Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

lunedì 29 marzo 2010

Buona Pasqua

Abbiamo bisogno di trovare Dio,
ma non possiamo di certo trovarLo
nel rumore e nell'inquietudine.
Dio è amico del silenzio.
Osservate come la natura
- gli alberi, i fiori, e l'erba -
cresce in silenzio.
Osservate le stelle, la luna e il sole,
come si muovono in silenzio.
Più riceviamo in silenziosa preghiera,
più riusciamo a dare
con le nostre azioni.
Madre Teresa

domenica 28 marzo 2010

Monte Megna un angolo nascosto del Triangolo Lariano

Escursione ad anello in luoghi poco frequentati, abbiamo incontrato durante tutto il percorso solo due persone, dalla cima si ha una visione a 360° su tutte le cime che circondano il lago e sulla pianura padana.
Dall'autostrada A9 in direzione della Svizzera usciamo a Como/Sud, proseguiamo seguendo le indicazioni per Erba, arrivati ad un semaforo svoltiamo a sinistra per Canzo, da Asso svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Valbrona, arrivati a Maisano 487 m davanti alla chiesa di San Rocco giriamo a sinistra e subito dopo lasciamo l'auto in un piccolo parcheggio. Sono le 8.30, cielo azzurro, aria tersa, camminiamo all'interno delle viuzze del paese seguendo Via Fontana, in breve arriviamo alla caratteristica fonte detta di San Carlo, la quale alimenta il lavatoio. Proseguendo sulla mulattiera selciata in pochi minuti arriviamo davanti alla Cappella della S.S. Trinità, ancora pochi passi e arriviamo a un bivio con un'altra cappella, continuiamo a destra seguendo la Valle dei Campelli, dopo aver attraversato un torrente su un bel ponticello in pietra ad un successivo bivio tralasciamo la mulattiera che sale a sinistra verso l'alpe di Monte e che utilizzeremo al ritorno e seguiamo i segnavia bianco/rossi inoltrandoci nel bosco, arrivati a Rogorea abbiamo un assaggio dello splendido panorama sulle Grigne, che ci accompagnerà per tutto il giorno. Il sentiero prosegue tra alcuni muretti a secco arrivando in località Prazzapin, un terrazzo erboso con alcune case da dove abbiamo la fortuna di vedere il sole specchiarsi nel lago regalandoci uno spettacolo davvero unico. Seguiamo le indicazioni per il lago di Crezzo, al seguente bivio continuiamo sempre diritti risalendo a mezza costa il versante della montagna, davanti a noi il panorama sul lago di Lecco è davvero emozionante, poco prima di arrivare al laghetto di Crezzo svoltiamo decisamente a sinistra, seguendo le indicazioni poste su una palina segnavia. La salita è ripida e sale il versante della montagna senza troppi preamboli, arriviamo a un bivio con le indicazioni poste su un albero tralasciamo il sentiero a sinistra con cui scenderemo al ritorno, continuando a salire ora con meno pendenza verso il crinale. Il percorso è alternato da innumerevoli saliscendi e da alcune radure da dove ci si sofferma ammirando le varie cime che ci stanno attorno, usciti dal bosco ecco davanti a noi la bellissima croce in cima al monte Megna 1050 m che raggiungiamo in pochi minuti. Bolettone, Palanzone, San Primo, Legnone, Grignone e Grignetta, Corni di Canzo, Moregallo, riusciamo a vedere anche tutta la pianura padana coperta solo da una leggera foschia, firmiamo il libro di vetta e ci soffermiamo a mangiare, siamo soli, quasi non ci posso credere... Per la via del ritorno ripercorriamo il crinale fino al bivio incontrato in salita, scendiamo seguendo le indicazioni per l' alpe di Monte, incontriamo alcune baite una delle quali in fase di ristrutturazione, attorno il bosco è perfettamente pulito e la legna è accatastata con cura meticolosa. Il sentiero da questo punto diventa una pista forestale che con lunghi tornanti arriva alle antiche case dell'alpe di Monte, costruite attorno ad una vecchia corte, ci dissetiamo alla fontana scava in un blocco di granito, una breve pausa sdraiati su un bel prato con il blu del lago sottostante e le cime delle grigne che svettano verso il cielo azzurro, che cosa si vuole di più...
Dalla palina segnavia tralasciamo la mulattiera di sinistra e seguiamo le indicazioni per Maisano/Valbrona - Corni di Canzo, scendendo passiamo accanto a una edicola con la Madonna ricavata dal tronco di un castagno e in breve arriviamo sul tracciato percorso al mattino.
Il dislivello calcolando i saliscendi è di poco inferiore ai 700 m, per fare tutto l'anello ci vogliono circa 4.30 ore senza soste, ma in una giornata così come si fa a non sdraiarsi al sole su un bel prato...
Malati Montagna: Simeone, Flavio, Danilo e Fabio

Grignone 2410 m e Grignetta 2177 m


il lago...


il modo migliore per gustare una giornata in montagna!!!


Bel me ‘l sul

venerdì 19 marzo 2010

Il primo non si dimentica mai...

Mentre sfogliavo i vecchi album fotografici, fino a qualche anno fa' prima dell'avvento delle digitali si stampavano su carta centinaia di fotografie, creando album meravigliosi, oggi non è più così, si scattano molte più foto e poi si archiviano sul computer, dimenticando talvolta di averle!!!
Mentre sfoglio un album ecco che mi appaiono le immagine del mio primo trekking di più giorni, quanti anni sono passati dal 2001, quante suole di scarponi consumate, quanta gente che ho conosciuto, quanti luoghi che ho visto, ma quel lontano luglio insieme all'amico Giorgio non lo potrò mai dimenticare. Di seguito metto le tappe in sintesi, non le descrivo perché sono passati diversi anni e la memoria non è più quella di una volta... e poi a dirla tutta preferisco custodirli dentro di me, come un piccolo tesoro, ma che per me ha un gran valore!!!
Trekking Parco Nazionale della Vanoise
dal 7 luglio al 12 luglio 2001
1 giorno
da Sardières 1498 m a Refuge de Plan Sec 2320 m
2 giorno
dal Refuge de Plan Sec 2320 m al Refuge Peclet-Polset 2533 m
3 giorno
dal Refuge Peclet-Polset 2533 m al Refuge de la Valette 2590 m
4 giorno
dal Refuge de la Valette 2590 m al Refuge de Col de la Vanoise
5 giorno
dal Refuge de Col de la Vanoise al Refuge de l'Arpont 2309 m
6 giorno
dal Refuge de l'Arpont 2309 m a Sardières 1498 m

mercoledì 17 marzo 2010

Il Viaggiatore

Io sono il viaggiatore e viaggio e viaggio,
viaggio attraverso i bassifondi delle città,
vedo le stelle venir fuori dal cielo,
yeah il cielo splendente e vuoto,
sai, sembra così bello stanotte,

io sono il viaggiatore,
io stò sotto il vetro,
guardo attraverso la mia finestra così lucente,
vedo le stelle venir fuori stanotte
vedo il cielo splendente e vuoto
sui bassifondi squarciati della città,
e tutto è così bello stanotte
cantando la la la...

entra nell'auto,
noi saremo il viaggiatore,
viaggeremo attraverso la città stanotte,
vedremo i bassifondi squarciati della città,
vedremo il cielo splendente e vuoto,
vedremo le stelle che brillano così splendenti,
stelle fatte per noi stanotte.

oh il viaggiatore, come viaggia?
oh il viaggiatore e lui viaggia e viaggia.
guarda attraverso le sue finestre,
che cosa vede?
vede il cielo segnato e vuoto,
vede le stelle venir fuori dal cielo,
vede l'oceano un viaggio sinuoso,
e tutto è stato fatto per te e me stanotte,
tutto questo è stato fatto per te e me,
perchè questo appartiene solo a te e me
allora facciamo un viaggio
e vediamo cosa è mio,
cantando la la la...

oh il viaggiatore, viaggia e viaggia,
vede cose da sotto il vetro,
vede cose dalla sua parte di finestra,
vede le cose che sa che sono sue,
vede il cielo splendente e vuoto,
vede la città dormire di notte,
vede le stelle che sono fuori stanotte
e tutto questo è tuo e mio
e tutto questo è tuo e mio
allora facciamo un viaggio
e un altro e un altro cantando la la la...

The Passenger - Iggy Pop

domenica 14 marzo 2010

Canto Alto la "montagna di Bergamo"

Dall'autostrada A4 usciamo a Dalmine, seguiamo le indicazioni per la Valle Imagna arrivando a Sedrina, all'altezza di un distributore svoltiamo a sinistra e passato un bar giriamo nuovamente a sinistra, seguendo i cartelli arriviamo in breve alla piazza della frazione Cler 526 m dove lasciamo l'auto, il sentiero 507 inizia accanto al parcheggio nei pressi di una scala. Lasciate le case del paese alle nostre spalle ci inoltriamo nel bosco, PG da grande esperto ci spiega il nome di alcuni fiori, tra cui uno dei miei preferiti l'Elleboro o Rosa di Natale, troviamo purtroppo lunghi tratti ricoperti dal ghiaccio, facendo attenzione a dove appoggiare i piedi ,proseguiamo arrivando a un bivio nei pressi di una pozza d'acqua completamente ghiacciata. Tralasciamo momentaneamente il sentiero per il Canto Alto e saliamo verso destra, passiamo accanto ad una stalla dove all'interno ci sono alcuni manzi, scambiamo qualche parola con il ragazzo che da poco a finito di pulirla e tramite una scalinata in legno ben costruita arriviamo sul dosso a poca distanza dall'agriturismo Prati Parini 850 m. Riprendiamo il percorso tra splendidi panorami che ci accompagneranno fino sulla cima, mentre percorriamo alcune radure notiamo come ormai la primavera sia alle porte, crocus e primule sono ormai fioriti e l'erba sta germogliando nei prati, attraversiamo alcuni tratti di bosco dove si possono notare bellissimi esemplari di acero montano e di faggio. Iniziamo a intravedere l'enorme croce della cima che si avvicina sempre di più, dopo una cappella percorriamo un lungo tratto dove ancora la neve ricopre abbondantemente il versante della montagna. Dal colle d'Anna 1050 m segnalato da una palina segnavia, il sentiero inizia a salire a tornanti e in breve raggiungiamo la cima del Canto Alto 1146 m da dove si apre un panorama a 360°, l'enorme croce luccica sotto ai raggi del sole e da una meridiana possiamo osservare le varie cime che ci osservano da lontano. Decidiamo di fermarci per mangiare, nel frattempo arriva parecchia gente, infatti la montagna può essere salita da diversi itinenari con dislivelli e tempi differenti.Ridiscendiamo per il medesimo itinerario, fino all'agriturismo Prati Parini dove ci fermiamo per una breve pausa assaggiando le deliziose torte e i prodotti che produce l'azienda, coccolati dai raggi caldi del sole, tra una risata e l'altra il tempo vola e purtroppo dobbiamo ritornare a casa... Note: nel periodo in cui abbiamo fatto l'escursione l'unica difficoltà riscontrata è stata la presenza di ghiaccio che ricopriva la parte iniziale del sentiero, il resto del percorso è sempre ben segnalato e la salita alla cima è gratificata da un panorama davvero eccezionale.
Malati di Montagna: Luisa, Franco, Simeone, Flavio, Piergiorgio (PG), Deborah e Fabio

tutti in fila per tre...

l'ultima fatica...

l'agriturismo Prati Parini 850 m

sem propri bei...

domenica 7 marzo 2010

Corno Buco...a picco sul lago d'Iseo

Dall'autostrada A4 direzione Venezia usciamo al casello di Palazzolo e seguendo le indicazioni raggiungiamo la piazza principale di Predore (187 m), su un cartello giallo viene indicato la partenza dei sentieri.
Lasciata l'auto in un piccolo parcheggio iniziamo a salire verso la parte alta del paese con una stretta e ripidissima via, passato un edificio di epoca medioevale arriviamo davanti all'acquedotto dove la strada si biforca. Tralasciamo la strada a destra da dove scenderemo al ritorno e seguendo le indicazioni del cartello segnavia proseguiamo per il sentiero n. 709, la mulattiera dal fondo asfaltato e fiancheggiata da muretti a secco e sale con una pendenza che impone a chi la percorre una camminata senza fretta, anche per apprezzare il panorama sul lago. Arriviamo in località Vasti 504 m dove finalmente un tratto pianeggiante ci consente un po' di respiro, raggiunta una palina segnavia proseguiamo sulla destra entrando nel bosco Il sentiero sale ripidamente il versante della montagna con numerosi tornanti, seguendo attentamente i bolli rossi arriviamo sulla sella erbosa del Colle Cambline 772 m. Dopo un buon bicchiere di tè caldo continuiamo verso un capanno di caccia da dove riprendiamo il sentiero, tralasciata a destra la deviazione per una grotta proseguiamo fino alle case di Prato Chierico 906 m, ora seguendo la dorsale con percorso libero raggiungiamo la cima del Corno Buco 966 m, la croce con la meridiana è posta poco più in basso a picco sul lago d'Iseo. Dalla Presolana, all'Ortles fino al monte Guglielmo, bisogna proprio ammettere che anche se siamo a poco meno di 1000 m si gode comunque di una vista eccezionale, dopo una breve pausa ripercorriamo il percorso dell'andata passando a destra della cima e seguendo dapprima una sterrata e poi un sentiero arriviamo al Colle d'Oregia 891 m. Dalla palina segnavia decidiamo di tralasciare per il momento il nostro itinerario originale e di proseguire verso il monte Bronzone, seguendo le indicazioni La Rolla, riprendiamo a salire raggiungendo una sella erbosa dove una cartello ci indica che siamo arrivati al Colle la Rola 939 m, l'idea di salire al Bronzone 1334 m ci stuzzica ma ce la teniamo per la prossima volta, magari salendo da Sarnico. Ridiscendiamo verso il colle da dove riprendiamo il sentiero 701 per il Colle del Giogo 811 m che raggiungiamo dopo aver attraverso un fitto bosco di castagni, faggi e betulle, arriviamo sulla sella erbosa dove è adagiata anche una bella chiesetta circondata da un alto muro di pietre, proseguiamo arrivando alla palina segnavia, dove notiamo con stupore che non è indicato il sentiero 735 con il quale avremmo dovuto continuare, però Danilo da attento osservatore che è a poca distanza sulla destra vede su un sasso il segnavia rosso e poco più avanti appeso su un albero un cartello con l'indicazione del sentiero. Scendiamo velocemente nel bosco stando attenti a non scivolare sul terreno umido e ricoperto da uno strato notevole di foglie, riprendiamo la mulattiera che scende ripida verso il lago, il fondo è in cemento per permettere a chi ha la cascina o la casa di poterla salire con sicurezza, passiamo tra alcune case ristrutturate fino a un cartello con l'indicazione "Percorso Naturalistico", svoltiamo a sinistra e in breve arriviamo al Santuario di San Gregorio in posizione dominante sull'abitato di Predore. Con una ripidissima scala di 267 gradini scendiamo verso la strada asfaltata e in breve arriviamo all'acquedotto, da cui eravamo partiti alla mattina. Ritorniamo all'auto soddisfatti per aver trascorso una bella giornata in montagna, in luoghi a noi poco conosciuti ma con la promessa che ritorneremo al più presto!!!
Malati di montagna: Danilo, Deborah e Fabio

la merdiana accanto alla croce...Presolana, Ortles, Adamello...

sentori di primavera...

meno male che oggi doveva nevicare?!?

Danilo, Deborah e Fabio

mercoledì 3 marzo 2010

Signore delle Cime