Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 2 ottobre 2016

Alpe Ortigosa per la "Scala Granda"

Una straordinaria scala in pietra aggrappata alla parete che si risale per raggiungere l'alpe Ortigosa. Si inerpica fin quasi all'Alpe ma non si sa nulla di chi la fece costruire né dell'epoca di realizzazione. I tratti più esposti sono stati attrezzati con un cavo metallico, utile soprattutto in caso che le pietre siano bagnate. Si parte da Mollia che si trova nel tratto più stretto di tutta la Valsesia. Un viaggio che ci porta alla conoscenza del territorio, tra frazione e alpeggi ricchi di storia, tradizioni, in una natura ancora incontaminata.

Da Varallo Sesia si prosegue lungo la SP299 fino a raggiungere Mollia (880 m). L'auto la si può lasciare nel parcheggio sulla destra all'inizio dell'abitato, oppure dopo aver oltrepassato il centro di Mollia sulla sinistra nell'ampio parcheggio in località Casacce. Si consiglia la prima opzione in modo tale da poter ammirare la chiesa parrocchiale con accanto la Via Crucis e gli altri edifici che abbelliscono il paese, tra cui il "Caffè della Mostra". Da Casacce si imbocca l'evidente mulattiera, all'inizio della quale oltre alla palina segnavia con indicati i sentieri che si possono percorrere (283/283a), si trova anche un pannello didattico dell'Ecomuseo Walser, dedicato agli Edifici produttivi: mulino, fucina e forno da pane. Si inizia a risalire la mulattiera selciata e dopo aver attraversato su un ponte il Croso della Piana si giunge a un bivio, tralasciata la mulattiera che scende verso Casacce (da cui poi si farà ritorno), si continua a salire raggiungendo in breve la Cappella della Pietà, oltre la quale si arriva a Piana Fontana, con la torre campanaria che sembrerebbe essere stata eretta dagli uomini della frazione che vi lavoravano gratuitamente al mattino presto prima di andare al lavoro (972 m). Si attraversa il borgo passando accanto all'Oratorio dedicato alla Madonna del Carmine e poco dopo alla cappella dedicata a Sant’Agata. Seguendo Via della Fontana si sale a destra raggiungendo in breve la strada, tralasciata l'indicazione per Viana/Toni/Casa Capietto/Otra Sesia che si utilizzerà al ritorno, si prosegue a destra verso Grampa/Goreto. Tralasciata poco dopo l'indicazione a sinistra per la falesia, si attraversa nuovamente il Croso della Piana e dopo un breve tratto in salita si arriva all'inizio del Sentiero Naturalistico "La scala granda".
Il sentiero inizia a salire nel bosco, dapprima sul fianco del torrente, per poi piegare verso destra e in seguito risalire la dorsale sul sottostante Croso di Grampa. Giunti a un bivio, si tralascia il sentiero a destra (284a) che scende verso il torrente e si continua a salire sempre più ripidamente fino a raggiungere un pannello didattico, da dove ha inizio la "Scala Granda”.  Con attenzione si inizia a risalire l'imponente manufatto in pietra a secco, grazie al quale si supera la parete rocciosa. Usciti dal bosco, con un ultimo sforzo si risalgono i prati, fino a raggiungere la sovrastante alpe Ortigosa (1307 m). Dopo una doverosa pausa accanto alla fontana, si inizia a scendere a sinistra seguendo il sentiero 283a. Ripidamente si perde quota in un bel bosco di faggi fino a guadare il Croso della Piana, oltre il quale il sentiero continua a mezzacosta sul ripido fianco della montagna. Oltrepassata la piccola Capèlla ‘d Sant’Išèpp scavata nella roccia, in breve si raggiunge un'ulteriore cappella molto più grande posta sopra alla "Parete Bianca", ottimo punto panoramico sulla valle. Continuando a perdere quota si arriva a un bivio, tralasciato a destra il sentiero per la Sella Alta del Sajunchè (283), in breve si raggiunge la sottostante Capèlla ‘d la Balmèlla dedicata a S. Giovanni, il suo nome lo deve alla presenza di una piccola bàlma, caratteristico riparo sotto roccia. Proseguendo ora sull'ampia mulattiera si ritorna nuovamente a Piana Fontana, per poi proseguire verso destra fino a incrociare la mulattiera contrassegnata con il segnavia 282. Dopo un tratto in falsopiano si tralascia il sentiero a sinistra con il quale poi si farà ritorno e proseguendo in salita si arriva fino alla stretta forra dove si possono ammirare tre splendide vasche naturali, scavate negli anni dal Cros dal Giàri, un piccolo angolo di quiete e pace. Ritornati al bivio si scende fino a incrociare la strada asfalta che si segue verso sinistra per poche decine di metri per poi salire verso la frazione Casacce. Oltre ad il capolavoro di architettura Valsesiana di "Casa Belli", si può ammirare l’oratorio dedicato a San Pietro e San Bernardo da Mentone che sorge a sinistra della casa e la fontana coperta, dotata di vasca in pietra. Continuando a salire si esce dal paese e in breve si incrocia la mulattiera utilizzata al mattino, da qui si ritorna a Mollia ripercorrendo il medesimo itinerario.
Malati di Montagna: Lorenzo, Pg, Silvio e l'homo selvadego

La Pësta dal mulinèri
“Pësta” è il nome con cui si indica il frantoio (o macina) nell’area dell’alta Valgrande valsesiana.


Paesetto temerario che ha sfidato 
la collera della montagna.
Ravelli

 Mollia 880 m
La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Giovanni Battista e costruita a partire dal 1734, ha al suo interno molte opere lignee degli artigiani-artisti locali. All'esterno, una pregevole Via Crucis è stata dipinta dal Peracino.


A fianco della Chiesa merita una visita 
il porticato con le quattordici stazioni della Via Crucis.




Oratorio dedicato alla Santissima Trinità


Piana Fontana 972 m
Oratorio dedicato alla Madonna del Carmine che presenta un piccolo campanile e una torre campanaria che fronteggia il sagrato; pare che la torre sia stata eretta dagli uomini della frazione che vi lavoravano gratuitamente al mattino presto prima di andare al lavoro.


cappella dedicata a Sant’Agata


Bùral
Fontana alimentata da acqua sorgente attraverso un colatoio tròga di pietra



Sentiero Naturalistico "Scala Granda"




La Scala Granda
Esempio di ingegneria alpina, segue un percorso decisamente ripido che si sviluppa su cenge e spaccature di balze rocciose alte decine di metri. I salti, altrimenti impercorribili, vengono superati con vere e proprie scalinate in pietra, da cui il nome del sentiero.




Alpe Ortigosa 1371 m



sul sentiero del ritorno...


panorama su Mollia


Cros dal Giàri


frazione Casacce



dettagli e traccia gpx


Nessun commento:

Posta un commento