Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 19 aprile 2009

Sul Legnoncino 1714 m, tra le trincee della grande guerra

Le previsioni dal punto di vista meteorologico oggi non erano entusiasmanti ma nemmeno catastrofiche, per cui optiamo per una zona dove in caso di cattivo tempo possiamo andare a infilarci in qualche rifugio...ma come capita agli audaci ci è andata bene anzi a dire la verità più che bene!!!
La località di partenza è Artesso, vi si giunge da Dervio imboccando la strada della Valvarrone, dopo Vestremo si incontra la deviazione sulla sinistra per Sueglio, la strada è stretta ma in buone condizioni, superati alcuni tornanti in mezzo al bosco si raggiunge Artesso 1210 m con il suo grazioso laghetto artificiale, utilizzato un tempo per abbeverare il bestiame.
Parcheggiata l'auto ci dirigiamo verso la palina segnavia, prima di intraprendere l'escursione facciamo visita alle fortificazioni presenti della Linea Cadorna, si tratta di postazioni blindate situate in avvallamenti riparati dal crinale di cresta e da una copertura in calcestruzzo, tutte le postazioni erano collegate fra loro con passaggi sotterranei ora purtroppo ostruiti.
Ritornati alla palina iniziamo a risalire la mulattiera, dopo qualche minuto arriviamo al Roccolo di Artesso, impianto per la cattura degli uccelli già esistente nel diciottesimo secolo, oggi usato esclusivamente come stazione di inanellamento a scopo scientifico. Dopo aver costeggiato una casa bianca, con una serie di tornanti raggiungiamo il rifugio Bellano 1309 m di proprietà del SEB (Società Escursionisti Bellano - tel. 0341 804309), in posizione davvero incantevole, sulla sinistra con una breve deviazione si può andare a vedere la graziosa cappella. Il sentiero riprende a salire, in breve incontriamo alcune trincee che corrono parallelamente sotto di noi, mentre a monte del sentiero si trovano alcuni ricoveri scavati nella roccia. Dopo un tratto in falsopiano riprendiamo a salire incontrando poco più avanti un appostamento in caverna, armati di torce entriamo a visitarla, l'interno oltre a essere buio è anche particolarmente umido, ci sono enormi travi che sostengono il tunnel lungo 43 metri e due gallerie secondarie che conducono verso le postazioni delle mitragliatrici, usciamo dalla parte opposta e dopo aver letto il pannello riprendiamo il cammino. Arrivati sull'ampia sella dei Roccoli Lorla 1450 m, rimaniamo estasiati dal luogo, sembra quasi uscito da un libro di fiabe, contorniamo il laghetto sulla sinistra, poco più in alto è situato il rifugio Roccoli Lorla 1463 m di proprietàˆ della sez. CAI di Dervio (0341 875014 - 60 posti). Una strada permette di arrivare fin qui anche in auto, dal parcheggio seguiamo sulla destra la strada militare chiusa da una sbarra, un pannello ne descrive le caratteristiche, il percorso si svolge fra larici e abeti, riusciamo anche a vedere alcuni camosci, al termine un sentiero conduce alla chiesetta di San Sfirio 1700 m circa.
Una leggenda narra di sei fratelli Rocco, Ulderico, Gottardo, Iorio, Miro, la sorella Eufemia e Sfirio appunto, che decisero di vivere in solitudine sulle diverse cime della zona, per tenersi in contatto il metodo usato dai sei fratelli era quello di accendere dei fuochi notturni sulle diverse cime.
Seguendo il facile ed aperto crinale si arriva al cippo di vetta e alla croce accanto alla quale è stata eretta una bella statua della Madonna 1714 m. Ai nostri occhi si apre un panorama sconfinato da rimanere davvero senza parole, la nostra tenacia è stata ampiamente premiata, solo il Legnone purtroppo è avvolto dalle nuvole, in lontananza vediamo addirittura il Pizzo dei Tre Signori. Per la sosta pranzo scendiamo sotto alla chiesa, dove sono stati collocati due tavoli con panche in posizione davvero molto suggestiva. Per non rifare la strada sterrata decidiamo di seguire il sentiero sottostante che ci riporta al rifugio Roccoli Lorla, dove ci concediamo un caffè, per il ritorno seguiamo il sentiero dell'andata.
L'escursione è davvero molto bella sia dal punto di vista naturalistico che storico, per la visita alla galleria è necessaria una torcia, causa le abbondanti nevicate di quest'anno abbiano trovato ancora molta neve, sia sul sentiero che nella parte finale della strada milatare, un consiglio portate sempre con voi nello zaino le ghette, non pesano e sono sempre utili.
Malati di montagna: Danilo, Paola, Deborah, PG e Fabio

panoramica...

Roccoli Lorla 1450 m

uno dei pannelli illustrativi

Deborah e Danilo in trincea...

sul Legnoncino 1714 m

il crinale con la chiesetta di S. Sfirio

1 commento:

  1. Bellissima gita! anche io sono stato da quelle parti ... ovviamente in un giorno di pioggia! ;-) ... Bellissime le foto (come sempre del resto!!) Ciao!

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