IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 22 maggio 2016

Dalla Valle dei Mulini, al rifugio Olmo

La stretta Valle dei Mulini sfocia alle spalle di Castione della Presolana, è poco conosciuta ma le sue acque costituirono per secoli una preziosissima risorsa, fornendo la forza motrice ai numerosi mulini che sfruttavano questa energia naturale. Oltre a questo ricordo del passato, la valle presenta anche motivi di interesse paesaggistico e naturalistico, poiché la sua parte inferiore è un'incassata forra scavata in alte pareti calcaree. L'escursione si svolge su un buon sentiero che richiede attenzione solo durante i numerosi guadi del torrente. Risalita tutta la valle, il sentiero conduce sugli aperti pascoli dove sorgono le baite di Malga Presolana, poste al centro di un anfiteatro coronato da pareti calcaree, dove primeggiano le alte pareti verticali della Presolana, la regina delle Orobie. Oltre al suggestivo rifugio Olmo, un'altro motivo d'interesse è la visita alla chiesetta di San Pietro, autentico belvedere sulla Valle dei Mulini e sulle montagne circostanti.

Con la provinciale 671 della Val Seriana si arriva fino a Castione della Presolana. Dal centro del paese si seguono a sinistra le indicazioni per Rusio, raggiunta la Trattoria dei Mulini, si lascia l'auto nell'ampio parcheggio (910 m). Dalla palina segnavia si imbocca il sentiero 317/318 che si sviluppa poco più in alto della sottostante strada. Raggiunta la strada sterrata, la si segue fino a un bivio, abbandonata la strada che prosegue verso il rifugio Olmo (sent. 317) e da cui poi faremo ritorno, si prosegue a destra sul sentiero 318 verso la Valle dei Mulini. In passato erano attivi ben sette mulini, ormai di quei mulini non rimane più nulla, salvo un bar-trattoria edificato in corrispondenza del mulino più basso che ne ricorda "i trascorsi" solo per il nome. Si inizia a risalire la  stretta valletta con le pareti calcaree che incombono ai lati, sembra di trovarsi in un piccolo canyon, si guada spesso il corso d'acqua che la caratterizza, facendo attenzione a non scivolare sulle rocce, non bagnare gli scarponi è impossibile. Evitare naturalmente di risalire la valle dopo forti precipitazioni. Il sentiero allontanandosi sempre di più dal torrente inizia a guadagnare quota fino a uscire definitivamente dal canyon. Arrivati a un bivio, si tralascia il sentiero a destra per la Valle del Papa e si continua seguendo il sentiero 318 verso la malga Presolana. Scesi al torrente lo si attraversa, per poi riprendere a salire con splendide vedute sulla Presolana, fino a incrociare una strada sterrata. Tralasciate le indicazioni a destra per le Sorgenti (Mesclusa)/Malga Cornetto/Passo della Presolana, si prosegue per un breve tratto fino a Malga Presolana (1538 m). Continuando a seguire le indicazioni per la "Via del latte", si continua a seguire la strada sterrata fino a raggiungere un piccolo laghetto e le sottostanti baite della Malga Campo (1528 m). Tralasciata momentaneamente la strada che scende a Rusio, si segue il sentiero 327 che sale gradualmente a mezza costa e con un ultimo strappo raggiunge al Passo Olone (1850 m). Si scende il versante opposto attraversando una zona rocciosa, dopo aver perso quota ripidamente con alcuni tornanti, il sentiero proseguire in falsopiano verso destra su fondo ghiaioso, fino a raggiungere in breve il caratteristico rifugio Olmo (1819 m). Ritornati alla Malga Campo si inizia a scendere verso Rusio seguendo la strada sterrata. Dopo una serie di tornanti giunti al Colle di Passeraia (1070 m), si tralascia il sentiero a destra per la località Spina e continuando a seguire la strada si arriva al bivio in località Priona. Volendo abbreviare il tragitto si può seguire a un certo punto l'indicazione a sinistra "scorciatoia per Rusio", un sentiero che scende nel bosco, per poi incrociare nuovamente la strada. Al bivio vale la pena deviare verso la Chiesetta di San Peder. Seguendo l'ampio sentiero sulla destra si giunge in breve al colle della Forca, allestito con tavoli e un'area barbecue dal Gruppo Alpini di Castione. Proseguendo, dopo pochi minuti si arriva alla chiesetta, costruita intorno al XII sec. e ristrutturata sempre dagli Alpini nel 1974, la fatica è ripagata dallo splendido panorama. Ritornati sulla strada, si prosegue fino al parcheggio da dove si è partiti al mattino.
Malati di Montagna: Luisa, Franco, Silvio, Andrea, Pg, Danilo e l'homo selvadego

ma siamo sicuri che dobbiamo andare proprio dentro a quella valle...???


...ma si vedrai che ci divertiamo...!!!


'l Puntasel
guarda c'è anche un grazioso ponte in pietra...


sarà, ma io vedo solo una striscia di cemento...


e un canyon buio e profondo...!!!


qualcuno mi può dire che fine ha fatto il sentiero?!?



non ti preoccupare prima o poi ne usciremo...forse...


hai visto come promesso ti ho portato davanti alla regina delle Orobie...
la Presolana



la regina delle orobie tra le nuvole


verso il rifugio Olmo


Fritillaria meleagris è originaria dell’Europa centrale, ma ormai la si trova spontanea anche sulle Alpi. È nota come meleagride serpentina per il portamento dello stelo. Il fiore è violaceo e ha macchie di un colore tra il porpora e il ruggine. È alta trenta-quaranta centimetri.


rifugio Olmo


San Peder
La celebre e quasi millenaria chiesetta di San Péder sorge su un picco roccioso in prossimità di Rusio; ai tempi della sua costruzione si narra di fatti curiosi che investirono il luogo in cui doveva essere eretta. Attorno al secolo XII sul Colle di Passeraia gli operai provvedevano a depositare il materiale necessario alla costruzione della chiesetta: sabbia, pietre ecc. Notte tempo, il materiale scompariva lasciando interdetti gli operai che salivano al colle per iniziare i lavori. Senza perdersi d’animo, e pensando ad uno scherzo, in pochi giorni altro materiale fu depositato nello stesso posto confidando questa volta di potere finalmente iniziare i lavori, ma per la seconda volta il materiale sparì ed i lavori non poterono incominciare. A questo punto la caparbietà suggerì di riprovarci curando però attentamente il “ladro” che di notte faceva sparire i materiali per la costruzione. Fu così che una notte alcuni operai, di guardia al materiale, videro una colomba posarsi sulla cima del colle, afferrare con il becco una pietra e rialzarsi in volo per tornare dopo pochi minuti e ripetere infinite volte il gesto; all’indomani e dopo estenuanti ricerche si accorsero che tutto il materiale era stato depositato un po’ più su del colle di Passeraia, sul colle di San Pietro, in cima ad uno sperone roccioso che domina la Valle dei Mulini e Castione. L’episodio fu interpretato come intervento Divino inteso a far costruire la Chiesetta sul Colle di San Peder anziché su quello di Passeraia.




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