Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

mercoledì 24 febbraio 2016

La leggenda del lago di Garda

Nel luogo dove oggi si trova la placida distesa d'acqua di un grande lago, un tempo sorgeva l'antico paese di Garda.
Arrivò un giorno in paese un avido ingegnere che sosteneva di poter procurare acqua in quantità, semplicemente costruendo un pozzo nel punto che lui avrebbe indicato. In cambio dei suoi servigi si sarebbe accontentato di ricevere in dono gli arredi della chiesa e dell'altare. Nessuno si accorse che dietro le vesti dell'ingegnere si celava il diavolo in persona. I lavori iniziarono e si protrassero per lungo tempo senza ottenere alcun risultato: nemmeno una goccia d'acqua stillava dal pozzo che ormai aveva raggiunto una profondità inaudita.
L'impazienza e la delusione crebbero a tal punto che tutti furono concordi nel decretare la fine di quell'inutile sperpero di denaro ed energie se entro il giorno successivo dal pozzo non fosse sgorgata l'acqua. Ma quando fu convocato, l'astuto ingegnere sorprese tutti sostenendo che l'impresa era ormai terminata, non restava altro da fare che gettare nel profondo pozzo le campane benedette, ed allora sarebbe sgorgata tant'acqua da sommergere l'intero paese.
La gente di Garda, poco timorata di Dio ed esasperata dalla mancanza d'acqua e dall'inutile speranza, sacrificò senza ritegno le campane della chiesa.
Ma non appena l'ultima campana scomparve nelle profondità del pozzo, improvvisamente si apri un'immensa voragine da cui sgorgava una tale quantità d'acqua che in breve tempo tutto il paese fu sommerso, senza che gli abitanti avessero modo di mettersi in salvo. Le acque coprirono tutto e cancellarono ogni traccia del paese di Garda e dei suoi abitanti.


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