Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

sabato 28 aprile 2012

al bivacco Bonaventura Segala, tra le cime dolomitiche della sponda lombarda del lago di Garda

Vado alla ricerca di oasi, dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente.
Mi capita spesso di voler  bloccare un sogno, di fermare il tempo.
La corda di canapa sale lentamente. 
Alla sua estremità è legato un vecchio montanaro. 
Egli conosce la vita, conosce il mondo, conosce me.
 Fausto De Stefani

Dall'autostrada A4 direzione Venezia prendiamo l'uscita Brescia Est, continuiamo sulla statale 45bis Gardesana Occidentale, oltrepassato Salò, Toscolano Maderno e Gargnano arriviamo al pittoresco paese di Limone sul Garda, proseguendo su via 4 Novembre all'altezza dell'ufficio turismo svoltiamo a sinistra in via Caldogno, dopo pochi minuti giungiamo al bar "La Milanesa" dove parcheggiamo l'auto.
Siamo all'interno del parco regionale dell’Alto Garda Bresciano, la giornata è splendida e da qui si ha già un assaggio dei panorami che oggi andremo a vedere, dopo aver bevuto un buon caffè iniziamo a incamminarci seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia sentiero 101, l'itinerario che andiamo a percorrere fa parte anche del "Sentiero Antonioli" (questo lungo trekking è nato per iniziativa dell'Opera Bresciana Chiesette Alpine ed è stato dedicato a monsignor Giovanni Antonioli, l'itinerario collega Capo di Ponte in Valcamonica a Limone sul Garda e si divide in sette tappe).
Attraversato il torrente San Giovanni iniziamo a risalire la Val Singol su una bella mulattiera selciata che da subito ci fa guadagnare quota ripidamente, tra splendide cascatelle e rocce dalle forme bizzarre ci inoltriamo sempre di più nella valle. Ignorando i vari bivi che incontriamo proseguiamo mantenendoci sul sentiero 101, dopo una serie di ripidi tornanti abbandoniamo la mulattiera fin qui seguita e dalla palina segnavia continuiamo a destra immettendoci su un bel sentiero che entrando in un bosco di pino nero risale la Val Salumi. Dopo una lunga serie di tornanti usciti dal bosco ad un bivio decidiamo di deviare provvisoriamente a destra arrivando sul poggio panoramico di Cima Mughéra 1161 m, dove si può godere di un bellissimo panorama su Limone, il lago di Garda, il monte Baldo e sulla valle appena percorsa.
Ridiscesi raggiungiamo la mulattiera n. 422 del CAI-SAT, mantenendo la sinistra proseguiamo tra i ruderi delle postazioni militari della Grande Guerra giungendo in breve al passo Guìl 1290 m, dove incrociamo il segnavia 421 che sale dalla Valle di Ledro, lo seguiamo fino alla località Fortini, qui in posizione panoramica ai piedi del monte Carone sorge il bivacco Bonaventura Segala 1250 m, eretto nel 1975 dal Gruppo ANA di Limone sul Garda sui ruderi di una costruzione militare della prima guerra mondiale, al suo interno è sempre disponibile acqua e vino, naturalmente una piccola offerta è sempre ben gradita...!!!
Dopo la doverosa pausa riprendiamo il cammino, come da programma per la discesa decidiamo di seguire il sentiero n. 104 che prende avvio proprio accanto al bivacco, dalla palina segnavia iniziamo a scendere, inizialmente il percorso perde quota gradatamente per poi continuare in maniera più decisa, ignorando i sentieri sulla destra (Val de la Vaca n. 125 e Val Maura n. 119) arriviamo alla malga Valaco 769 m. Riprendiamo a scendere sulla mulattiera e oltrepassata una fresca sorgente in pochi minuti ritorniamo al bivio incontrato durante la salita, da questo punto ripercorriamo il medesimo percorso fatto all'andata.
Itinerario che richiede un buon allenamento nelle gambe, ma che garantisce panorami mozzafiato in luoghi particolarmente suggestivi...
Malati di Montagna: Danilo, Franco e Fabio

Cima di Mughera


bivacco "Bonaventura Segala"


un angolo di paradiso...


sculture dolomitiche

martedì 24 aprile 2012

Hermann Buhl

...eccomi sul punto più elevato della montagna, sulla cima del Nanga Parbat a 8125 metri...
...sono le sette di sera...
...eccomi dunque in punta, primo uomo dacché la terra esiste 
a calpestare questo luogo meta dei miei desideri!
...eppure non sento in me né felicità inebriante né tripudio di gioia 
né la esaltazione che dà la vittoria...
...l'importanza di questo istante mi sfugge del tutto, sono distrutto!

alcune frasi tratte dal libro "È buio sul ghiacciaio" di Hermann Buhl


Hermann Buhl fu un fuoriclasse dell'alpinismo:
scalatore eccezionale, il 3 luglio del 1953 dopo diciassette ore
di salita in solitaria raggiunse per primo la vetta inviolata 
del Nanga Parbat 8125 m, colto dall'oscurità all'inizio della discesa, 
dovette trascorrere la notte in piedi a circa 8000 metri, 
è considerata fra le più grandi imprese della storia dell'alpinismo e
nel 1957 fu tra i primi quattro salitori del Broad Peak 8047 m.
Nato a Innsbruck nel 1924, salì la sua prima montagna all'età di dieci anni, 
il 27 giugno del 1957 durante la salita al Chogolisa 7645 m,
il crollo di una cornice nevosa ne provocava la sua tragica morte, 
nonostante le ricerche, il corpo non venne mai ritrovato.


domenica 22 aprile 2012

in Val Sermenza... tra arte e storia...

Dall'autostrada A26 direzione Genova/Alessandria usciamo a Romagnano Sesia–Ghemme, proseguiamo seguendo la statale SS299 per Alagna fino alla località Balmuccia, alla rotonda svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Boccioleto, raggiunto il paese continuiamo ancora per qualche minuto per poi seguire sulla sinistra (cartelli segnavia) una stradina che scende fino ad uno spiazzo adibito a parcheggio 690 m.
Ci dirigiamo verso il ponte in pietra a due archi di diversa dimensione con il quale attraversiamo il torrente Sermenza, oltre il ponte proseguiamo a destra seguendo il segnavia 377, la salita si svolge in un bosco di faggi lungo una bella mulattiera, larga e regolarmente gradinata fino a Palancato 824 m. Sostiamo un'istante davanti all'oratorio di S. Quirico risalente al 1500, santo invocato per le sue funzioni terapeutiche verso i bambini e per le sue proprietà propiziatorie per la produzione del latte. Arrivati nella piazzetta della frazione con una bella fontana con vasca, facciamo conoscenza di Cesare (88 anni) ultimo residente di Palancato, girovagando tra le viuzze si possono ammirare alcuni affreschi ottocenteschi che caratterizzano molte delle abitazioni, nel 1840 la frazione contava ancora 22 fuochi per complessivi 95 abitanti. A monte del paese continuiamo seguendo il segnavia 377, attraversato un prato entriamo in un bel bosco di noccioli, aceri e querce, oltrepassato un bivio continuiamo la salita passando accanto ad alcuni fienili ormai soffocati dalla vegetazione. Arrivati a una bella costruzione con un affresco di un Santo e della Madonna la mulattiera continua tra altissimi abeti bianchi, tralasciata la deviazione per l'alpe Solivo e in seguito per l'alpe Fontanello proseguiamo mantenendoci sul sentiero principale. Oltrepassata l'unica cappella della Via Crucis con ancora un affresco raffigurante la Crocifissione e le Tre Marie in breve giungiamo al Santuario della Madonna del Sasso 1257 m. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa nel XIII secolo su una parte del monte a tre pastorelle e una di loro, muta, acquistò miracolosamente la parola. Dopo una breve sosta, dal piazzale della chiesa riprendiamo la mulattiera gradinata, superati alcuni tratti aerei, ma comunque ben protetti da una ringhiera in ferro, arriviamo all'alpe Selletto 1437 m, definito da Ravelli uno splendido alpe. L'alpeggio è costituito in gran parte da baite ristrutturate, da qui si può osservare la Cima Castello, parte della valle di Rima e la Val d'Egua, sostiamo per il pranzo in questo luogo bucolico coccolati dai raggi del sole e con le montagne attorno recentemente imbiancate. Per il ritorno dal cartello all'inizio dell'alpe scendiamo seguendo il sentiero 378 per Fervento, il percorso è sempre ben segnalato con bolli rossi sugli alberi e con cartelli che ne indicano la giusta direzione, oltrepassata l'alpe Rogo 1305 m continuiamo a perdere quota molto rapidamente attraverso un bel bosco di faggi e abeti. Giunti ad un bivio tralasciamo il sentiero che sale leggermente e continuando la discesa arriviamo in breve alle porte di Fervento.
Tralasciando la stradina cementata sulla destra che conduce ad una centrale elettrica (per chi vuole al termine del tratto pianeggiante, si possono osservare sulla destra alcune case walser ancora in perfette condizioni, circa 20 minuti tra andata e ritorno), attraversiamo il ponte in pietra e passando tra le case di Fermento in breve arriviamo sulla strada asfaltata, da qui proseguiamo verso destra e in circa 15/20 minuti arriviamo a Piaggiona Superiore 766 m. Dall'oratorio di San Martino seguendo le indicazioni scendiamo 
tra le strette viuzze raggiungendo le case di Piaggiona Inferiore e in pochi minuti al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Questo itinerario fa parte dei "Sentieri dell'arte su monti della Valsesia", talvolta la montagna non è solo il raggiungimento di una cima, ma è anche a mio parere la conoscenza del mondo che la circonda, bisognerebbe ricordarsi ogni tanto che la natura è per l'uomo una fonte di sentimenti e forti emozioni.
Malati di Montagna: Piergiorgio, Danilo, Deborah e Fabio

oratorio di S. Quirico


Cesare 88 anni ultimo abitante di Palancato 824 m


tra le vie del paese...


Santuario Madonna del Sasso 1257 m


nuvole minacciose si allontanano...


...mentre all'alpe Selletto 1437 m splende il sole...


...regalandoci magnifici panorami

sabato 21 aprile 2012

Fabrizio De Andrè - Fiume Sand Creek

"Sognai talmente forte che mi usci' sangue dal naso; Il lampo in un orecchio nell' altro il Paradiso; Le lacrime più piccole le lacrime più grosse; quando l' albero della neve fiori' di stelle rosse; ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek"



Il massacro di Sand Creek (chiamato anche massacro di Chivington o battaglia di Sand Creek) si verificò negli Stati Uniti d'America durante le guerre indiane il 29 novembre 1864, quando alcune truppe della milizia del Colorado, comandate dal colonnello John Chivington, attaccarono un villaggio di Cheyenne e Arapaho, massacrando donne e bambini. (Wikipedia)

lunedì 9 aprile 2012

in cresta al Moregallo 1276 m

Seguendo la statale 36 verso Lecco, oltrepassato il lago di Oggiono, prendiamo l'uscita per Valmadrera e seguendo le indicazioni in breve arriviamo in paese. La macchina l'abbiamo lasciata nel comodo parcheggio accanto alle Scuole Elementari Leopardi, volendo si può proseguire verso la frazione Belvedere ma le possibilità di parcheggiare sono scarse. Dal parcheggio proseguiamo a sinistra arrivando in breve ad una rotonda, continuiamo a destra seguendo Via San Carlo Borromeo, all'altezza di un tornante proseguiamo diritti in Via Caduti per la Libertà. Al termine di una breve salita svoltiamo a sinistra e seguendo un stretta viuzza arriviamo alla frazione Belvedere 290 m, superate le ultime case proseguiamo su una bella mulattiera acciottolata giungendo ad un bivio nei pressi della cappella VARS, una chiesetta a forma di piramide.
Dalla palina segnavia seguiamo il sentiero 7-6 (Sambrosera,/Pianezzo) e costeggiando un muretto a secco percorriamo un primo tratto in falsopiano, entrati nel bosco iniziamo a risalire la Val Bova. Tralasciamo il bivio sulla destra (sentiero Paolo-Eliana), per poi iniziare a guadagnare quota ripidamente alternando brevi tratti in piano. Raggiunte alcune vecchie costruzioni in pietra recuperate magistralmente dai volontari della SEV in breve arriviamo alla Fontana di Sambrosera 716 m, da dove fuoriesce un'acqua freschissima.
Dalla palina segnavia proseguiamo per Pianezzo (sent. n. 7) e continuando a salire arriviamo all'evidente strapiombo roccioso detto “Tecc di Port”, caratterizzato da una caverna naturale. Piegando ora verso destra iniziamo a risalire una valletta dominata dalla parete del Corno Orientale di Canzo e dopo aver attraversato una zona detritica giungiamo alla bocchetta Val Puma in località Moregge 1110 m.
Dalla bocchetta seguiamo le indicazioni a destra per il Moregallo, tralasciando il  Sentée de Tavoulera che corre parallelo a pochi metri sotto la cresta, proseguiamo verso i torrioni che formano la cresta ovest, il percorso anche se non particolarmente difficile è abbastanza esposto e in caso di maltempo potrebbe diventare pericoloso. Con spettacolari saliscendi giungiamo alle prime catene, perdendo leggermente quota arriviamo ad una suggestiva bocchetta che immediatamente ci fa venire in mente le bellissime Dolomiti. Subito dopo incrociamo il sentiero sottostante e in breve arriviamo al tratto più impegnativo dell'intero percorso denominato "il Gioch", si tratta di risalire alcune cenge attrezzate con delle catene raggiungendo in pochi minuti un breve ma impegnativo salto di roccia (circa un paio di metri), anch'esso con delle catene. Superata anche quest'ultima difficoltà eccoci sul pianoro erboso che anticipa l'arrivo alla croce del Moregallo 1276 m, il panorama sui monti circostanti è molto bello, ma anche le vedute sul Lago di Lecco e la Brianza non sono da meno.
Un vento gelido sembra farci ricordare che l'inverno non è per niente finito e che le belle giornate calde appena trascorse erano solo una piccola parentesi, per la via del ritorno scendiamo dalla parte opposta da dove siamo venuti seguendo il sentiero contrassegnato con il numero 6. Arrivati alla bocchetta Sambrosera 1192 m proseguiamo risalendo leggermente sulla sommità del torrione Quattordio, uscendo sul versante di Valmadrera. Giunti alla bocchetta di Preguda continuiamo a perdere quota con bellissimi scorci panoramici fino allo Zucon 876 m. Tralasciato il sentiero a destra (Forcellina/Sambrosera) continuiamo a scendere verso sinistra arrivando al Sasso di Preguda 647 m con accanto la Cappelletta di S. Isidoro un vero balcone sul Lago di Lecco. Il Sasso di Preguda oltre a essere stato dichiarato monumento naturale è anche uno dei più importanti massi eratici (o trovanti) della Regione Lombardia, dalla sua singolare forma piramidale appuntita deriverebbe il nome pietra-acuta in dialetto "prèa-aguda", complessivamente è formato da circa 100 metri cubici di roccia di granito ghiandone, proveniente dalla Val Masino. Dopo una breve pausa riprendiamo il cammino seguendo il panoramico sentiero Elvezio che prende avvio dietro alla chiesetta, un segnavia e una targa ne indicano la giusta direzione (nel 1993 la SEV vuole ricordare il giovane socio Dell’Oro Elvezio caduto in montagna nel 1958 sulla Torre Trieste nel gruppo del Civetta, realizzando l'omonimo sentiero). Il sentiero è attrezzato in soli due punti, facilmente superabili, il resto del percorso è davvero molto suggestivo e porta senza quasi accorgersene alla Forcellina 720 m. Dalla palina segnavia proseguiamo verso destra seguendo le indicazioni per Sambrosera/S. Tommaso (sent. 5), arrivati a Sambrosera ripercorriamo il medesimo itinerario fatto al mattino fino al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

scorcio sul lago


sentiero evidente...!!!


sulla via di cresta


tratto attrezzato...by Danilo


Monte Moregallo 1276 m


domenica 1 aprile 2012

La "Via delle Alpi" al Sasso Gordona

Dall'uscita di Como Nord percorriamo la statale 340 "Regina" per poi deviare sulla sinistra all'inizio di Argegno, seguendo le indicazioni per Erbonne saliamo verso le frazioni di Schignano, arrivati a Retegno svoltiamo a sinistra verso Posa che raggiungiamo in pochi minuti 840 m. L'auto la si può lasciare a monte del paese in prossimità delle paline segnavia, oppure proseguendo e arrivando in breve nell'ampio parcheggio di Almanno.
Seguiamo le indicazione della "Via delle Alpi", oltrepassato l'acquedotto e alcune case iniziamo a salire ripidamente nel bosco, arrivati ad una palina segnavia imbocchiamo sulla sinistra la mulattiera per l'alpe Nava, dopo un lungo tratto tra pascoli e boschi giungiamo all'alpe Nava 950 m. Passiamo accanto ad un Pero monumentale, vero tesoro dell'alpe e seguendo l'ampia mulattiera tra due muretti a secco giungiamo in cima all'ampio pascolo dove troviamo l'edificio detto "Comiti", poco prima del fabbricato pieghiamo a sinistra arrivando in pochi minuti ad un bivio, dove saliamo a destra verso l'alpe Comana fra rari castagni e molte betulle. Usciti dal bosco arriviamo in cima ad un dosso che domina la conca dell'alpe Comana 1100 m, angolo idilliaco con accanto un caratteristico laghetto, scendiamo verso la palina segnavia e prima di proseguire per l'alpe Carolza riprendiamo la salita sul versante opposto del pascolo in direzione del Monte Comana 1210 m che raggiungiamo dopo circa 10/15 minuti, consigliamo questa breve deviazione per assaporare il grandioso panorama che si gode dalla cima. Tornati alla palina segnavia seguiamo la strada pianeggiante verso l'alpe Carolza entrati nella faggeta troviamo ben presto un'altra deviazione per il Roccolo del Messo che seguiamo senza troppi indugi, al seguente bivio proseguiamo sulla destra seguendo il sentiero incassato nel terreno e arrivando in breve in un piccola radura dove è situato il Roccolo del Messo 1153 m con accanto un pannello informativo. Seguendo le indicazioni poste sul roccolo riprendiamo il sentiero che si inoltra immediatamente nel fitto bosco, continuando in falsopiano giungiamo all'ampia sella prativa della Colma di Binate 1131 m, godendo di una stupenda vista sulla Valle di Binate, ormai in territorio svizzero e su un tratto della Via dei Monti Lariani, dal Bisbino al Sasso Gordona. Dalla palina segnavia seguendo le indicazioni per il Sasso Gordona scendiamo leggermente sulla sinistra passando accanto ad alcune baite, poi proseguendo in falsopiano raggiungiamo la Colma Crocetta 1128 m, continuiamo ora su strada sterrata arriviamo ad un bivio, da dove seguiamo il sentiero a sinistra che sale verso la cima, durante il percorso incontriamo alcune casermette della Grande Guerra, realizzate sotto sporgenze naturali di roccia sul versante nord del monte, al riparo dai "nemici" e alcuni tratti di trincea. Dopo un tratto attrezzato con alcune catene di sicurezza arriviamo alla croce del Sasso Gordona 1406 m, dalla vetta si gode una vista eccezionale sulla valle d'Intelvi, il centro lago e fino alla Pianura Padana. Dopo una pausa ristoratrice iniziamo a scendere dal ripido crinale opposto alla salita (catene di sicurezza), alla base della piramide incrociamo nuovamente una trincea e infine una bella postazione in caverna, con basamenti per le mitragliatrici, ferritoie e un osservatorio.
Oltrepassata una magnifica nevea eccoci finalmente al rifugio Prabello 1201 m del CAI sottosezione Monteolimpino, costruito all’inizio del ‘900 con la funzione di Caserma della Guardia di Finanza italiana, prima di ripartire ci fermiamo a mangiare una deliziosa fetta di crostata ai mirtilli e pinoli.
Per la via del ritorno seguiamo la strada militare sulla destra (palina segnavia) che in breve ci porta ad un bivio, tralasciamo la deviazione a destra per la Colma di Binate (consigliata per chi non volesse allungare il percorso) e proseguiamo in costante discesa sulla strada militare ancora ben conservata. Giunti ad un bivio con una graziosa cappella, abbandoniamo la strada e proseguiamo a destra su una larga mulattiera, dopo un breve tratto passando vicino ad alcune case ci inoltriamo nel bosco continuando a perdere lentamente quota. Ad un bivio svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Perla, arrivati alle prime case ben ristrutturate pieghiamo nuovamente a destra e costeggiato la recinzione di una casa rientriamo nuovamente nel bosco. Il percorso è sempre ben evidente e prosegue con alcuni saliscendi, raggiunta una casa isolata attraversiamo un piccolo torrente e con una breve salita arriviamo ad un bivio, tenendo la sinistra in breve arriviamo ad un piccolo borgo che attraversiamo, arrivati ad un'ulteriore bivio seguiamo le indicazioni per Almanno che raggiungiamo in pochi minuti. Seguendo la strada asfalta facciamo ritorno all'auto dopo aver trascorso una splendida giornata tra i monti.
Malati di Montagna: Simeone, Danilo e Fabio

come si fa a non volergli bene...!!! by Simeone


fortino della "Linea Cadorna" by Simeone


discesa dal Sasso Gordona by Simeone


durante la salita...


dal Monte Comana 1210 m


idilliaca alpe Comana 1100 m


postazioni della "Linea Cadorna"



Sasso Gordona 1406 m


Danilo, Simeone e Fabio


rifugio Prabello 1201 m