Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

venerdì 25 aprile 2014

L’anello della Croce di Perlè a picco sul lago d’Idro

Da Milano seguiamo l'autostrada A4 direzione Venezia, usciti a Brescia Est proseguiamo sulla SS45bis per Salò e in seguito sulla SS237 per Madonna di Campiglio fino a Idro Pieve Vecchia, dove abbandonata la statale 237 del Càffaro deviamo per Capovalle, attraversata la frazione Lemprato in breve arriviamo a Crone. L'auto la lasciamo nel parcheggio in Via Lungo Lago Vittoria davanti al bar "Hausbrandt".
Ci incamminiamo in Via IV Novembre sul lato sinistro del bar, al bivio andiamo a destra, dal lato opposto faremo poi ritorno, dopo pochi passi svoltiamo a sinistra, costeggiata un'antica abitazione, passiamo sotto a un portico e sempre in salita arriviamo a incrociare Via Ballotello che seguiamo verso sinistra fino a incrociare la provinciale. L'attraversiamo e continuando in discesa verso destra giungiamo in in località Ravausso dove troviamo la palina segnavia con indicati i sentieri da percorrere. Volendo si può arrivare qui anche in auto, lasciandola a lato della strada, ma chi vuole compiere il giro ad anello fatto da noi, deve calcolare poi l'eventuale salita da Crone.
Seguendo la stradina asfaltata in breve arriviamo a un bivio, noi proseguiamo a destra seguendo l'indicazione "Sentiero delle cascate", per chi ha poca esperienza e soffre di vertigini consigliamo come alternativa quello a sinistra, comunque si decida i due percorsi poi ricongiungono più a monte.
Lasciata sulla nostra sinistra anche l'ultima abitazione dopo un tratto in piano raggiungiamo con una breve discesa il torrente Neco con la prima suggestiva cascatella, fermarsi è quasi d'obbligo. Senza attraversare il ponte proseguiamo sul sentiero scalinato a sinistra, il percorso affronta tratti ripidi, facilitato da alcune scale in metallo e da alcuni ponticelli che sormontano il torrente. Ci addentriamo sempre più nella profonda forra, con suggestivi angoli, in un ambiente incontaminato. Arrivati all'ultima cascatella, il sentiero piega a sinistra e in breve giungiamo alla palina segnavia, ricongiungendoci con il 451, l'altra alternativa.
Il sentiero prosegue in salita tra alcuni passaggi suggestivi, inoltrandosi sempre più in un bel bosco, dove non è raro poter ammirare il panorama sottostante. Giunti a un bivio continuiamo a sinistra seguendo il segnavia 451, la valle salendo si allarga e dopo una serie di tornanti, con un ultimo sforzo risaliamo un ripido canalino a sinistra, arrivando su un pianoro nei pressi di una palina segnavia. Tralasciamo momentaneamente il sentiero che scende a sinistra verso Vantone e seguendo le indicazioni saliamo tra alcune roccette, arrivando in breve in cima alla Croce di Perlé 1031 m, il panorama sul lago d'Idro o Eridio (Idrosee in tedesco) e sui monti circostanti è favoloso. La grande croce in legno è stata posata nel 2001 dal "Gruppo sentieri attrezzati" di Idro.
Ritornati alla palina segnavia proseguiamo in discesa seguendo il sentiero 452, scendiamo ripidamente nel bosco fino a incrociare il sentiero che porta alla vicina baita di Fienile Meghé. Continuiamo ora a sinistra su un buon sentiero in leggera discesa sul versante della Val Tombe, dopo un lungo tratto ci riportiamo sul versante del lago, oltrepassato uno spuntone roccioso, tralasciamo il sentiero che scende verso Fienile Ballottello e proseguendo in quota arriviamo ad una selletta fra due cime rocciose. Ignorando il sentiero a sinistra che scende verso la provinciale, seguendo i segnavia ci riportiamo nuovamente sul versante della Val Tombe, arrivando poco dopo a un bivio con una palina segnavia. Dopo una breve pausa proseguiamo in salita verso sinistra seguendo l'indicazione per Crone di Idro, un ulteriore cartello in legno ci assicura la giusta direzione. Oltrepassato un roccolo ci immettiamo sulla sterrata che seguiamo a sinistra per pochi metri  giungendo alla sella della Cocca d'Idro. Dalla palina segnavia abbandoniamo la mulattiera che scende verso Crone, una valida alternativa per chi vuole terminare l'escursione, e continuiamo a destra seguendo l'indicazione per la postazione della seconda guerra mondiale. Il sentiero guadagna quota velocemente e con una serie di tornanti raggiungiamo il crinale, da qui piegando a sinistra in breve saliamo sulla Cima Crench 778 m, da cui possiamo ammirare la sagoma piramidale del Monte Censo. Per il ritorno ridiscendiamo per poi seguire il sentiero a sinistra che scende sotto alla cima su cui siamo appena saliti, anche se primo di difficoltà questo tratto di percorso va affrontato con un minimo d'attenzione per la forte pendenza, in breve arriviamo all'entrata di una postazione della seconda guerra mondiale che visitiamo. Proseguiamo in direzione del lago raggiungendo un bivio, tralasciamo momentaneamente il sentiero a sinistra e con una breve salita giungiamo sulla cima Cochet detta anche Cima Pelata 632 m, poco oltre possiamo vedere l'arrivo della ferrata Crench. Tornati sui nostri passi riprendiamo a scendere, il percorso oltre a essere molto ripido, presenta anche alcuni salti su roccette, man mano che scendiamo le difficoltà diminuiscono e arrivati a un bivio seguiamo il sentiero a sinistra tralasciando le indicazioni che portano verso un'ulteriore postazione della seconda guerra mondiale.
Dopo pochi minuti raggiungiamo la palestra di roccia Crench, da qui proseguendo a sinistra sull'ampio sentiero in breve arriviamo sulla strada asfalta. Continuando sulla via principale oltrepassa una cappella sulla parete di una casa, imbocchiamo la prima strada a sinistra che seguiamo fino a incrociare nuovamente Via IV Novembre, da qui ripercorrendo il breve tratto fatto al mattino ritorniamo al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.
Malati di Montagna: Silvio, Pg, Danilo e Fabio

Silvio, Danilo e Pg


Sentiero delle cascate




Monte Croce di Perlè 1031 m


Cima Crench 778 m



Feritoia postazione 2° guerra mondiale


Cima Cochet o Cima Pelata 632 m


Danilo e l'arco di pietra




3 commenti:

  1. Comincia ad essere faticoso seguirti....video, post, il piacere però supera sempre la fatica! ;-)

    ciao, mandi

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    1. grazie Flavio, faccio fatica anch'io a seguirmi...ah ah ah...devo però confidarti che la voglia di camminare per terre alte mi fa superare qualsiasi cosa...anche la sveglia alle 6.20...!!!
      mandi

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    2. Ragazzi, ogni volta che guardo e ammiro questi posti incantevoli... Eeeeeee è come aver perso un occasione...... Rimango senza parole ogni volta.......!!! Questi posti amano proprio farsi fotografare....... Da chi li sa catturare!!!!! Complimenti Fabio!!!!!! Ci@ooo alla prox..... Raffy

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