Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

sabato 22 ottobre 2016

La semisconosciuta Valle del Lampone

La solitaria e pittoresca Valle del Lampone è tra le più selvagge e meno frequentate del Parco Naturale Alta Valsesia. La prima parte si svolge su una bella mulattiera fino ad arrivare a Oro Superiore, per poi proseguire su sentiero fino all'alpe Cà Sivere di Sopra. Per il ritorno scendiamo sul versante opposto da cui siamo saliti, costeggiando per un lungo tratto il Croso del Lampone.

Provenendo da Milano si percorre prima l'autostrada A8 e poi la A26 fino all'uscita di Romagnano Sesia. Si continua sulla SS299 della Valsesia fino all'abitato di Balmuccia, alla confluenza del torrente Sermenza col il fiume Sesia. Da qui si svolta a destra, risalendo la Val Sermenza fino al caratteristico abitato di Rimasco, adagiato sulle sponde di un piccolo lago artificiale. Dal paese si tralascia la strada a sinistra per la Val Sermenza e si prosegue seguendo le indicazioni per Carcoforo e la Val d'Egua. Dopo circa 4 km in vista di Ferrate si lascia la macchina nel parcheggio sulla destra. Si ripercorre la strada verso valle per poche decine di metri, per poi iniziare a seguire la mulattiera sulla destra, nei pressi della cappella di Sant’Agata (sent. 132). In breve dopo un tratto in piano si arriva alla frazione Ca' Frogotti (1137 m), che si attraversa per poi iniziare a salire ripidamente all'interno del bosco. Raggiunto poco dopo un bivio si hanno due possibilità, seguire il sentiero a destra più agevole, oppure proseguire sulla vecchia mulattiera, ambedue i percorsi si riuniscono poco più a monte. La mulattiera continua a salire in maniera decisa verso l'imbocco del vallone, dove scorre il torrente Lampone. Oltrepassata una recinzione in legno, si tralascia il sentiero a sinistra verso la vicina frazione di Oro Inferiore (1227 m) e si continua a guadagnare quota con una serie di tornanti raggiungendo prima una bella cappella e in seguito le baite di Oro Superiore (1359 m). Dalla bella chiesetta dedicata a Santa Filomena si tralascia a sinistra il sentiero 132a/356 da cui poi faremo ritorno e si prosegue a destra dell'edificio religioso seguendo il segnavia 132. Si riprende a salire ripidamente tra due file di alberi e muretti a secco, per poi piegare verso destra compiendo una ampio semicerchio al limitare della faggeta. Oltrepassata una bella baita ristrutturata, in breve si arriva a una vecchia costruzione isolata all'alpe Tetto Superiore (1450 m). Il sentiero continua a salire ancora per alcuni minuti, per poi piegare a sinistra tagliando alcuni ripidi pendii erbosi. Attraversato un breve tratto di bosco, si sale raggiungendo la sovrastante alpe Sasso Piaggiogna (1589 m). Il sentiero prosegue a monte della baita,  con un lungo mezzacosta sul fianco sinistro orografico del vallone. Arrivati in prossimità di un tornante, compare la testata della valle e dalla parte opposta l'alpe  Piane da cui poi si farà ritorno. Si sale ancora per alcuni minuti per poi scendere nel vasto pianoro dell'alpe Cascivere di Sopra (1757 m). Abbandonato il sentiero 132 che sale verso l'alpe Lampone, si piega a sinistra attraversando il Croso del Lampone, per poi proseguire seguendo il segnavia 132a. Raggiunte in pochi minuti le baite dell'alpe Piane (1737 m), il sentiero prosegue sotto all'alpeggio attraversando i pascoli inselvatichiti. Facendo attenzione ai segnavia bianco rossi si scende alle sottostanti baite ristrutturate dell'alpe Cascivere di Sotto (1631 m). Dalle baite si segue per pochi metri un'ampia traccia, per poi riprendere a seguire a sinistra il sentiero 132a, indicato da un segnavia su un albero. Con un po' d'attenzione si inizia a scendere ripidamente con stretti tornanti, su terreno umido e scivoloso, Arrivati in prossimità del torrente, si prosegue per un lungo tratto a lato, fino a raggiungere una piccola ansa. Guadato il torrente si continua per un lungo tratto in moderata discesa fino a incrociare il sentiero 356, al successivo bivio si tralascia la traccia a destra e con una breve salita si ritorna alla chiesetta di Oro Superiore. Da qui si ripercorre il medesimo itinerario fatto al mattino.
Malati di Montagna: Simonetta, Lorenzo, Pg, Silvio, Danilo e l'homo selvadego

Ca' Forgotti


sulla mulattiera verso...


...Oro Superiore 1359 m


effetto "foliage"



Alpe Sasso Piaggiogna 1589 m


in montagna tutto può accadere...dal cielo azzurro...


...ai nuvoli grigi...


Alpe Cascivere di Sotto 1631 m



quattro salti e il Lampone è superato...!!!


Abbracciare un albero per sentirsi meglio è il consiglio base della silvoterapia. La silvoterapia indica sia di abbracciare gli alberi in modo naturale per avvicinarci al loro tronco, sia di sederci al loro fianco, appoggiando la schiena proprio sul tronco e posizionando la mano destra nella zona del plesso solare, mentre la mano sinistra andrà dietro la schiena, a contatto tra il nostro corpo e l'albero, in corrispondenza della zona dei reni.



Nessun commento:

Posta un commento