il rifugio Menaggio, seguendo le indicazioni proseguiamo lungo la cresta arrivando ad una palina segnavia, tralasciamo il sentiero diretto al Monte Grona e piegando a sinistra iniziamo la discesa verso il rifugio, il sentiero offre bellissime vedute sul lago di Como e sul sovrastante Monte Grona. Arrivati al rifugio Menaggio 1383 m proseguiamo seguendo il "sentiero basso" che inizia a pochi metri sotto al rifugio, entriamo nel bosco e seguendo le varie indicazioni lungo il percorso arriviamo sulla strada sterrata e in seguito al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto. Bellissimo itinerario arricchito dallo stupendo panorama che si gode dalla cima.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

Monte Begagno 2107 m


verso la Val Chiavenna


Lago di Como


Lago di Lugano


contemplazione...


brrrrr...freddo...!!!

domenica 2 ottobre 2011

al Pizzo Valgrande di Vallé, attraversando la desertica Piana d'Avino

Dall'autostrada A26 proseguiamo sulla SS33 del Sempione fino a Varzo da dove svoltando a destra arriviamo a San Domenico 1410 m, dal piazzale scendiamo verso Ponte Campo 1320 m dove parcheggiamo l'auto (3 euro).
La giornata dal punto di vista meteorologico è perfetta, iniziamo a incamminarci e attraversato il ponte svoltiamo subito a destra arrivando all'agriturismo "la Cascata", il sentiero inizia a salire fino a incrociare la strada sterrata di servizio all'alpe Veglia che abbandoniamo subito per seguire a sinistra una trattorabile che in pochi minuti raggiunge una baita sulla destra. Continuiamo a salire con una serie di tornanti in un bel bosco di larici, arrivati alle prime baite in prossimità dell'arrivo della teleferica abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero sulla sinistra con il quale saliamo fino alla grossa fontana in sasso dell'alpe Vallè 1786 m. Con percorso pressoché libero pieghiamo a destra raggiungendo in pochi minuti nuovamente la strada sterrata, dalla palina segnavia seguiamo il primo tratto del "Sentiero di Scinc" (Passo del Croso - Lago d'Avino), dopo un primo tratto in falsopiano riprendiamo quota arrivando ad un bivio con una palina segnavia, tralasciato a destra il sentiero per l'alpe Veglia, iniziamo a salire ripidamente il pendio, il percorso oltre a non dare un'attimo di respiro si sviluppa su terreno spesso scivoloso. Usciti dal bosco la pendenza diminuisce e in breve arriviamo nel Vallone di Drozina, lo risaliamo prima verso destra in direzione di un torrione isolato e poi con percorso alquanto faticoso a sinistra arrivando in cresta, superati alcuni massi, proseguiamo fino a guadagnare il roccioso Passo del Croso 2330 m, un cartello posto sulla palina segnavia ci informa che siamo a 1700 m sopra al tunnel del Sempione! Seguendo le indicazioni continuiamo verso destra, seguendo i segnavia bianco/rossi sulle rocce e alcuni paletti con cartelli indicatori gialli, raggiungiamo un'ampia depressione a circa 2400 m che ci introduce nella spoglia e solitaria Piana d'Avino. Attraversiamo la piana in un ambiente lunare, ci fermiamo a osservare gli intensi fenomeni di erosione che hanno creato buche e grandi crepacci nel terreno, arrivati a un laghetto una traccia di sentiero inizia ad alzarsi sulla destra in direzione della cima già ben visibile, dopo un ultimo tratto faticoso su detriti raggiungiamo il PizzoValgrande di Vallé 2531 m, il panorama verso la parete orientale del Monte Leone e sulle montagne circostanti è davvero splendido. Dopo aver mangiato ridiscendiamo fino al laghetto da dove riprendiamo il sentiero segnalato con evidenti paletti in legno,  arrivati ad una cappelletta in breve scendiamo al lago d'Avino 2246 m, ...il toponimo deriva probabilmente da "lago d'arvina" con il significato di "rovina", cioè del vasto pendio sfasciato e detritico circostante. Poi, la letteratura del secolo scorso ha storpiato il toponimo in "divino" o  "da vino" fino all'amorfa versione attuale...(Veglia-Devero - Paolo Crosa Lenz/ Giulio Frangioni)
Attraversato il muraglione della diga dalla strana forma ad esse, riprendiamo a salire, in alcuni tratti esposti sono state messe delle funi per facilitarne il passaggio, arrivati alla palina segnavia iniziamo la lunga discesa per l'alpe Veglia seguendo il sentiero F30. Il percorso si svolge in un ambiente unico dal punto di vista paesaggistico e ambientale, attraversiamo splendide lande a rododendro e mirtillo fino a entrare in uno splendido bosco di larice, poco prima di arrivare nella piana del Veglia ci fermiamo qualche minuto sulle sponde del suggestivo lago delle Streghe 1840 m, riprendiamo il cammino a malincuore e seguendo il sentiero che segue la sponda del lago arriviamo alle baite dell'alpe Aione. Per ritornare a Ponte Campo dove abbiamo lasciato l'auto utilizziamo la strada sterrata, dopo un primo tratto in falsopiano passando alti nella forra del Cairasca, iniziamo a scendere abbastanza ripidamente fino a incrociare nuovamente il sentiero fatto alla mattina e in breve raggiungiamo il parcheggio. Splendido itinerario ad anello all'interno del Parco Naturale Veglia Devero, dove il contrasto tra le dolci praterie d'alta quota e la severità delle montagne circostanti rendono l'ambiente particolarmente unico...
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

la Piana d'Avino


Danilo e Fabio dal Pizzo Valgrande


Monte Leone 3552 m
la montagna più alta delle Alpi Lepontine


Natural Park Veglia-Devero


Lago delle Streghe