Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 22 gennaio 2017

La traversata delle cinque cime + una

Traversata molto panoramica che unisce le cime alla testata della Valle dei Foppi. La prima meta che si raggiunge da Parzànica è la bella chiesetta della Santissima del XV secolo, da dove si può già godere di un eccezionale panorama sulla Presolana, sull'Adamello e sul sottostante lago d'Iseo. Anche se la segnaletica è pressoché inesistente, l'intero percorso non presenta nessuna difficoltà tecnica.

Da Milano si segue l'autostrada A4 fino al casello di Ponte Oglio, per poi proseguire a sinistra verso Sarnico/Lago d'Iseo. Si segue la sponda bergamasca del Lago d’Iseo e oltrepassato l'abitato di Tavernola Bergamasca, in prossimità di un cementificio, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Parzanica. Dopo circa 13 km, arrivati a Parzanica, si svolta a destra seguendo le indicazioni per Vigolo (Via Belvedere). La strada passa a monte del paese fino a raggiungere il parcheggio sulla sinistra, poco prima d'arrivare a un incrocio (765 m). Si risale per un breve tratto la strada asfalta da dove si è arrivati, per poi imboccare sulla sinistra la stradina cementata per la Chiesetta della Santissima Trinità. Ad un bivio si continua a seguire la ripida stradina cementata fino ad arrivare poco sotto alla chiesetta (969 m). La chiesa sorge su una roccia a picco sul Lago d’Iseo e merita sicuramente una visita, da questo balcone naturale si può godere di una vista eccezionale sul lago e sulle cime circostanti. Si riprende a salire nel bosco sull'ampio sentiero, fino a raggiungere in pochi minuti il crinale nei pressi di una baita restaurata. Seguendo lo stradello dietro alla baita in breve si arriva sul M. Creò (1106 m), prima delle 6 cime. Purtroppo alcuni ripetitori hanno deturpato la montagna, ciò nonostante il panorama è ragguardevole. Si ritorna sui propri passi e seguendo il crinale in discesa si arriva a una selletta con le baite della Cascina Sergiola. In prossimità di una bacheca in legno, si abbandona lo stradello e si inizia a seguire il sentiero a destra che inizia a risalire la dorsale raggiungendo la Punta del Bert (1106 m), seconda cima. Si scende sul lato opposto passando in mezzo a due baite, per poi risalire nuovamente sul versante a nord. Ridiscesi si raggiunge una stradina sterrata nei pressi di alcune cascine, da qui si inizia a seguire un sentiero a desta, all'inizio poco marcato che sale in un fitto bosco, per poi scendere e arrivare alla baita dell'Orset (1066 m). Si tralascia la strada sterrata a sinistra con la quale poi si proseguirà e il sentiero in basso da cui poi si farà ritorno e seguendo in salita per pochi metri la strada sterrata, si imbocca a sinistra il sentiero contrassegnato da segnavia azzurri. Entrati in un fitto bosco, si prosegue con un lungo traverso a poca distanza dal crinale della boscosa cima del M. Pendola (1126 m). Usciti nei pressi di un roccolo, si abbandona la dorsale e si scende seguendo il sentiero a sinistra che entra nel bosco e prosegue fino a incrociare un sentiero più ampio che sale dal colle Cargadura e che si inizierà a seguire verso sinistra. Dopo un bel traverso nel bosco si ritorna alla baita dell'Orset da dove si prosegue seguendo la strada sterrata. Arrivati poco dopo a un bivio, si abbandona la strada sterrata e si segue sulla sinistra uno stradina che sale fino a ritornare nuovamente sul crinale. Si inizia a scendere fino a raggiungere una palina in legno, con l'indicazione a sinistra per Parzanica/Sentiero "Flavio Tasca" (sent. 701). Oltrepassata una sbarra, dopo un tratto in falsopiano, si tralascia una traccia a sinistra con la quale poi proseguiremo e si inizia a salire ripidamente fino a raggiungere la boscosa cima del Monte Mandolino (da mondul, "manzetta", terza cima (1080 m). Ridiscesi si continua a destra seguendo una traccia di sentiero che proseguendo a mezza costa passa sotto alla cima appena salita. Giunti in vista della Cascina del Colderone, si scende con percorso non obbligato fino a raggiungere le baite nei pressi del Col del Rù (1009 m). A poca distanza da un faggio secolare, si seguono le indicazioni su una palina segnavia per il M. Saresano (set. 724). Una stradina sterrata inizia a guadagnare quota arrivando in breve sul Monte Cremona, con l'omonima cascina posta poco distante dalla sommità (1083 m), quarta cima. Ora non resta che salire sull'ultima cima, il sentiero scende per un breve tratto sul lato destro della recinzione, per poi deviare a sinistra e continuare a scendere fino a entrare nel bosco sulla destra. Dopo un primo tratto dove si perde leggermente quota, il sentiero inizia a scendere più ripidamente fino a raggiungere la sella con la cascina Saresano (931 m). Dalla palina segnavia tralasciamo momentaneamente l'indicazione a sinistra per Parzanica e seguendo il crinale si raggiunge l'ultima cima il Monte Saresano (965 m), da cui si può vedere tutto il percorso fatto. Ritornati alla sella si inizia a scendere seguendo l'evidente sentiero verso Gromolo/Parzanica, contrassegnato da segnavia bianco/rossi. Si attraversano bellissimi boschi, con alcuni grandi e vecchi castagni e raggiunta un'ulteriore palina segnavia si prosegue in piano verso Parzanica. Attraversato un torrente si sale per un breve tratto fino a incrociare la strada asfalta in località Conghino. Non resta che seguire la strada asfalta verso sinistra, arrivando in pochi minuti al parcheggio.
Malati di Montagna: Gio, Roby, Lorenzo, Danilo, Pg, Kiran, Silvio e l'homo selvadego

Chiesa della Santissima Trinità 
Datata da Albino Bordogna all’800- 900 d.C., essa sorge probabilmente sulle rovine di un antico luogo, denominato “Castel dei Pagà”. Gabriele Rosa, a tale proposito, cita un documento del 1050 che ricorda come sul “Mut dei Pagà” si ritirassero gli ultimi ariani che contestavano l’invasione da parte delle autorità cattoliche, che con la conquista dell’Italia ad opera di Carlo Magno, s’imposero sulle popolazioni locali, trasformando i centri religiosi “pagani” in chiese.



panorama dalla chiesetta


la Presolana


Monte Guglielmo o semplicemente Gölem


Sullo sfondo il Bronzone


riflessi da Montisola...
l'isola lacustre più grande d'Europa


lungo il percorso si incontrano alcune vecchie cascine...


anche a quote basse la poca neve caduta è presente....


faggio a candelabro....!!!!


il crinale che dal M. Creò conduce fino al Monte Saresano


dettagli e traccia gpx


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