IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 12 giugno 2016

Cinque ometti sulla Cima d'Ometto

L'anello con la salita alla Cima d'Ometto da Pila, è un escursione lunga e con una dislivello da non sottovalutare. La montagna ha un profilo elegante nonostante i suoi 1912 m, ed è formata dall'incontro di tre creste. Quella a nord è completamente in territorio valsesiano e divide le conche delle alpi di Mera e Meggiana, mentre la est da dove si svolge l'itinerario di salita e la ovest sono collocate sullo spartiacque tra Biellese e Valsesia.

Dall'autostrada A26 (Genova/Gravellona Toce) si prende l'uscita di Romagnano Sesia-Ghemme, per poi continuare lungo la SP299 fino a Pila. Prima di uscire dal paese si svolta a sinistra seguendo l'indicazione per "seggiovie Mera". Subito dopo aver attraversato il ponte sul Sesia si lascia l'auto nell'ampio parcheggio sulla sinistra, in corrispondenza di un pannello con indicati i principali sentieri della zona.
Il percorso che andremo a intraprendere era il più usato per salire da Pila a Mera, la mulattiera ancora in buona stato, si sviluppa ad est del torrente Boscaiolo.
Tralasciata l'indicazione per la pista ciclabile (tratto Piode-Pila) da cui poi si farà ritorno, in corrispondenza della palina segnavia si imbocca il sentiero per Pian Rastò/Alpe di Mera/Cima Ometto, segnavia 236. Dopo aver contornato l'alpe della Rivaccia, si sale in una bella faggetta fino a raggiungere la cappella dell'alpe Pianello (900 m). Proseguendo si arriva poco dopo alle baite dell'alpe Dughera (950 m) su una delle quali si può ancora osservare un dipinto. Lasciato anche questo alpeggio abbandonato alle nostre spalle, il sentiero esce dal bosco e inizia a risalire a lato della pista di sci per alcuni minuti, per poi rientrare nuovamente nel bosco. Giunti a un bivio, si tralascia a sinistra il sentiero per Scopello e in breve si arriva a monte della stazione della sciovia di Pian Rastò (1230 m). Si continua a destra seguendo per un breve tratto un'ampia traccia e dopo aver guadato il torrente Pianaccia, si risale il versante opposto passando a valle dell'alpe omonima. Raggiunta una strada sterrata la si segue verso sinistra, attraversando poi diagonalmente verso destra i prati dell'alpe Ruscàa (1350 m). Raggiunti gli impianti si continua a salire seguendo la strada sterrata, poco dopo una palina segnavia ci indica che stiamo ancora seguendo il segnavia 236 per l'alpe di Mera e la Cima d'Ometto. In prossimità dell'alpe Ciotto si abbandona la strada sterrata che continua verso l'alpe di Mera e si risale una pista da sci fino a raggiungere il pianoro del Campo, dove accanto a un piccolo laghetto si trova il bar "Campo 2.0". Dalla palina segnavia, tralasciato il sentiero 237 che scende verso Pila, si attraversa l'ampia conca verso sinistra in moderata salita, passando sotto alcuni impianti di sciovie. Oltrepassata la sorgente di Pian d'Asnin (1655 m), il sentiero riprende a salire più ripidamente fino a raggiungere la Colma dei Lavaggi (1751 m), dove confluisce anche il sentiero 235 proveniente dall'alpe di Mera. Si inizia a seguire la cresta verso destra e dopo una serie di tornanti si raggiunge la Cima d'Ometto (1912 m), sovrastata da una piramide quadrangolare fatta con pietre, su cui svetta una croce di ferro. Per il ritorno si scende seguendo la cresta verso Nord-ovest, superando la modesta cima del Palone della Crocetta. Arrivati al colle della Crocetta (1800 m), valico tra la conca di Meggiana e la Valle Dolca Biellese, si abbandona la cresta che prosegue verso il Testone delle Tre Alpi e si inizia a scendere seguendo il sentiero 241 in direzione di Meggiana. Con un lungo traverso in discesa tra rododendri, si arriva dapprima a guadare il Torrente Riale e successivamente il Rio del Laghetto, oltre il quale si prosegue su una strada sterrata. Giunti a un bivio si tralascia la strada a sinistra che prosegue verso la Colma Colora o Bocchetta del Bo (241a). Contornando il versante che scende dalla cima del Massucco, in pochi minuti si arriva all'alpe Sopra il Croso (1550 m) dove sorge il rifugio Meggiana. Poco oltre il rifugio si abbandona la strada sterrata e si imbocca sulla destra il sentiero 241 (Santuario di Prà Polla/Piedimeggiana-Piode). Incrociata poco più a valle nuovamente la strada sterrata, la si segue per un breve tratto, per poi abbandonarla definitivamente nei pressi dell'alpe La Rusa (1470 m). Tra le baite sulla destra inizia la vecchia mulattiera indicata da una palina segnavia, oltrepassata l'alpe Giavinaccia in breve si entra nel fitto bosco. Il percorso è piacevole e con vari tornanti si raggiunge l'Oratorio di Pra Polla, con vicino una freschissima fontanella (1185 m). Continuando a scendere, dopo aver superato il ponte sul Torrente del Pè, si prosegue su una strada sterrata. Raggiunta la Cappella della Madonna delle Pose (952 m) si tralascia sulla sinistra il sentiero 243 per il  Monte Bo di Valsesia e dopo pochi minuti abbandonata la strada sterrata, si imbocca sulla destra il sentiero 241/247. Tralasciata la deviazione a destra per le Alpi Magonere e Lagone (sent. 247), in breve si arriva al Santuario delle Pietre Grosse (814 m), poco sopra la frazione di Piedimeggiana. Si segue per un breve tratto la strada asfaltata e poco prima d'arrivare al primo tornate, si svolta a sinistra riprendendo la mulattiera che attraversa il paese. Raggiunta la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano, con accanto un portico e una fontana, si continua a seguire la mulattiera a sinistra che scendendo raggiunge in pochi minuti la strada asfalta, a poco distanza dal ponte sul fiume Sesia. Seguendo la strada verso destra, si passa accanto a un'area adibita a parco giochi e oltrepassato un parcheggio si arriva a un ponte sulla sinistra, al di là del quale c'è la frazione Reale. Proseguendo sulla sponda opposta si inizia a seguire il tratto di pista ciclabile Piode-Pila. La strada è pressoché pianeggiante, tranne qualche breve saliscendi, dopo circa 30/35 minuti si ritorna al parcheggio dove si è lasciata l'auto.
Malati di Montagna: Andrea, Silvio, Lorenzo, Danilo e l'homo selvadego

tutto e verde...tranne la mulattiera...fortunatamente...!!!


si sale seguendo la prospettiva di madre natura...!!!


Alpe Dughera 950 m


il Rosa gioca a nascondino tra le nuvole...


a sinistra la Cima d'Ometto...piano, piano arriviamo...


panoramica verso la Valsesia


Pian d'Asnin e Cima d'Ometto


Cima d'Ometto 1912 m


Andrea in meditazione...



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