Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 22 aprile 2012

in Val Sermenza... tra arte e storia...

Dall'autostrada A26 direzione Genova/Alessandria usciamo a Romagnano Sesia–Ghemme, proseguiamo seguendo la statale SS299 per Alagna fino alla località Balmuccia, alla rotonda svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Boccioleto, raggiunto il paese continuiamo ancora per qualche minuto per poi seguire sulla sinistra (cartelli segnavia) una stradina che scende fino ad uno spiazzo adibito a parcheggio 690 m.
Ci dirigiamo verso il ponte in pietra a due archi di diversa dimensione con il quale attraversiamo il torrente Sermenza, oltre il ponte proseguiamo a destra seguendo il segnavia 377, la salita si svolge in un bosco di faggi lungo una bella mulattiera, larga e regolarmente gradinata fino a Palancato 824 m. Sostiamo un'istante davanti all'oratorio di S. Quirico risalente al 1500, santo invocato per le sue funzioni terapeutiche verso i bambini e per le sue proprietà propiziatorie per la produzione del latte. Arrivati nella piazzetta della frazione con una bella fontana con vasca, facciamo conoscenza di Cesare (88 anni) ultimo residente di Palancato, girovagando tra le viuzze si possono ammirare alcuni affreschi ottocenteschi che caratterizzano molte delle abitazioni, nel 1840 la frazione contava ancora 22 fuochi per complessivi 95 abitanti. A monte del paese continuiamo seguendo il segnavia 377, attraversato un prato entriamo in un bel bosco di noccioli, aceri e querce, oltrepassato un bivio continuiamo la salita passando accanto ad alcuni fienili ormai soffocati dalla vegetazione. Arrivati a una bella costruzione con un affresco di un Santo e della Madonna la mulattiera continua tra altissimi abeti bianchi, tralasciata la deviazione per l'alpe Solivo e in seguito per l'alpe Fontanello proseguiamo mantenendoci sul sentiero principale. Oltrepassata l'unica cappella della Via Crucis con ancora un affresco raffigurante la Crocifissione e le Tre Marie in breve giungiamo al Santuario della Madonna del Sasso 1257 m. La tradizione vuole che la Madonna sia apparsa nel XIII secolo su una parte del monte a tre pastorelle e una di loro, muta, acquistò miracolosamente la parola. Dopo una breve sosta, dal piazzale della chiesa riprendiamo la mulattiera gradinata, superati alcuni tratti aerei, ma comunque ben protetti da una ringhiera in ferro, arriviamo all'alpe Selletto 1437 m, definito da Ravelli uno splendido alpe. L'alpeggio è costituito in gran parte da baite ristrutturate, da qui si può osservare la Cima Castello, parte della valle di Rima e la Val d'Egua, sostiamo per il pranzo in questo luogo bucolico coccolati dai raggi del sole e con le montagne attorno recentemente imbiancate. Per il ritorno dal cartello all'inizio dell'alpe scendiamo seguendo il sentiero 378 per Fervento, il percorso è sempre ben segnalato con bolli rossi sugli alberi e con cartelli che ne indicano la giusta direzione, oltrepassata l'alpe Rogo 1305 m continuiamo a perdere quota molto rapidamente attraverso un bel bosco di faggi e abeti. Giunti ad un bivio tralasciamo il sentiero che sale leggermente e continuando la discesa arriviamo in breve alle porte di Fervento.
Tralasciando la stradina cementata sulla destra che conduce ad una centrale elettrica (per chi vuole al termine del tratto pianeggiante, si possono osservare sulla destra alcune case walser ancora in perfette condizioni, circa 20 minuti tra andata e ritorno), attraversiamo il ponte in pietra e passando tra le case di Fermento in breve arriviamo sulla strada asfaltata, da qui proseguiamo verso destra e in circa 15/20 minuti arriviamo a Piaggiona Superiore 766 m. Dall'oratorio di San Martino seguendo le indicazioni scendiamo 
tra le strette viuzze raggiungendo le case di Piaggiona Inferiore e in pochi minuti al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Questo itinerario fa parte dei "Sentieri dell'arte su monti della Valsesia", talvolta la montagna non è solo il raggiungimento di una cima, ma è anche a mio parere la conoscenza del mondo che la circonda, bisognerebbe ricordarsi ogni tanto che la natura è per l'uomo una fonte di sentimenti e forti emozioni.
Malati di Montagna: Piergiorgio, Danilo, Deborah e Fabio

oratorio di S. Quirico


Cesare 88 anni ultimo abitante di Palancato 824 m


tra le vie del paese...


Santuario Madonna del Sasso 1257 m


nuvole minacciose si allontanano...


...mentre all'alpe Selletto 1437 m splende il sole...


...regalandoci magnifici panorami

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