Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

lunedì 25 aprile 2016

Sentiero Nello al Monte Briasco

Escursione lunga con molti saliscendi, che si svolge in gran parte all'interno di splendidi boschi. Dal M. Briasco il panorama è eccezionale sia sul lago d'Orta che che sul gruppo del Rosa. La variante al M. Avigno permette di apprezzare maggiormente la pace e la tranquillità che solo il bosco può regalare.

Usciti al casello di Arona sulla A26, seguire le indicazioni per Borgomanero/Gozzano/Lago d'Orta/Pella. Giunti a Pella, si prosegue seguendo le indicazioni per la Madonna del Sasso/Boleto/Arto/Centonara. Arrivati a Boleto si lascia l'auto nei parcheggi sottostanti la chiesa (696 m). Si sale verso il centro del paese, oltrepassata una fontanella si svolta a destra verso una palina segnavia, sulla quale è indicata la direzione da seguire (Passo Cambocciolo-Piana dei Monti-Monte Briasco "Sent. Nello"). Dopo pochi metri arrivati davanti a un cancello di una casa privata, si scende seguendo il primo sentiero a sinistra, ignorando la stradina accanto che conduce verso una proprietà privata. Ai seguenti bivi si prosegue seguendo il sentiero T36 e dopo aver costeggiato un agriturismo, si continua su un'ampia strada sterrata all'interno di un bellissimo bosco. Ignorata l'indicazione per l'alpe Soliva si continua a salire in maniera costante verso la Piana dei Monti e il P.so Cambocciolo. Oltrepassata la palina segnavia con indicato il M. Avigno, che si salirà al ritorno, in breve si arriva al Colle Cambocciolo (947 m). Si attraversa il largo ripiano verso nord, per poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per la Sella del Gallo/M. Briasco/Alpe Soliva/Alpe dei Merli (758). Con una stretta sterrata in leggera discesa si raggiunge brevemente  l'Alpe Combocciolo (929 m), oltre la quale si abbandona il sentiero per l'alpe Boreina, per proseguire a sinistra sul 758  verso l'Alpe Soliva/Sella del Gallo/Monte Briasco. Dopo aver superato alcuni dossi e guadato un paio di torrentelli, si arriva all'alpe Soliva (900 m). La si aggira verso sinistra attraversando il prato, per poi riprendere in leggera salita il sentiero nel bosco. Raggiunto successivamente un dosso più aperto, lo si risale tra rade betulle e ginepri, con bella vista sul lago d'Orta e sui monti del Verbano. Si attraversa una valletta e oltrepassati i ruderi dell'alpe Crosiggia, con un tratto a mezzacosta si arriva alla Sella del Gallo (1052 m). Tralasciato il sentiero che scende al vicino rifugio Primatesta, si inizia a seguire il segnavia 747, risalendo ripidamente lungo la creda sud del Monte Briasco. Raggiunto l'ampio crinale, si costeggia un lungo tavolo in legno con panche, arrivando in breve in cima (1185 m).
Nelle giornate limpide la vista spazia dal lago d'Orta, alle montagne ossolane e lombarde, mentre sul versante della Valsesia sono ben visibili il Monte Rosa e il gruppo dei Mischabel.
Per il ritorno si ritorna verso il tavolo in legno con panche e tralasciato un primo sentiero a destra per Civiasco (634), si prosegue ancora per qualche metro, per poi imboccare il successivo sentiero a destra contrassegnato dal segnavia 734. Si scende ripidamente percorrendo quasi interamente il costolone sud del monte, fino ad arrivare alla Sella Crosiggia (979 m). Qui sorge il Rifugio "Primatesta" costruito dal gruppo "Amici della Montagna" e un cippo in granito che ricorda i Caduti della lotta per la Liberazione. Sulla sella si incrociano gli itinerari 747, 751 e il 730 che iniziamo a seguire verso la Piana dei Monti.
Proseguendo in discesa sulla sterrata a sinistra, in breve si arriva a un bivio, si svolta a destra e dopo un breve tratto in piano si inizia a scendere. Un pannello ci informa che stiamo percorrendo "I Sentieri della Libertà in Valsesia" tra Castagneia di Breia - Monte Briasco. Arrivati al successivo bivio, un cartello su un albero ci invita ad abbandonare la sterrata che stiamo percorrendo e di continuare su quella a sinistra. Dopo pochi minuti si abbandona anche questa sterrata, per scendere sulle sponde incassate del torrente, che si segue per un breve tratto fino alla confluenza nel Rio Stronella. Guadato il torrente si risale la sponda opposta, per poi proseguire in piano aggirando un paio di dossi fino all'Alpe Iotti, oramai completamente in rovina. Si inizia a scendere raggiungendo il Rio del Gallo, facendo molta attenzione ai segnavia si passa sull'altra riva e piegando a destra si incrocia una sterrata nei pressi di alcun ruderi. Poco dopo nei pressi di un tornante si incrocia un'ulteriore strada sterrata diretta al colle di Cambocciolo che si segue verso destra. Giunti a un bivio si seguono le indicazioni per il Santuario della Madonna del Sasso, riprendendo l'itinerario T36 (ex 757), mentre a destra si prosegue verso San Bernardo / Breia. In falsopiano dopo aver oltrepassato la Cappella del Turlo si ritorna al Passo di Cambociollo. Per il ritorno si ripercorre il medesimo itinerario fatto all'andata, ma se si ha ancora un po' di fiato si può salire sul Monte Avigno o Navigno (1136 m), seguendo l'indicazione sulla palina segnavia. Il sentiero non presenta nessuna difficoltà, tranne alcuni tratti rovinati dal'erosione dell'acqua, purtroppo dalla cima il panorama è negato dalla fitta boscaglia.
Malati di Montagna: Danilo e l'homo selvadego

Sentiero Nello
L’idea di un sentiero dedicato a Nello nasce per ricordare una delle figure più importanti della Resistenza tra Valsesia e Cusio; un comandante ricordato per le sue capacità militari e organizzative, ma soprattutto per le sue doti di umanità e di integrità morale, che i suoi vecchi partigiani non hanno mancato mai di sottolineare pensando con rimpianto e commozione a quello che sarebbe potuto essere, se la mattina del 27 agosto 1944, quando Nello fu colpito a morte, le cose fossero andate diversamente. Nei loro racconti traspare ancora intatto il carisma di un uomo venuto dalla Lunigiana appositamente per combattere con le formazioni di Moscatelli e che indubbiamente ha saputo imprimere un segno profondo nella storia della nostra Resistenza. Ripercorrere i luoghi della brigata di Nello in un itinerario che collega i versanti del Cusio e della Valsesia assume quindi un significato particolare, che va oltre la pura rievocazione storica: significa penetrare nella dimensione etica della guerra di Liberazione, carpire agli ormai deboli segnali del territorio una lezione più intima e profonda, capace di vincere l’oblio, come ha fatto Nello.


Monte Briasco 1185 m
È un luogo denso di memorie partigiane: sulle sue pendici si incontrarono i primi resistenti borgosesiani guidati da Cino Moscatelli; fra le baite e le frazioni intorno a Breia prese corpo la prima struttura organizzativa del partigianato valsesiano, in collegamento con le formazioni che stavano nascendo a Varallo e nei paesi che si affacciano sul lago d'Orta. 
Nel mese di gennaio 1944 la situazione militare impose uno spostamento prima a monte e poi, in primavera, a valle, verso la pianura, ma il Briasco continuò a rappresentare uno snodo fondamentale: luogo di transito, di incontro, di collegamento fra le formazioni valsesiane e quelle operanti nel Cusio; punto di partenza per le azioni verso Borgosesia, Varallo, Omegna e Borgomanero. 




Danilo sul Monte Avigno o Navigno 1136 m


Rifugio Primatesta 979 m
Sorge alla Sella di Crosiggia incrocio di sentieri tra il Cusio e la Valsesia


I Sentieri della Libertà in Valsesia


la fatica è ricompensata da ampie vedute e...


...tratti  suggestivi nel bosco



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