Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 21 giugno 2009

...un forte vento gelido soffiava nella gola del Cardinello

"Preferisco valicare due volte il Gottardo che una volta lo Spluga" confessò Andrea Ryff un mercante di Basilea nel 1599... Per secoli questa fu la principale via di comunicazione tra il Lago di Costanza e la Pianura Padana, vi transitarono mercanti, pellegrini ed eserciti, lo stesso Barbarossa privilegiò il passo dello Spluga per le sue calate in Italia, ma furono i Romani a conoscerlo per primi.
Lasciamo l'auto a Isola 1253 m frazione di Madesimo, raggiungibile tramite la statale 36' del lago di Como, arrivati a Campodolcino si svolta a sinistra seguendo le indicazioni. Dal parcheggio poco distante dalla chiesa dei Santi Martino e Giorgio, scendiamo verso l'inizio del paese, di fronte alla storica locanda Cardinello datata 1722, troviamo le indicazioni "Via Spluga". Percorriamo un breve tratto di strada asfaltata seguendo Via Cardinello, attraversiamo sulla destra il torrente Liro su un ponte e seguendo la strada sterrata in leggera salita arriviamo a Torni 1360 m. Attraversato il paese seguiamo l'ampia mulattiera, sulla nostra destra i Prati di Torni con splendide fioriture, mentre alla nostra sinistra scorre impetuoso racchiuso in una forra il torrente Liro regalandoci anche una fantastica cascata. Piegando leggermente a destra si arriva a un bivio segnalato da una palina segnavia, attraversiamo il torrente su un ponte arrivando in breve a incrociare il sentiero che utilizzeremo poi al ritorno e che costituisce l'antico itinerario medievale. Il sentiero prosegue sulla destra entrando nel bosco di larici, dopo un tratto attrezzato con un cavo di sicurezza arriviamo al secondo ponte, detto "degli Svizzeri" 1580 m, tale nomignolo è dovuto perché realizzato con maestria negli anni 90' da un plotone di fanteria elvetico. Il sentiero continua a salire con una serie di tornanti arrivando all'inizio del tratto più suggestivo "la Gola del Cardinello", seguiamo il fianco strapiombante della valle, il percorso risale al 1643 ed è stato scalpellato nella viva roccia o forato con spari di mine, in alcuni tratti scalinati si nota come la roccia sia levigata dal frequente passaggio delle carovane. Un forte vento gelido ci costringe a fermarci per indossare le giacche e a coprirci la testa con un cappellino di lana, certo che per essere il primo giorno d'estate caldo non fa di certo!!! Alcuni passaggi sono stati attrezzati con dei cavi per rendere più sicuro il cammino, sconsiglio di affrontare questo tratto in presenza di neve o ghiaccio e per chi ha dei bambini al seguito sarebbe opportuno tenerli per mano. Ed ecco apparire come dal nulla l'imponente diga di Montespluga che si erge alta come una fortezza sulla gola, risaliamo l'ultimo tratto di sentiero arrivando sul pianoro adiacente alla diga, le acque del lago sono increspate dal forte vento e sulle montagne attorno la neve è ancora abbondante. Decidiamo di costeggiare la parte occidentale del lago, attraversiamo lo sbarramento della diga, costruita nel 1931 con una capienza di 32 milioni di metri cubi d'acqua e arrivati alla palina segnavia seguiamo le indicazioni per Montespluga (40' min.), per chi vuole a poca distanza sul lato opposto può andare al rifugio Stuetta. Senza particolari difficoltà arriviamo al ponte che ci permette di superare il torrente che scende dalla Val Loga, per mangiare decidiamo di fermarci dietro a un grosso muretto a secco riparandoci cosi dal vento. Finito il fugace pranzo andiamo a vedere l'abitato di Montespluga 1908 m, le poche case sono addossate alla strada statale che permette di salire verso il passo dello Spluga 2115 m a circa 3 km, dal momento dell'apertura della galleria del San Bernardino, il passo non è più tenuto aperto d'inverno e il paese può ritrovarsi tagliato fuori sia dall'Italia che dalla Svizzera. Dall'albergo "La Posta" seguiamo la strada asfaltata completando in questo modo il giro del lago, arrivati allo sbarramento abbandoniamo la strada scendendo verso il parco giochi sottostante, seguendo poi la strada sterrata risaliamo verso gli edifici utilizzati per la gestione dell'impianto. Arrivati alla diga riprendiamo il sentiero percorso all'andata, la discesa nella gola è ancor più suggestiva della salita, ripassiamo per il "Ponte degli Svizzeri" arrivando in breve al bivio, tralasciato il sentiero con cui siamo arrivati alla mattina, proseguiamo diritti verso alcune baite. Il tracciato che stiamo seguendo rimase in uso dall'età pre-romana fino all'inizio dell'età Moderna, attraversato il torrente su un ponte in cemento arriviamo a Soste 1597 m, il sentiero prosegue perdendo quota lentamente, il silenzio e rotto solo dai fischi delle marmotte. Incontriamo alcune mucche che pascolano serenamente nei prati ricoperti da migliaia di fiori, sdraiato nell'erba c'è anche un vitellino nato da pochi giorni, a coronare questo quadretto bucolico eccoci a Rasdeglia 1499 m, tipico villaggio alpino, dove le baite sono in perfetto stato conservativo. Raggiunta la chiesetta sulla sinistra riprendiamo a scendere sul sentiero, dopo aver attraversato su un ponte una cascata arriviamo a Mottaletta 1346 m, passiamo accanto ad alcune baite a "carden" e usciti dal paese scendiamo lungo la strada asfalta arrivando in breve al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Abbiamo percorso 20 km con un dislivello poco superiore ai 650 m, porre attenzione ad alcuni tratti esposti, il tratto nella gola è sconsigliabile in caso di pioggia. Per chi lo desidera esiste nel periodo estivo anche un servizio di bus, per informazioni http://www.stps.it/ (034333442).
Malati di montagna: Danilo, Deborah e Fabio

una delle tante cascate...

lago di Montespluga 1908 m

stiamo vicini, vicini...

la profonda Gola del Cardinello

sulla vecchia strada per il passo dello Spluga

ma siamo sicuri che regge...

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