Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 26 aprile 2009

due giorni in paradiso all'alpe Crampiolo...

non saprei davvero proprio come descrivere questi due giorni straordinari, per cui ho deciso con il permesso di Paola di riportare le pagine da lei scritte sul diario...
25/04/2009
Finalmente, dopo il gelido, lungo, noioso, difficile inverno, eccoci qui, tutti assieme, dalla Fiorella. Quanta neve! E' primavera inoltrata ma all'Alpe Devero mettiamo subito le ciaspole, ci sono più di due metri! Tentiamo di prendere il sentierino per l'Alpe Crampiolo nonostante le opportune segnalazioni di pericolo ma, giunti quasi alla fine dobbiamo fare retro-front. Troppo rischioso! Torniamo sulla strada principale e saliamo comodamente. Alle 12.00 siamo dalla Fiorella che ci accoglie calorosamente. Svuotati gli zaini il gruppo riparte subito per un giro all'Alpe Sangiatto mentre io, Kiran e Giancarlo ci tratteniamo qui, chi per la pennica (kiran e Giancarlo) chi per un fantastico pranzetto a base di salumi preparati con cura artigianale dal Signor Adolfo a ottime lasagne al radicchio cucinate con maestria dalla Signora Fiorella (io). Già che ci sono prenoto una settimana qui per luglio, chi trova un posto cosi!!!
Nell'accogliente saletta dell'agriturismo mi dedico alla stesura del "Documento del Consiglio di Classe", che fare, il 15 maggio è vicino. Alle 16.00 circa torna il gruppo. Fabio suona il campanaccio e tuona "DOMANI SVEGLIA ALLE 5"... e si sa che il capogita fa sempre quello che promette! PG e Sabino dichiarano di aver avvistato un'aquila con un foruncolo. Ci beviamo un , Kiran si sveglia, Flavio è disperso, tutti gli altri mi sembrano soddisfatti nonostante le difficoltà poiché la pista non era battuta. Sono già tutti affamati per stasera: ci aspettiamo gnocchi al bettelmatt e ravioli con il burro e il pepe rosa. Sabino dichiara di essere intenzionato ad adottare una mucca e PG capisce subito che Sabino sta parlando di una mucca con 2 gambe/zampe, tanto il formaggio si può sempre acquistare. Chiaccheriamo tranquilli vicino alla bellissima stufa a legna, qui si sta proprio bene. Il resto del pomeriggio è fantastico, qui nell'agriturismo siamo soli, e ognuno può dedicarsi alle attività preferite. Flavio, naturalmente, si concede una doccia di un'ora (e finisce l'acqua calda). Io continuo la stesura del mio documento ma il figlio della signora Fiorella, mentre apparecchia, ci fa ascoltare CD degli OFFSPRING e degli U2 e la musica mi invoglia quasi quasi a ballare. Se non ci fossero gli altri... Silvia ci racconta la sua esperienza di somelierKiran e Danilo si improvvisano DJ. Franco, ci stupisce come al solito, questa volta niente tecnologie, ma una"provocante" maglietta con la scritta "AC/DC". Si progetta la "notturna" per stasera. Alla parete c'è un bel quadro di Beppe Scarpulla che rappresenta l'Alpe Sangiatto: Fausto il figlio di Fiorella spiega che il pittore ha dipinto l'alpeggio dove viene prodotto il loro Bettelmatt e altri squisiti formaggi (provare per credere, l'anno scorso abbiamo mangiato una ricotta fantastica). Finalmente l'ora di cena! Qui è tutto ottimo come al solito e forse anche di più. Delicatissimi i ravioli al burro d'alpe e pepe rosa, irresistibili, per le papille gustative, gli gnocchi al Bettelmatt (per far scarpetta nel vassoio di portata, si scatena quasi una rissa), lonza prodotta dalla famiglia Olzeri con sughetto
speciale, patate e due tipi di insalate a volontà il tutto annaffiato da buon vino rosso della casa. Dessert: crostate, salame di cioccolato (wow), bonet o formaggi con miele e marmellate. Che dire? In questi momenti posso solo dire GRAZIE SABINO se non ci fossi stato tu non sarei stata qui. Sabino È l'UOMO CHIAVE. Grazie anche a DEBO che l'anno scorso ha scoperto questo posticino. Per finire caffè e digestivi, poi vediamo le foto più piccanti che ci sono sul mio
pc (PG teme che la nipote racconti tutto alla moglie ). Poi i più temerari partono per la ciaspolata notturna. Pare che ci siano le stelle ma io, con i più tranquilli, rimango qui ad ascoltare la Fiorella che ci racconta vecchie storie del paese, ci mostra libri sul luogo e foto della fiera delle mucche. Presto tornano tutti e ci facciamo una bella dormita. 
26/04/2009
Ci svegliamo presto, dopo il sonno ristoratore. Che sorpresa! Le previsioni erano chiare, ma è sempre una sorpresa: Fuori NEVICA!!! La colazione è ottima e abbondante: marmellate, burro fatto in casa, torte di tutti i tipi (speciale quella alla nocciola e cioccolato ). Visto il tempo solo alcuni si avventurano per un giretto verso la diga e il lago delle streghe. Io rimango a lavorare con il pc, anche Franco si porta avanti con il lavoro per domani. PG , Giancarlo e Sabino giocano a carte mentre Luisa e Debo assistono alla preparazione dello Strudel della signora 
Fiorella . Anch'io non resisto ed entro nel regno della cuoca che ci racconta le sue ricette di dolci e in particolare della FIOCA, dolce tipico locale che gli anziani usavano conservare sotto la neve. Deborah si unisce agli altri che giocano a carte, continua a nevicare. Gli altri tornano soddisfatti ed eccoci di nuovo con le gambe sotto il tavolo a gustare i salumi del Signor Adolfo, che oggi ci fa compagnia, lasagne al radicchio, polenta, spezzatino, tapelucco, cotechino, lenticchie e fagioli. Tutto ottimo!! Fiorella ci propone anche dei formaggi ma non ce la facciamo
più. Solo un piccolo posticino per i dolci, strudel, bonet, salame di cioccolato. Digestivi e caffè. Molto buono l'amaro della casa alla genziana. E' giunta l'ora di partire, questo weekend gastronomico ci rimarrà in mente per un bel ! Ben coperti raggiungiamo l'alpe Devero, quanta neve, che spettacolo! Baci e abbracci di saluto.
Alla prossima! 
PAOLA

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Probabilmente questa sarà l'ultima uscita con le ciaspole di quest'anno...ora se ne andranno a riposare fino all'arrivo del prossimo inverno!!!

mercoledì 22 aprile 2009

La Linea Cadorna (OAFN) - Occupazione Avanzata Frontiera Nord

Coniugare la passione per la montagna con il recupero dei valori storici e culturali che fanno parte integrante del suo ambiente e del patrimonio delle genti che vi vivono, per questo motivo ho deciso di proporre questo documentario storico, la memoria a mio avviso è una delle componenti fondamentali della vita dell'uomo.

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domenica 19 aprile 2009

Sul Legnoncino 1714 m, tra le trincee della grande guerra

Le previsioni dal punto di vista meteorologico oggi non erano entusiasmanti ma nemmeno catastrofiche, per cui optiamo per una zona dove in caso di cattivo tempo possiamo andare a infilarci in qualche rifugio...ma come capita agli audaci ci è andata bene anzi a dire la verità più che bene!!!
La località di partenza è Artesso, vi si giunge da Dervio imboccando la strada della Valvarrone, dopo Vestremo si incontra la deviazione sulla sinistra per Sueglio, la strada è stretta ma in buone condizioni, superati alcuni tornanti in mezzo al bosco si raggiunge Artesso 1210 m con il suo grazioso laghetto artificiale, utilizzato un tempo per abbeverare il bestiame.
Parcheggiata l'auto ci dirigiamo verso la palina segnavia, prima di intraprendere l'escursione facciamo visita alle fortificazioni presenti della Linea Cadorna, si tratta di postazioni blindate situate in avvallamenti riparati dal crinale di cresta e da una copertura in calcestruzzo, tutte le postazioni erano collegate fra loro con passaggi sotterranei ora purtroppo ostruiti.
Ritornati alla palina iniziamo a risalire la mulattiera, dopo qualche minuto arriviamo al Roccolo di Artesso, impianto per la cattura degli uccelli già esistente nel diciottesimo secolo, oggi usato esclusivamente come stazione di inanellamento a scopo scientifico. Dopo aver costeggiato una casa bianca, con una serie di tornanti raggiungiamo il rifugio Bellano 1309 m di proprietà del SEB (Società Escursionisti Bellano - tel. 0341 804309), in posizione davvero incantevole, sulla sinistra con una breve deviazione si può andare a vedere la graziosa cappella. Il sentiero riprende a salire, in breve incontriamo alcune trincee che corrono parallelamente sotto di noi, mentre a monte del sentiero si trovano alcuni ricoveri scavati nella roccia. Dopo un tratto in falsopiano riprendiamo a salire incontrando poco più avanti un appostamento in caverna, armati di torce entriamo a visitarla, l'interno oltre a essere buio è anche particolarmente umido, ci sono enormi travi che sostengono il tunnel lungo 43 metri e due gallerie secondarie che conducono verso le postazioni delle mitragliatrici, usciamo dalla parte opposta e dopo aver letto il pannello riprendiamo il cammino. Arrivati sull'ampia sella dei Roccoli Lorla 1450 m, rimaniamo estasiati dal luogo, sembra quasi uscito da un libro di fiabe, contorniamo il laghetto sulla sinistra, poco più in alto è situato il rifugio Roccoli Lorla 1463 m di proprietàˆ della sez. CAI di Dervio (0341 875014 - 60 posti). Una strada permette di arrivare fin qui anche in auto, dal parcheggio seguiamo sulla destra la strada militare chiusa da una sbarra, un pannello ne descrive le caratteristiche, il percorso si svolge fra larici e abeti, riusciamo anche a vedere alcuni camosci, al termine un sentiero conduce alla chiesetta di San Sfirio 1700 m circa.
Una leggenda narra di sei fratelli Rocco, Ulderico, Gottardo, Iorio, Miro, la sorella Eufemia e Sfirio appunto, che decisero di vivere in solitudine sulle diverse cime della zona, per tenersi in contatto il metodo usato dai sei fratelli era quello di accendere dei fuochi notturni sulle diverse cime.
Seguendo il facile ed aperto crinale si arriva al cippo di vetta e alla croce accanto alla quale è stata eretta una bella statua della Madonna 1714 m. Ai nostri occhi si apre un panorama sconfinato da rimanere davvero senza parole, la nostra tenacia è stata ampiamente premiata, solo il Legnone purtroppo è avvolto dalle nuvole, in lontananza vediamo addirittura il Pizzo dei Tre Signori. Per la sosta pranzo scendiamo sotto alla chiesa, dove sono stati collocati due tavoli con panche in posizione davvero molto suggestiva. Per non rifare la strada sterrata decidiamo di seguire il sentiero sottostante che ci riporta al rifugio Roccoli Lorla, dove ci concediamo un caffè, per il ritorno seguiamo il sentiero dell'andata.
L'escursione è davvero molto bella sia dal punto di vista naturalistico che storico, per la visita alla galleria è necessaria una torcia, causa le abbondanti nevicate di quest'anno abbiano trovato ancora molta neve, sia sul sentiero che nella parte finale della strada milatare, un consiglio portate sempre con voi nello zaino le ghette, non pesano e sono sempre utili.
Malati di montagna: Danilo, Paola, Deborah, PG e Fabio

panoramica...

Roccoli Lorla 1450 m

uno dei pannelli illustrativi

Deborah e Danilo in trincea...

sul Legnoncino 1714 m

il crinale con la chiesetta di S. Sfirio

martedì 14 aprile 2009

Mont'Orfano, la montagna solitaria...

...come una sentinella solitaria,
come un isolato scoglio,
laghi e fiumi sono ai suoi piedi,
le montagne attorno lo guardano con rispetto,
e lui il Mont'Orfano...

L'escursione parte da Mergozzo 200 m, facilmente raggiungibile con l'autostrada A26 uscita a Verbania, poi seguire le chiare indicazioni. Consiglio di lasciare l'auto nel parcheggio gratuito davanti al comune, a poca distanza da Piazza Cavour, stranamente oggi sono solo, non ricordo nemmeno più da quanto tempo non effettuavo un escursione in solitaria... Mi incammino sul lungolago la giornata è davvero fantastica, il lago di Mergozzo risplende di mille colori, con calma e senza fretta mi avvicino al borgo, dalla piazza passo accanto al vecchio Olmo, una pianta secolare completamente cava, con oltre 400 anni di età, simbolo incontrastato di Mergozzo. Sulla destra ha inizio via Borzoni, sotto a un cartello stradale ci sono le indicazioni del sentiero da seguire, dopo pochi metri si svolta a sinistra in via Nostrani, prima di arrivare alla chiesa della Visitazione sulla sinistra ha inizio il Sentiero Azzurro, contrassegnato da un cartello. Passata la cappella della Madonna delle Grazie, si prosegue per un breve tratto su asfalto, seguendo i vari cartelli del Sentiero Azzuro in corrispondenza di alcune villette ha inizio la mulattiera. Dopo aver passato la cappella della Madonna del Carmine si arriva a un bivio, il sentiero continua in falsopiano a sinistra, parallelamente alla ferrovia sottostante, il percorso è piacevole con un'ottima visione del lago e delle montagne della Val Grande, dove spicca tra tutte il monte Faié. Oggi fa decisamente caldo, appena arrivo alla fontana detta del Monastero mi fermo a bere, l'acqua è davvero freschissima, il sentiero riprendere a salire arrivando sulla strada asfaltata che sale al paese di Montorfano. Dopo circa un paio di chilometri su asfalto si arriva alle prime case del borgo 338 m, davvero notevole la chiesa romanica di San Giovanni Battista risalente al XI-XII sec., sulla destra una palina segnavia indicata il percorso da seguire. Si risale la vecchia carrozzabile utilizzata per la cava dismessa, in alcuni punti si può notare ancora tracce dell'antica asfaltatura, a un certo punto si abbandona la strada per proseguire a destra su un sentiero ottimamente segnato (bianco/rosso). Tralasciato il bivio a destra per la palestra di roccia del Sasso del Magnano si continua su un tratto pianeggiante nel bosco, per poi riprendere a salire ripidamente, costeggiando per più volte un'antica via di lizza, ancora in buono stato. Le lizze servivano per incanalare verso valle i blocchi di granito, erano ripidissime ed erano formate da blocchi di granito quasi perfettamente lineari e livellati, davvero un lavoro notevole! Questo è decisamente il tratto più faticoso dell'escursione, mi fermo nei vari punti panoramici sbizzarrendomi in decine di scatti fotografici. Dopo un tratto decisamente meno faticoso eccomi finalmente sulla parte sommitale della montagna, costeggiato un ripetitore arrivo in breve nella zona in cui sono presenti alcune fortificazioni militari della Linea Cadorna. Seguendo le indicazioni poste su alcuni alberi arrivo nel punto più alto, una piccola croce incastrata in un mucchio di sassi ne indica la cima 794 m. Ritorno alla palina segnavia incontrata in precedenza, dalla quale seguo il sentiero A58 (Polveriera, Casermette e Mergozzo). Scendendo osservo la maestria con cui è stata costruita la mulattiera, un lavoro davvero pregevole, la discesa anche se lunga è molto piacevole e dopo un tratto nel bosco si arriva nella zona della Polveriera, dove sulla destra inizia l'ampia strada militare. Dopo qualche minuto incontro un bivio, proseguo seguendo le indicazioni per la cava di granito verde, la strada conservare ancora tratti di pregevole fattura con alti muri di contenimento e opere di incanalamento delle acque. Mentre cammino nel bosco ho come l'impressione di essere sospeso in un oasi di pace, sembrano lontani, quasi impercettibili i rumori della valle sottostante, dove la vita segue il suo ritmo frenetico. Al seguente bivio tralascio il sentiero che sale da Prato Michelaccio e continuo a destra tra antichi castagni fino ad arrivare alla cava di granito verde. La sterrata prosegue ancora per qualche minuto, poi sulla destra un sentiero ben marcato scende ripidamente fino a una sterrata. Seguendo le indicazioni sulla sinistra per Mergozzo si passa accanto a una cappella e costeggiando alcune vecchie case in breve si arriva sulla strada asfaltata. Continuando a seguire il segnavia bianco/rosso in leggera discesa arrivo alla fine della via, svolto a destra salendo sopra al ponte della sottostante ferrovia e tra viuzze strette raggiungo la chiesa della Visitazione incontrata alla mattina e dalla quale avevo iniziato questa splendida escursione.
Escursione ad anello di grande pregio, dove il contrasto dello splendido lago di Mergozzo con il suo borgo si contrappone al Mont''Orfano dove sulle sue pendici antiche mulattiere militari salgono verso la cima.
Malato solitario: Fabio

incanalamento delle acque sulla strada militare


In cima al Mont'Orfano


Sentiero Azzurro

Il borgo di Mergozzo con il lago


sabato 11 aprile 2009

Alto Adige: nuovo premio per i diari di viaggio

Questa è la motivazione con cui è stato vinto il premio:
Il diario di Fabio è una vera e propria recensione suddivisa in tappe della sua escursione di gruppo nel Parco Naturale Puez-Odle. Allegro, interessante, da leggere tutto d'un fiato, questo diario di viaggio merita un bel premio.

Un grazie particolare a Paola

Questo è il link in cui è stato pubblicato il diario:
http://www.suedtirol.info/suedtirol_info/news_homepage/11348-it/it/Nuovo_premio_per_i_diari_di_viaggio.html

mercoledì 8 aprile 2009

Possano le strade farsi incontro a te.
Possa il sole risplendere caldo sul tuo viso.
Possa la pioggia cadere leggera sui tuoi campi.
E, fino a quando non ci rincontreremo,
possa Dio tenerti nel palmo della sua mano.

(Antica Benedizione Celtica)

domenica 5 aprile 2009

in cima al Colmegnone, sulla Via dei Monti Lariani

Dall'autostrada A9 usciamo a Como Nord, seguiamo la SS 340 (Antica Via Regina) sulla sponda occidentale del lago di Como, passiamo a monte di Cernobbio, Moltrasio e Carate, superate le quattro gallerie dopo circa un chilometro ad un semaforo svoltiamo a sinistra per Tosnacco, dove parcheggiamo nella piazzetta del paese 315 m. Il sole al momento si nasconde dietro alle nuvole, ma la temperatura è davvero gradevole, poste sotto a un cartello di strada senza uscita troviamo le indicazioni per i Monti di Liscione, rif. Bugone e rif. Murelli. Seguiamo la strada in leggera salita arrivando a incontrare sulla nostra destra la scalinata che sale verso la parte alta del paese con indicazioni su una palina segnavia. Arrivati a una fontana con vasca svoltiamo a sinistra e iniziamo a trovare i segnavia di colore rosso bianco rosso con il numero 1 che indica la Via dei Monti Lariani. A un successivo bivio sulla sinistra inizia la Via Crucis che ci accompagnerà fino ai Monti di Liscione, terminate le case l'ampia mulattiera affiancata da gradini sale con decisione il ripido pendio, davvero notevole la maestria con cui è stata costruita. Ormai siamo praticamente in maglietta, il tracciato è talmente ripido che guadagnamo quota molto velocemente, ogni tanto ci fermiamo per ammirare il panorama e anche per riprendere fiato. Raggiungiamo l'antico borgo dei Monti di Liscione le cui origini risalgono al 1600, continuiamo passando all'interno del paese seguendo le indicazioni per il rif. Bugone e i Monti di Urio, mentre saliamo verso la parte alta del borgo ci soffermiamo sovente, cercando di immortalare con la nostra macchina fotografica angoli suggestivi. Dopo una sosta riprendiamo il cammino, passiamo tra due muretti e in breve raggiungiamo un bivio in località Selva 750 m, seguiamo il sentiero di destra in un bel castagneto per i Monti di Urio raggiungendolo in poco meno di 10 minuti. Passiamo dietro alle case raggiungendo la mulattiera selciata che sale da Urio, saliamo ripidamente tra muri a secco in un bel bosco di roverelle, ignorando i vari sentieri seguiamo fedelmente la mulattiera che alterna ripidi strappi a lunghi tratti in leggera salita. Arriviamo alla Colma del Crinco 1167 m dove incontriamo la sterrata che percorre tutta la dorsale dal Bisbino al Sasso Gordona, seguiamo i segnavia di destra verso il rifugio Binate, si può seguire la sterrata ma il mio consiglio e di percorrere il sentiero più alto consentendo così un percorso più vario. Passiamo accanto a una casa di colore rosa e in pochi minuti in leggera discesa arriviamo al rifugio Murelli 1200 m, appartenente alla sezione del CAI di Moltrasio tel. 338 8241 727. Ora ci aspetta la salita verso la cima del Colmegnone del quale vediamo già la croce, raggiungiamo in pochi minuti la Colma del Roccolo 1300 m, dove sorge l'Agriturismo Roccolo San Bernardo un luogo davvero particolare, seguiamo il sentiero che corre lungo la cresta tra chiazze di neve e grossi omini di pietra, ed eccoci finalmente in cima al Colmegnone conosciuto anche come Poncione di Carate o Poncione di Laglio 1383 m. Conosciamo anche due simpatici comaschi che gentilmente ci scattano la foto di vetta, il panorama anche se turbato da alcune nuvole è ugualmente superlativo!!! Scendiamo verso l'agriturismo dove scatto alcune foto a delle sculture in legno davvero particolari, acquistiamo anche alcuni prodotti tra cui un'ottima formaggella di capra. Per la sosta pranzo decidiamo di fermarci al rifugio Murelli seduti sul muretto della terrazza dove il sole ci allieta con i suoi caldi raggi, la vista sul lago è favolosa!!!
Prima di ripartire entriamo per bere un caffè scambiando quattro chiacchiere con il gestore, lasciato il rifugio alle nostre spalle ripercorriamo il sentiero dell'andata, ma non siamo soli davanti a noi due asinelli e due pony ci accompagnano in questo tratto di sentiero, da dove arrivino non lo sappiamo, probabilmente dall'agriturismo, in fila indiana seguiamo la dorsale come se fossimo una carovana di mercanti... un momento della giornata davvero speciale!!!
Tornati alla Colma di Crinco 1167 m, proseguiamo diritti sulla strada sterrata in una bella faggeta, alterniamo tratti quasi in piano a brevi discese, arrivati in località Foo Storc 1150 m troviamo alcune baite in posizione panoramica sul lago di Como. Il percorso è così piacevole che ci ritroviamo al rifugio Bugone 1119 m (tel. 031 513 808) senza nemmeno accorgerci, sostiamo bevendo qulacosa di fresco e gustandoci il panorama attorno. Per il ritorno tralasciamo il sentiero che scende accanto al rifugio e seguiamo le indicazioni per i Monti di Lenno poste su una palina accanto a un grande faggio, in breve ci ritroviamo su un'altra mulattiera ancora in ottimo stato. La discesa è rilassante anche se in alcuni tratti ripidi bisogna porre attenzione a dove mettere i piedi, passiamo accanto a una cascatella davvero molto suggestiva, poco dopo Danilo, Deborah e Flavio danno prova di equilibrismo salendo sopra un'albero... Poco prima di arrivare a uno slargo dove sono posteggiate alcune auto seguiamo le indicazioni sulla sinistra per i Monti di Liscione. Alcune gocce di pioggia ci spronano ad aumentare il passo, è il primo temporale della stagione, ma alla fine saranno davvero solo quattro gocce... Il sentiero è veramente molto bello, nei punti più critici è stato messo addirittura un cavo in acciaio, lavoro davvero eccellente, passiamo tra alcune baite ristrutturate e poco dopo in lontananza vediamo i lampi del temporale che come spade infuocate sembrano spegnersi direttamente nel lago uno spettacolo molto suggestivo. Arrivati ai Monti di Liscione ci attende la ripida mulattiera fatta alla mattina che in pochissimo tempo ci riporta a Tosnacco. Un escursione lunga dal dislivello notevole, con alcuni tratti ripidi, per cui bisogna avere un buon allenamento nelle gambe, ma incredibilmente meravigliosa!!!
Malati di Montagna: Danilo, Flavio, Deborah e Fabio

ma questa mulattiera non finisce mai?

reggerà l'albero???

tutti in fila...

Danilo, Flavio, Deborah, Fabio e ...un gran simpaticone...