Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 27 settembre 2009

el Resegun 1875 m

«La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.»

(I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni)

Da Lecco si prende la nuova strada in galleria per la Valsassina che si percorre sino all'uscita per la funivia dei piani d'Erna/Versasio. Dopo alcuni tornanti, si raggiunge il piazzale di partenza della funivia dove è possibile lasciare l'auto nel parcheggio a pagamento (1,50 euro). Nei giorni festivi la funivia apre alle 8.00, facciamo il biglietto di sola andata (5,00 euro) e con un vertiginoso salto di 700 m arriviamo senza quasi accorgerci alla stazione d'arrivo 1320 m, scendiamo lungo la strada sterrata fino alla Bocca d'Erna 1291 m, da dove partono i principali sentieri sul Resegone. Le nuvole sono adagiate alla montagna, conferendole un aspetto irreale, quasi magico, con le guglie che si alzano verso l'alto come torrioni di un antico castello. Prendiamo il sentiero n. 5 che inizia in leggera discesa tra i prati, entriamo poi in un fitto bosco alternando alcuni tratti in discesa, ad altri quasi in piano. Anche se la giornata non è particolarmente soleggiata possiamo ugualmente ammirare il panorama su Lecco e il Monte Barro, dopo aver attraversato un canalino troviamo un tratto esposto, dove una fune sulla sinistra assicura il cammino. Arrivati a un bivio svoltiamo a sinistra seguendo il sentiero n. 1, continuando diritti si arriva al passo del Fo', dopo un tratto di salita nel bosco e superato un lastrone di roccia arriviamo al Pian della Beduletta 1320 m, passiamo accanto a un crocefisso e dopo un tratto su fondo roccioso il sentiero riprende a salire ripidamente tra le pietre. Al bivio successivo tralasciamo il sentiero n. 9 a sinistra per il Canale Còmera e continuiamo verso destra, dopo un tratto in leggera salita arriviamo al Pian Serrada a circa 1540 m dove sulla sinistra possiamo dissetarci a una sorgente, ammirando il panorama sottostante. Inizia ora il tratto più impegnativo, ma anche il più suggestivo, dove bisogna superare alcuni brevi tratti ripidi su roccette appoggiando le mani, arrivati su una crestina esposta da ambo i lati arriviamo al passo della Sibretta 1650 m, dopo aver aggirato una roccia aiutati da una corda fissa entriamo nella Val Negra. Iniziamo a intravedere nella foschia il rifugio Azzoni, proseguiamo alternando tratti di sentiero sterrato con ripide roccette che a volte richiedono l'aiuto della mani, ed eccoci dopo alcuni gradini in cemento sul balcone del rifugio 1860 m. Ci fermiamo un'istante per poi salire sulla cima Cermenati 1875 m, a poca distanza dal rifugio e sovrastata da un'enorme croce, dalla meridiana possiamo ammirare anche se parzialmente coperte dalle nuvole tutte le vette circostanti... Mentre mangiamo incontriamo l'amico Roberto, un vero guru di questa montagna, conosce ogni sentiero e ogni via per salire sul Resegone, per la discesa Roberto ci consiglia il sentiero che scende la val Caldera, naturalmente si propone come guida e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo e seguirlo. Dalla parte opposta da cui siamo arrivati scendiamo seguendo il sentiero n. 8, il percorso e abbastanza impegnativo con alcuni tratti da superare aiutati dalle catene, ma è sicuramente un'alternativa per la discesa davvero entusiasmante. Arrivati al passo del Giuff o del Giogo 1515 m, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia, Anello del Resegone/piani d'Erna, dopo aver superato la sorgente Pesciola 1300 m, arriviamo nuovamente alla Bocca d'Erna compiendo in questo modo un magnifico itinerario ad anello. Per la discesa verso il parcheggio dove abbiamo l'auto decidiamo di seguire il sentiero n. 1 verso il rifugio Stoppani, entrati nel bosco scendiamo con decisione fino ad arrivare alla sorgente del Kopp dove ci dissetiamo, continuiamo la nostra discesa nel bosco, arrivati al rifugio Antonio Stoppani 890 m ci soffermiamo qualche istante. Riprendiamo a scendere arrivando in breve alle Cascine Costa un'angolo davvero suggestivo e dopo un tratto su asfalto riprendiamo la sterrata che in breve ci riporta al parcheggio. Prima di ripartire ringrazio Roberto per la sua gentilezza e per la compagnia durante la discesa, una guida davvero molto preparata di questi luoghi. L'escursione si è svolta su sentieri non particolarmente difficili ma che comunque necessitano di molta attenzione, in particolare il sentiero per la val Caldera, il dislivello in salita è di circa 600 m, mentre in discesa e di oltre 1200 m, attenzione alle ginocchia!!!
Malati di montagna: Danilo, Deborah, Fabio e Roberto

Danilo, Deborah e Fabio

la meridiana...

guglie, torioni... si ergono dalla nebbia come...

le guglie bucano le nuvole...

Punta Cermenati 1875 m sul Resegone detto anche Monte Serrada

domenica 20 settembre 2009

Panorama di prim'ordine sul M. Corbernas 2578 m

Lasciamo l'auto nel parcheggio e ci dirigiamo verso la piana del Devero 1631 m, dopo aver attraversato il ponte svoltiamo a destra verso la casetta in legno dell'ufficio turistico, attraversato il torrente Devero su un ponte, proseguiamo sulla bella mulattiera che costeggia il torrente, a mio parere questo è anche il percorso migliore per raggiungere l'abitato di Crampiolo. Arrivati a una radura prativa abbandoniamo il sentiero per Crampiolo e ci dirigiamo alle baite dell'alpe Corte di Ardui 1760 m, adagiate tra gli estesi lariceti subalpini, dove ad accogliere l'escursionista c'è una strana figura scolpita sulla fontana. Il sentiero continua dietro alle baite risalendo il canalino, per poi continuare in piano fino ad una nuova radura dove scorre il rio Sangiatto, lo attraversiamo su un ponte in lego raggiungendo in breve la palina segnavia. Da qui si segue la strada sterrata utilizzata per gli alpeggi, dopo aver risalito alcuni tornanti arriviamo sopra al primo dei laghi di Sangiatto, questo è uno dei luoghi in cui si può contemplare le meraviglie della natura in qualsiasi stagione dell'anno. In breve arriviamo all'alpe Sangiatto 2010 m, dove ancora vengono caricate le mucche e dove viene prodotto il famoso Bettelmatt “pascolo della questua”, seguendo le indicazioni il sentiero prosegue sulla destra a ridosso delle baite, risalito il dosso erboso e seguendo le evidenti tracce del passaggio dei bovini si arriva ad un altro bel laghetto dall'aspetto tipicamente alpino. Seguendo il sentiero indicato dalla palina segnavia risaliamo con alcuni tornanti il versante della montagna, dopo un breve tratto in falsopiano riprendiamo a salire arrivando in breve alla bocchetta di Scarpia 2248 m. Luisa e Deborah decidono di rimanere, mentre noi senza troppi indugi iniziamo a risalire sulla sinistra la cresta erbosa seguendo alcuni ometti e tracce di sentiero, arrivati sotto alla cima seguiamo il sentiero sulla sinistra che ripidamente ci porta in vetta al Corbernas 2578 m. Il panorama è senz'altro unico, anche se le nuvole coprono alcune cime circostanti si può ugualmente godere appieno di tutta la zona del Devero, suggestivo è senz'altro la visuale sul lago di Agaro e sulla zona denominata il "Grande Est" un pianoro lungo circa sette chilometri sui 2000 metri di quota. Dopo la foto di rito iniziamo la discesa, il primo tratto il terreno è instabile per cui bisogna porre attenzione a dove mettere i piedi, ritornati alla bocchetta ci fermiamo qualche istante in compagnia di Deborah e Luisa. Ritornati all'alpe Sangiatto seguiamo la sterrata fino al primo tornante, da dove decidiamo di seguire il sentiero sulla destra per Crampiolo indicato dalla palina segnavia. Entriamo subito nel bosco, dove il silenzio è rotto solo dal verso di qualche animale e dal borbottio del torrente, arrivati in un vasto pianoro ci fermiamo a osservare l'estesa zona paludosa, da qui si iniziano a vedere le prime baite in breve raggiungiamo l'alpe Crampiolo 1767 m, oggi doveva esserci la Festa dul Sgarghè, ma per il cattivo tempo di sabato è stata annullata, peccato perché oggi la giornata non era per niente brutta. Salutiamo l'amica Fiorella dell'agriturismo Alpe Crampiolo, purtroppo ci comunica che non ha posto, anzi oggi ha talmente tanta gente che non sa nemmeno quando riuscirà a liberarsi un tavolo, ma la nostra fame non può aspettare e così ci rechiamo al ristorante La Baita, dove finalmente riusciamo a saziarci con la polenta e con vari assaggi di carne.... Una giornata nel Parco Naturale Veglia-Devero è per un malato di montagna un vera e propria medicina per la salute del corpo e soprattutto della mente!!!
Malati di montagna: Franco, Luisa, Danilo, Deborah e Fabio

il lago di Devero o Codelago


uno dei laghi di Sangiatto


Danilo, Luisa, Franco (il paziente!) e Deborah

il "Grande Este del Devero"

in cima al Corbernas 2578 m

domenica 13 settembre 2009


Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai da dove viene né dove va,
così è la mia anima quando cammino per terre alte...

domenica 6 settembre 2009

domenica speciale al rif. S. Ferioli 2264 m...

Si risale la Valsesia per poi deviare a destra seguendo le indicazioni Carcofoto/Rimasco. Arrivati a Rimasco si attraversa il paese e tralasciando la deviazione a destra per Carcoforo si prosegue diritti. Lasciamo l'auto nel parcheggio a poca distanza dal paese di Rima 1411 m, nel cielo terso come un gigante montano a vigilare c'è il Tagliaferro 2964 m, la temperatura è di circa 12°C, dopo il caldo patito durante l'estate finalmente un po' di fresco... Saliamo verso l'interno del paese arrivando in breve nella piazzetta della chiesa dove sorge una bella fontana in pietra, seguendo le varie indicazioni risaliamo a monte del paese, attraversiamo un torrente su un ponte e costeggiate alcune baite arriviamo al bivio segnalato da un pannello informativo dove si può osservare sulla cartina il sentiero da percorrere. Seguendo a sinistra la mulattiera contrassegnata con il n. 96, risaliamo gli innumerevoli tornanti arrivando così alle baite sul piano di Valmontasca 1819 m, dove per chi vuole si può acquistare del''ottimo formaggio di capra da Roberto. Il sentiero riprende a salire e senza accorgersi tra una sosta e l'altra mangiando degli ottimi mirtilli arriviamo all'alpe Vorco 2075 m. Dalla fonte esce dell'acqua freschissima, suggestiva la parete nord del Tagliaferro dove ancora ai suoi piedi è rimasta molta neve, il sentiero si alza parallelamente alla parete, arriviamo al colle Mud 2324 m e ci accorgiamo che non siamo soli uno stambecco ci osserva mentre con il suo sicuro e lento passo si alza su per la montagna... Il rifugio è li sotto a circa una decina di minuti, scendiamo seguendo il segnavia 8 per Alagna, poi sulla destra una deviazione porta in pochi minuti all'alpe Mud di sopra 2264, dove sorge il rifugio Santino Ferioli di proprietà del CAI di Olgiate Olona (tel. 0163 91207). Ed ecco che ci vieni incontro a salutarci l'amico Giorgio (www.escursionando.it), mentre dalla cucina esce anche Claudio, che gioia nel rivederli, anche se non ci vediamo molto spesso la nostra passione per la montagna ci ha unito in una forte amicizia. Salutiamo anche Luciano, che insieme a Giorgio e Claudio gestiscono il rifugio in questo periodo, essendo quasi ora di pranzo ci accomodiamo sulla terrazza, per stuzzicare l'appetito ci vengono serviti dei piccoli tranci di pizza e in seguito polenta con dell'ottimo brasato, salsicce e spezzatino, il tutto accompagnato con dell'ottimo vino rosso e bianco.
Per smaltire il lauto pranzo decido di salire con Danilo e Franco al Belvedere, il sentiero sale ripidamente alle spalle del rifugio, purtroppo durante l'inverno è stato rovinato, ma facendo attenzione si riesce ugualmente a salire, una volta arrivati in cima si può godere di un panorama superbo sul Monte Rosa (circa 30 minuti dal rifugio). Ritornati al rifugio arriva il momento tanto sospirato, le buonissime torte di Deborah, la crostata con la sua marmellata di pompelmo e kiwi e la tenerina al cioccolato, accompagnate da una bottiglia di malvasia, per quanto mi riguarda me le sono proprio meritate visto che le ho trasportate nello zaino!!! Quando si sta bene le ore passano veloci e purtroppo dobbiamo rientrare anche se ci piacerebbe rimanere in compagnia dei nostri amici, il rientro avviene per il medesimo sentiero.
UNA GIORNATA DAVVERO SPECIALE...
Dislivello da Rima al Colle Mud 800 m, dal rifugio al belvedere circa 200 m.
Malati di montagna: Danilo, Alessandro, Franco, Luisa, Deborah e Fabio

l'imponente Tagliaferro 2964 m

Giorgio lo chef del rif. S. Ferioli

panorama sul gruppo del Rosa dal belvedere

Donatella, Gian Mario, Giorgio, Luciano, Alessandro, Fabio
Danilo, Luisa, Franco, Deborah e Claudio