IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 23 giugno 2019

Da Carcoforo al colle d'Egua

Si risale la valle su un vecchio sentiero, conosciuto da tempo immemorabile, come antica via di comunicazione tra Carcoforo, Bannio Anzino in Valle Anzasca e Fobello in Val Mastallone. Il percorso fa parte della Grande Traversata delle Alpi (GTA), del Grande Sentiero Walser, della Via Alpina e del Sentiero Italia. Punto d'appoggio a circa un'ora da Carcoforo, è l'accogliente rifugio Boffalora, dedicato al socio fondatore del CAI boffalorese Paolo Majerna. Naturalmente non mancano durante la salita, momenti in cui fermarsi per ammirare il panorama circostante, soprattutto verso il  gruppo del Monte Rosa, il massiccio montuoso con l’altezza media più elevata delle Alpi.
Malati di Montagna: Danilo, Lorernzo, PiGi e il selvadego

Carcoforo, Chirchof in Walser
È stato considerato in passato il comune italiano con il minor numero di abitanti in assoluto, ruolo che tuttora ha Pedesina in Valtellina.


Una leggenda racconta dell'uomo selvaggio che abitava gli ultimi casolari verso il Colle d'Egua e da lì sentenziava una grande verità: "se piove piove, se fiocca, fiocca, ma se fa vento fa cattivo tempo".




 

 



Arnica
 


 





 





Soldanella

 



 



 
 
 




domenica 16 giugno 2019

L'anello di Boco, incontro tra arte e natura

L’idea nasce nel 2009, quando in estate si decide di dare vita a un’esposizione permanente di dipinti, sculture e ceramiche a tema libero. Quando abbiamo pensato di realizzare il sentiero del ‘paese cantato’ ci siamo ispirati a una frase di Bruce Chatwin che diceva che ‘un luogo di cui non si parla è come se non esistesse…’


Escursione che si sviluppa nella Val Bognanco, percorrendo nella prima parte sentieri oramai quasi in disuso, attraversando borghi che sopravvivono solamente alla passione che alcuni alpigiani anno ancora per la montagna. Nella seconda parte si scende fino a raggiungere le abitazioni del suggestivo paese di Boco. Nell'attraversare questo minuscolo borgo non bisogna avere fretta, perché altrimenti non si riuscirebbe a scoprirne tutti gli angoli suggestivi.

Seguire l'autostrada A26 in direzione di Gravellona Toce, per poi continuare sulla Statale del Sempione fino all’uscita di Domodossola. Proseguire a destra seguendo le indicazioni per Bognanco, per poi risalire la valle omonima. Dopo circa 8 km si arriva in località Bognanco Fonti, dove si può lasciare la macchina nel grande parcheggio sulla sinistra nei pressi del centro polifunzionale, vicino l'ingresso delle Terme (650 m).
Dalla fontana, da cui scaturisce un'acqua freschissima e che consigliamo di fare rifornimento prima di partire, si risale la strada asfalta per un breve tratto fino al primo tornate. Seguendo le indicazioni sulla palina segnavia per Valpiana (D08), si risale una malconcia stradina asfaltata, che termina poco dopo, per poi continuare su strada sterrata. Oltrepassato un vecchio e fatiscente albergo, in breve si arriva a una baita ristrutturata, dalla quale sulla destra inizia il sentiero. Attraversato il bosco si arriva a Valpiana (767 m), dal cartello che indica la località, si svolta a destra e subito dopo aver superato la fontana, si sale a sinistra raggiungendo la palina segnavia, fare attenzione perché i segnavia non esistono! Seguendo le indicazioni per Piodellate, si sale a sinistra e subito dopo a destra, passando a lato di una casa. Il sentiero inizia a guadagnare quota ripidamente nel bosco raggiungendo le prime case di Piodellate (836 m). Dalla fontana del paese si sale a sinistra raggiungendo una cappella, oltre la quale si continua a salire fino a raggiungere l'Oratorio di San Giuseppe a Mulera (913 m). Tralasciata la strada sterrata, si sale seguendo le indicazioni per Vercengio/San Bernardo. Dopo aver costeggiato il muro di un'abitazione, si riprende a salire ripidamente su sentiero, raggiungendo una cappella ancora in buono stato. Da qui si può seguire il sentiero a sinistra, oppure risalire ripidamente la dorsale dietro alla cappella, seguendo una labile traccia, in entrambi i casi si raggiungono le baite più a monte dell'alpe Croppo. Tralasciata la strada che scende, si inizia a risalire la strada sterrata a destra. Dopo un lunghissimo tratto a mezza costa, si raggiungono le baite di Ronco e in pochi minuti si arriva a incrociare la strada asfaltata che sale a S. Bernardo. Si inizia a scendere e alla seconda deviazione a sinistra in prossimità di una curva, si svolta a sinistra seguendo una stradina sterrata che conduce a una baita. Poco prima di raggiungerla, si imbocca sulla destra il sentiero contrassegnato rosso/bianco/rosso, attenzione la bandierina del segnavia si trova in basso, un po nascosta dalla vegetazione. Si inizia a scendere con un lungo tratto a mezza costa fino a raggiungere la località Graniga, splendido balcone affacciato sulla valle. Si riprende a scendere lungo la strada asfalta e superate alcune abitazioni, si svolta a sinistra scendendo fra le case. Incrociata nuovamente la strada, la si percorre per pochi metri a sinistra, per poi iniziare a seguire la vecchia mulattiera contrassegnata da segnavia bianco-rossi. Si incrocia ancora la strada per un paio di volte, fino a raggiungere la frazione di San Lorenzo con l'omonima chiesa parrocchiale. Dietro alla chiesa si seguono le indicazioni sulla palina segnavia per Bacinasco/Boco/Bognanco Terme. All'inizio della via selciata che scende tra le case, si trova una cartello sul quale viene indicato che si sta per percorrere il "Sentiero dei Santi". Da qui fino a Boco è consigliabile non avere fretta, per non perdersi ogni angolo, in cui si possono nascondere le opere degli artisti che hanno voluto abbellire questo percorso. Dopo Bacinasco, si arriva in breve a Boco, un piccolo borgo, ma che racchiude grandi tesori, tutti da scoprire. Da Boco si inizia a scendere con una lunga serie  di tornanti nel bosco, seguendo il "Sentiero dei pensieri". Bisogna fare attenzione nell'individuare le sculture degli animali talvolta nascoste e non solo... Raggiunta la strada asfalta, in pochi minuti si scende fino a raggiungere nuovamente il parcheggio. Prima di partire con una breve deviazione si può andare a vedere una bellissima cascata e il museo storico delle acque minerali.
Malati di Montagna: Silvio e il selvadego

Non correre! 
Ma camminare con passo lento, guardandosi intorno, 
perché c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, che aspettano di stupirci.
Ascoltando il proprio passo, il respiro e i suoni della natura.


Valpiana 767 m

 



Piodelatte 836 m



Mulera S. Giuseppe 913 m


 


 

Alpe Croppo


Graniga





La Chiesa parrocchiale di San Lorenzo
La struttura della chiesa è particolare: la casa parrocchiale è in realtà visivamente sovrastata dal campanile, costruito nel XVI secolo e posto all'angolo. L'edificio fu consacrato nel 1535, ha subìto numerosi rimaneggiamenti in stile barocco che ne ha apportato numerosi stucchi e decorazioni.









Lungo il Sentiero dei Proverbi, si incontra un albero speciale, con campane di ceramica che, sollecitate dal vento, emettono dolci suoni nell'aria: è il “Canto del Vento”, un opera di Gian Mario Ferrarese.

   

 

















dettagli e traccia gpx