Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 25 maggio 2014

L'anello del Pizzo d'Erna...a tu per tu con el Resegun

Il Pizzo d’Erna anche se è una cima minore del gruppo del Resegone, grazie alla sua posizione isolata rappresenta uno splendido balcone sul Resegone, sulle cime e i laghi che la circondano.
L’escursione ad anello si svolge in senso antiorario, all'andata percorriamo lo storico sentiero 1 curato nel tempo per la sua manutenzione da S.E.L. e CAI Lecco, per il ritorno dal rifugio Marchett seguiamo per un tratto l'interessante Sentiero Natura e in seguito il ripidissimo e poco frequentato sentiero dei carbonai 18 per il Passo del Cammello (EE).

Dopo il ponte sull'Adda a Lecco, abbandoniamo la statale 36 e proseguiamo a destra seguendo la nuova strada per la Valsassina. All'uscita della galleria svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per i Piani d'Erna, subito dopo al bivio continuiamo a sinistra per Versasio/Piani Erna. Con alcuni tornanti oltrepassiamo le frazioni di Falghera e Malnago fino ad arrivare nell'ampio parcheggio a pagamento della funivia (€ 2). Ultimati i preparativi ci avviamo verso destra in direzione di un evidente cartello giallo, sul quale sono indicati alcune mete che si possono raggiungere (Località Versasio 603 m). Il sentiero che seguiremo è contrassegnato con i segnavia rosso/bianco/giallo con al centro il numero 1. Scendiamo alcuni gradini entrando subito nel bosco, dopo pochi minuti intersechiamo una stradina asfaltata, proseguiamo verso destra, dalla direzione opposta faremo poi ritorno. Saliamo fino a raggiungere un grosso cancello dove termina la stradina, continuiamo ora a sinistra seguendo l'ampio sentiero che con moderata pendenza entra nel bosco. Rimaniamo sul tracciato principale ignorando alcuni sentieri a sinistra, usciti dal bosco proseguiamo per un tratto in piano e oltrepassata una cappella raffigurante una madonna con bambino giungiamo a un bivio. Dalla palina segnavia saliamo verso sinistra tralasciando il sentiero 1A che prosegue per Campo de Boi/rif. Azzoni. Arrivati a Costa 800 m, attraversiamo la frazione e dopo un breve tratto di salita, decidiamo di fare una breve deviazione a sinistra, raggiungendo la cappella votiva della Madonna del Resegone dedicata ai caduti in montagna, una breve sosta è quasi d'obbligo. Riprendiamo a salire seguendo il sentiero più marcato e ignorando le varie deviazioni, giungiamo alla Capanna Stoppani 890 m, della sez. CAI di Lecco. Dedicato all'Abate Antonio Stoppani, nato a Lecco nel 1824, considerato una delle più interessanti figure della geologia italiana dell'800. L'edificio costruito nel 1895, fu raso al suolo durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nel 1943 come prefabbricato. La struttura attuale è stata inaugurata nel 1978.
Dopo aver bevuto un buon caffè riprendiamo il cammino seguendo il sentiero che sale alle spalle del rifugio. In breve arriviamo alla fresca fontana del Kopp, continuiamo all'ombra del bosco e oltrepassata una vecchia casa arriviamo a un bivio. Proseguiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Erna (la Sponda), il sentiero ora si fa sempre più ripido, senza quasi mai avere un attimo per “tirare un po' il fiato”… Usciti dal bosco ecco apparire davanti ai nostri occhi la dolomitica parete meridionale del Resegone. Il nome prende origine dal suo celebre profilo a nove punte che riproduce una sega, "resega" nel dialetto lecchese.
Reso famoso sia per il fatto d'essere citato nella tredicesima e conclusiva strofa della carducciana Canzone di Legnano "...ed il sole ridea calando dietro il Resegone", ma anche perché menzionato da Alessandro Manzoni in diversi punti del romanzo storico I promessi sposi "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti,...".
Risaliamo un bel prato fiorito sulla sinistra, arrivando in breve alla palina segnavia del Sentiero Natura, continuiamo ora a salire su una scalinata fino a raggiungere dopo alcuni minuti un bar e subito dopo il piazzale dell'arrivo della funivia. Da qui non ci resta che seguire le indicazioni per il Pizzo d'Erna, proseguendo per un breve tratto su una stradina asfaltata in leggera salita sulla destra, oppure seguendo le paline segnavia del Sentiero Natura a lato del bar appena oltrepassato. In entrambi i casi il raggiungimento della cima è alla portata di tutti coloro che abbiano un minimo di voglia di fare quattro passi, oltretutto con i suoi 1373 m il Pizzo d'Erna è un eccezionale balcone naturale, sui laghi sottostanti e sulle cime tutt'attorno.
Ritornati all'arrivo della funivia seguiamo a sinistra le indicazioni per il rifugio Marchett, prima su stradina asfaltata e poi su sterrato. Giunti alla Bocca d'Erna 1291 m, incroncio di vari sentieri, proseguiamo sulla stradina sterrata raggiungendo le case del Vecchio Borgo e il rifugio Marchett.
Senza entrare tra le case svoltiamo a sinistra proseguendo verso una specie di sbarramento a un piccolo stagno. Da qui consultando la cartina decidiamo di tralasciare il sentiero a destra e di salire seguendo i pannelli didattici del Sentiero Natura, sicuri di trovare il sentiero per il Passo del Cammello. Purtroppo salendo ci accorgiamo che la direzione non è quella che avremmo dovuto tenere, arrivati nei pressi di una casa chiediamo a una signora delucidazioni, gentilmente ci conferma che il sentiero esiste ma siamo saliti troppo. Seguendo le indicazioni scendiamo lungo i prati sottostanti e oltrepassata una baita riusciamo finalmente a trovarlo, il sentiero in effetti non è che una traccia, per nostra curiosità decidiamo di ripercorrerlo al contrario in modo tale da vedere in quale punto del Sentiero Natura c'era la deviazione che non abbiamo visto. Con nostra magra consolazione, constatiamo che non vi è nessun cartello e nemmeno segnavia che possa far pensare che vi sia un sentiero, comunque per chi sale è sulla destra, poco prima d'arrivare al pannello che spiega come riconoscere i fiori (il sentiero passa a qualche metro sotto al pannello).
Scendiamo moderatamente all'interno di un bel bosco, il sentiero è comunque ben evidente e alcuni ometti ne assicurano la giusta direzione. Usciti dal bosco ci ritroviamo tra due collinette erbose che ricordano appunto le gobbe di un cammello, pensiamo che questo infatti sia il passo omonimo. Scendiamo verso destra passando accanto a un vecchio capanno e percorrendo un ampio canale arriviamo in breve a incrociare il sentiero 18 "dei Carbonai". Svoltiamo a sinistra continuando in una bella e folta faggeta, dopo un primo tratto agevole, il sentiero inizia a scendere ripidamente, passando accanto ad alcuni tralicci della corrente. Continuiamo alternando tratti su roccette, e anche se il sentiero è abbastanza ampio e non particolarmente esposto e comunque consigliabile un minimo di cautela. Oltrepassato un tratto particolarmente ripido che passiamo agevolmente con l'aiuto di una catena, dopo una croce in ferro, il sentiero diventa meno angusto e prosegue in falsopiano su fondo sassoso. 
Sul sentiero, durante la discesa, non abbiamo incrociato nessuno, contrariamente a tutti gli altri sentieri percorsi salendo e ora che siamo arrivati in fondo, ne capiamo il motivo.
In breve arriviamo su una stradina sterrata, con alcuni tratti in cemento, la seguiamo avendo il bosco sulla sinistra e alcuni verdi prati a destra. Tralasciando le varie diramazioni arriviamo a incrociare la stradina asfaltata che seguiamo verso sinistra giungendo nuovamente al bivio incontrato al mattino, dal qui ripercorriamo il medesimo percorso fatto al mattino.
Malati di Montagna: Silvio, Danilo e Fabio

cartolina su Lecco


Sorgente del Kopp


uno strano fiore...
che purtroppo non conosco il nome...


la cresta dentellata del Resegun


panorama dal Pizzo d'Erna 1375 m


uno degli scorci più suggestivi del sentiero dei Carbonai


by Danilo
Sentiero n. 18 dei Carbonai




2 commenti:

  1. eccomi qua, è un pò che non lascio commenti anche se la lettura dei post avviene regolarmente ed è sempre piacevole. un saluto ciao ;-)

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  2. Ciao Flavio, grazie per i complimenti, cerco sempre a modo mio e con l'aiuto molte volte di Danilo di scrivere una relazione che possa aiutare le persone a ripercorrere lo stesso itinerario e di scoprire quanto è bello camminare in montagna...mandi, mandi

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