Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

martedì 31 agosto 2010

Dove mi porta il vento...Scatta Minoia - Natural Park Veglia-Devero

Giornate come questa capitano una o se sei fortunato anche due volte l'anno, ho camminato per 7 ore di fila, facendo una pausa solo di 10 minuti per mettere sotto i denti qualcosa, ma se dipendeva da me sarei andato avanti a camminare ancora. Mentre tornavo a casa pensavo al titolo da mettere a questo post e credo che "Dove mi porta il vento" sia davvero azzeccato, ho scritto in inglese il parco perché oggi ho incontrato solo stranieri, abbiamo luoghi come il Parco Naturale Veglia-Devero che vengono presi d'assalto dagli stranieri e molti italiani non sanno nemmeno l'esistenza o forse fanno finta di non saperlo, cosi possono andare all'estero e al loro ritorno vantarsi di essere stati nel National Park di.... e che hanno visto questo e quello...

Sono le 9.00, dopo aver pagato i 5 euro di pedaggio e aver parcheggiato l'auto, mi avvio verso la conca del Devero. Per essere l'ultimo giorno di agosto fa decisamente freddo, c'è un forte vento gelido per cui parto già con il pile, praticamente non lo toglierò quasi mai. Attraversato il ponte proseguo seguendo le indicazioni a destra per Crampiolo, questo è il sentiero che preferisco, forse sarà anche un po' più lungo ma è senz'altro il più remunerativo. Dopo circa 35 minuti arrivo alla chiesetta di Crampiolo 1767 m, tutto tace si sente solo il vento che soffia tra le baite, seguo la pista che si alza sulla destra, sorpassato un muricciolo inizio a costeggiare il lago di Devero, alternando brevi salite a lunghi tratti pianeggianti. Dopo aver attraversato alcuni ruscelli arrivo all'alpe Spigher 1901 m, inizio a salire con bei tornanti, alle mie spalle il blu intenso del lago si allontana sempre più, entro nella magnifica valletta del Canaleccio, sempre di entrare nella tela di un pittore. Il vento mi accompagna oltre al cappellino di lana devo anche mettermi il cappuccio, devo essere matto ma sono al settimo cielo. Arrivato vicino ad alcuni ruderi inizio a salire la strada sterrata ad uso agricolo sulla destra, attorno è un susseguirsi di panorami, scatto foto a raffica ma è solo un pretesto per fermarmi qualche secondo a contemplare questo santuario della natura, alcuni fischi delle marmotte mi richiamano all'ordine manca ancora parecchia strada. Attraverso il torrente su un ponticello e continuando sulla sinistra arrivo in breve all'alpe Forno inf. 2222 m, poco più in alto su una palina segnavia trovo le varie indicazioni, proseguo salendo per magri pascoli le marmotte mi corrono attorno, mi osservano mi scrutano, sembra quasi che si chiedano che cosa ci faccio li a casa loro!!! Entro in una vallecola, la neve caduta il giorno precedente rende l'ambiente affascinante fuori dal tempo e dire che siamo all'ultimo giorno di agosto ma non è la prima volta che mi capita e spero nemmeno l'ultima, davanti mi appare un laghetto, è delizioso, splendido, le acque increspate dal vento lo rendono ancor più bello.
Sulla sinistra seguendo i segnavia bianco/rossi inizio a salire in mezzo a una pietraia, il percorso è facilitato anche da alcuni ometti, dopo alcuni tornanti che mi fanno guadagnare quota, il sentiero compie una lunga diagonale arrivando ben presto al passo di Scatta Minoia 2599 m, sulla sinistra è posto il rifugio Ettore Conti, di proprietà del SEO-CAI di Domodossola, dispone di 10 posti letto, all'interno si possono trovare, coperte e un fornellino a gas, l'acqua si trova nelle vicinanze raccolta con dei tubi in un bidone di plastica, il rifugio è sempre aperto. Costruito tra gli anni 20, venne inaugurato nel 1923, dedicato al Seno Ettore Conti pioniere dell'industria idroelettrica anche in Valdossola. Fu dato in gestione alla SEO-CAI di D0modossola, ma alla fine della seconda guerra mondiale cadde in oblio e non venne più utilizzato, con l'impegno e la volontà della sezione fu ristrutturato e reso completamente agibile, i lavori furono terminati nel 1989.
L'origine curiosa Scatta Minoia è controversa, una leggenda fa risalire il nome Minoia ad un intrapprendente mercante che passò per primo con bestie da soma, mentre alcuni esploratori di fine 800 si attennero alla forma Minojo, che vuol dire semplicemente monte. Su una carta sarda datata 1856 viene riportava la dizione di Colle di Vanin, poi corretta nella successiva stampa del 1875, nell'attuale toponimo. Dopo queste note informative che spero possano interessare a qualcuno ritorno alla descrizione, sono circa le 13.15 quando decido di intraprendere la via del ritorno, arrivato all'alpe Forno inf. abbandono il percorso dell'andata e seguo le indicazioni per l'alpe Satta, inizia così la mia lunga attraversata nel "Grande Est" di Devero, sicuramente una delle più belli escursioni del parco. Il sentiero è contrassegnato dai segni bianco/rossi e da alcuni pali segnavia, alcuni dei quali ho provveduto io stesso a rimettere in piedi, a farmi compagnia c'è il vento che accarezza le immense praterie alpine, increspa i laghetti dalle acque cristalline e poi le montagne imperiose e severe. Dopo aver attraversato un torrente arrivo all'alpe la Satta 2200 m, dalla palina segnavia seguo le indicazioni per Crampiolo, il sentiero scende lungo un intaglio accanto al rio Satta, alcune lastre di pietra sapientemente collocate ne facilitano la discesa, il panorama sul lago di Devero è superbo. Dopo un lungo tratto in diagonale arrivo nei pressi di un ruscello che attraverso sotto a una fresca cascata, mi ritrovo ben preso all'alpe della Valle 2074 m, continuo ora seguendo le indicazioni per l'alpe Devero, ora il sentiero scende ripido e in breve mi ritrovo di nuovo sul tragitto fatto alla mattina Arrivato a Crampiolo mi fermo per qualche minuto a salutare gli amici Fiorella e Adolfo dell'Agriturismo Alpe Crampiolo, poi visto l'ora decido di scendere al parcheggio seguendo la strada sterrata che transita davanti alla locanda "Punta Fizzi", la giornata volge al termine, salgo in macchina e dopo aver preso del buon formaggio alla latteria di Crodo mi dirigo verso casa...
Malati di Montagna: Fabio

il lago di Devero


Scatta Minoia 2599 m e il bivacco Conti


31 agosto 2010 l'estate chiude le porte


Crampiolo 1767 m

sabato 21 agosto 2010

Tour del Marguareis

Intorno alla vetta più alta delle Alpi Liguri,
in un paesaggio che ricorda un po’ il Carso
e un po’ le Dolomiti, si snoda un inedito
percorso ad anello in sei tappe
che tocca rifugi di moderna concezione,
due dei quali hanno da poco ottenuto
la certificazione Ecolabel.
Lì l’ambiente, assai noto agli speleologi,
offre uno straordinario patrimonio di fauna
e di flora, con piante e fiori rari.

Lunedì 16 agosto 2010
Da Pian delle Gorre al rifugio Garelli, per il Vallone Serpentera
Dislivello in salita: 1000 m
Dislivello in discesa: 100 m

Martedì 17 agosto 2010
Dal rifugio Garelli al rifugio Mondovì, per la Porta Sestrera
Cima Pian Ballaur 2604 m
Dislivello in salita: 300 + 500 m per la salita alla cima
Dislivello in discesa: 500 + 500 m

Mercoledì 18 agosto 2010
Dal rifugio Mondovì al rifugio Mongioie, per il Bocchino della Brignola e il Bocchino dell’Aseo
Monte Mongioie 2.630 m
Dislivello in salita: 900 + 340 m per la cima
Dislivello in discesa: 1100 + 340 m

Dal rifugio Mongioie a Camino e al rifugio Don Barbera
Dislivello in salita: 800 m
Dislivello in discesa: 300 m

Venerdì 20 agosto 2010
Dal rifugio Don Barbera 2079 m
alla Punta Marguareis 2651 m, cima più elevata delle Alpi Liguri
Dislivello in salita: 572 m
Nella seconda parte della giornata, un giro ad anello attraverso il Colle dei Signori 2112 m - Colle delle Selle Vecchie 2097 m - Colle del Vescovo 2161 m, antica strada del Sale, 2.30 ore circa.

Sabato 21 agosto 2010
Dal rifugio Don Barbera al Pian delle Gore, per la Colla Piana di Malaberga e il Passo del Duca
Dislivello in salita: 300 m
Dislivello in discesa: 1350 m

Alcuni dati tecnici escludendo le tre cime: lunghezza totale 53 km per un dislivello di 2800 m, difficoltà medio-difficile

Malati di Montagna: Danilo, Kiran, Lorenzo, Flavio, Franco, Fabio

notte al rifugio Garelli 1990 m by Lorenzo

Lago Brignola 2131 m by Lorenzo

aspettando la cena al rifugio Mondovì 1761 m by Fabio

durante la salita alla cima del Mongioie 2630 m by Fabio

domenica 1 agosto 2010

Alta Via del Granito (AVG) - Cima d'Asta 2847 m

L'Alta Via del Granito è un anello escursionistico in tre tappe attorno alla testata della valle del torrente Grigno, in alta Val Malene, nel gruppo di Cima d'Asta. La lunghezza dell'itinerario è di circa 28 chilometri, con un dislivello totale di quasi 2500 metri (compresa la salita alla cima d'asta). I sentieri sono facili, ma da non sottovalutare per l'impegno fisico: nonostante le quote relativamente modeste, si affrontano situazioni tipiche dell'alta montagna. L'ambiente è sempre molto austero, per i colori scuri delle rocce, per le grandiose distese di massi e il senso di solitudine che accompagnano l'escursionista.
(Meridiani Montagne - Lagorai-Cima d'Asta)

Venerdì 30 luglio 2010
Malga Sorgazza - Rif. Caldenave
(1000 m di dislivello in salita e 700 in discesa - circa 5.30/6.00 ore - difficoltà EE)
Da Malga Sorgazza si imbocca il ripido sentiero 328 che porta al Lago di Costabrunella e successivamente alla Forcella Quarazza e Forzelon di Rava 2397 m. Dal Forzelon si prosegue per 332 bis fino a Forcella Ravetta per poi scendere al Rif. Caldenave.

Sabato 31 luglio 2010
Rif. Caldenave -Rif. O. Brentari
(1100 m di dislivello in salita e 500 in discesa - circa 7.00 ore - difficoltà E)
Per sentiero 360 si raggiungono i Laghi della Val d'Inferno e si sale fino alla Forcella delle Buse Todesche 2309 m. Si prosegue per sentiero 373 che, in quota porta a Forcella Magna 2117 m. Per sentiero 380 e poi 380 bis si risale ripidamente a Passo Socede 2516 m. In breve si scende al Rif. O. Brentari 2476 m.

Domenica 1 agosto 2010
Rif. O. Brentari -Malga Sorgazza
(500 m di dislivello in salita e 1500 in discesa - circa 5.30/6.00 ore - difficoltà EE la salita alla cima E la discesa dal rifugio al parcheggio)
Salita al "Zimon" di Cima d'Asta 2847 m, cima più alta dell'intero gruppo ed eccezionale punto panoramico. Dal rifugio si prende il sentiero 327 che scende a fondovalle e raggiunge Malga Sorgazza 1450 m.
Malati di Montagna: Danilo, Franco e Fabio

ore 8.30 siamo sulla Cima d'Asta 2847 m
uno spettacolo da togliere veramente il fiato!!!


uno dei tanti laghetti incontrati lungo il tragitto...


Danilo, Franco, Enrica e Elio (gestori rif. Caldenave), Fabio


Lago di Costa Brunella 2021 m


lago di Cima d'Asta, il più alto in quota dei laghi della Catena Lagorai
e uno dei laghi alpini più profondi d'Europa,
con una superficie di mq 9.100 e una profondità massima di 38 m


...il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi
paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi...
Marcel Proust


...sembra di essere davvero in cima a un'"isola cristallina"
così definì lo Zimon il geologo Giambattista Trener