Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 27 settembre 2015

Passo del Gries, Passo del Corno e Passo San Giacomo, un tris perfetto...

Quattro laghi, tre passi, due rifugi, una combinazione da cui non può che nascere un escursione straordinaria, se poi aggiungiamo cinque amici con la medesima passione per le terre alte, la giornata diventa indimenticabile.

Da Milano si segue dapprima l'autostrada A8 e in seguito l'A26 verso Gravellona Toce, per poi continuare sulla SS33 del Sempione fino a raggiungere l’uscita di Crodo (Valle Antigorio/Valle Formazza). Da qui continuando sulla SS659 oltrepassati i paesi di Crodo e Baceno si prosegue a destra seguendo le indicazioni per Premia/Formazza. Oltrepassata la centrale idroelettrica di Ponte, dopo qualche minuto si raggiunge la casa Vacanze del Centro Salesiano di Arese, alla base della splendida cascata del Toce. Da qui la strada inizia a salire con alcuni tornanti fino a raggiungere il Bar/Ristorante Cascata e attraversato il fiume Toce in breve si raggiunge il parcheggio gratuito davanti all'albergo Aalts Dorf.
Seguendo per un breve tratto la strada asfaltata si arriva a Riale 1734 m, si attraversa il borgo con le sue caratteristiche case walser e ritornati sulla strada asfalta la si segue per alcuni minuti arrivando sotto al muraglione della diga di Morasco (eventualmente si può anche parcheggiare qui, ma poi bisogna tenere in considerazione il ritorno). Dalla palina segnavia tralasciando a sinistra le indicazioni per il Passo di Nefelgiu (G95), si continua verso il Passo del Gries (G00) seguendo per un breve tratto la strada asfaltata, per poi abbandonarla seguendo il sentiero a destra che intersecando in alcuni punti la strada raggiunge il lago di Morasco 1828 m. Su strada sterrata si costeggia il lago fino al bivio dove la strada si biforca, si prosegue verso destra seguendo le indicazioni per l'alpe Bettelmatt (G00). Al primo tornante, si può scegliere se proseguire seguendo la strada, oppure iniziare a seguire il ripido sentiero sulla sinistra, riprendendo la sterrata più a monte nei pressi di una splendida cascata. Continuando a seguire la sterrata dopo un tratto in leggera salita si inizia a scendere verso la Conca del Bettelmatt e in breve si arriva a poca distanza alle baite che compongono l'omonimo alpeggio 2098 m. Questa è una delle zone di produzione del rinomato formaggio "Bettelmatt", qui la vegetazione è ricca di un'erba, la mattolina, che conferisce al Bettelmatt il colore giallino che lo caratterizza. L’origine del Bettelmatt risale al XIII secolo, quando la popolazione Walser scese dal nord a colonizzare la fascia subalpina, il formaggio veniva usato per pagare i canoni d’affitto, le tasse e per fare beneficenza (“Bettel” nella lingua Walser significa questua, beneficenza, mentre “matt” significa pascolo).
Arrivati alla palina segnavia a poca distanza dalle baite dell'alpe Bettelmat 2098 m, si tralascia a sinistra il sentiero per il rifugio Città di Busto e si prosegue in falsopiano tra i fischi delle marmotte incuriosite dal nostro passaggio verso la testa del vallone. Attraversato il torrente si inizia a salire sul ripido sentiero lungo l'esposto pendio, dopo una lunga diagonale verso sinistra si raggiunge lo storico Passo del Gries 2479 m. Nei pressi sorge una piccola cappelletta con funzioni di bivacco, in ricordo della tragedia del 29 dicembre 1953 dove tre giovani perirono durante una tormenta. Prima dell'apertura del traforo ferroviario del San Gottardo nel 1882, il passo era talmente frequentato dalle carovane che il solco scavato dal frequente passaggio era così profondo che il carico dei muli toccava l'erba.
Ci fermiamo qualche istante ammirando il panorama sul Griesse o Lago Gries 2386 m, un bacino artificiale costruito in territorio elvetico per la produzione di energia elettrica e volgendo poi lo sguardoi a sinistra si può ammirare la piramide del Battelmatthorn o Punta Camosci 3043 m, mentre alla testata del Griesgletscher il Blinnehorn o Corno Cieco 3374 m. Seguendo il sentiero a destra con una breve salita si entra in territorio elvetico e raggiunta la palina segnavia si prosegue con una lunga diagonale in falsopiano verso Cornopass/Cap. Corno Gries. Tralasciando il sentiero a sinistra che scende verso il lago del Gries si arriva al Passo del Corno. Da qui si prosegue in leggera salita sulla sinistra idrografica della valle omonima, costeggiando dall'alto gli splendidi laghi del Corno. Raggiunta la palina segnavia si inizia a scendere verso la Cap. Corno Gries/Alpe di Cruina, la neve fresca caduta nei giorni precedenti rende l'ambiente circostante molto suggestivo. Raggiunto il rifugio a 2338 m, dopo una doverosa pausa, si riprende a scendere per un breve tratto seguendo le indicazioni sulla palina segnavia per l'Alpe San Giacomo/Passo San Giacomo.
Al termine della discesa si prosegue con un lungo tratto a mezza costa in falsopiano, per poi riprendere a salire, il sentiero in alcuni punti è esposto, ma niente di preoccupante se non ci fosse la neve!
Giunti alla palina segnavia tralasciamo le indicazioni per la vicina Alpe San Giacomo e continuiamo a salire fino a raggiungere il Passo San Giacomo 2313 m. Rientrati in territorio italiano dopo aver oltrepassata l'ex casermetta della finanza si prosegue in piano seguendo la lunga strada sterrata fino a raggiungere la diga del Lago del Toggia 2191 m e in breve il vicino rifugio Maria Luisa 2157 m. Per il rientro al parcheggio dove si è lasciata l'auto, si può scendere seguendo la lunga strada sterrata, oppure l'ampio sentiero gradinato che incrocia in più punti la strada, si consiglia di seguirlo se si vuole risparmiare del tempo e la noiosa strada sterrata.
Avevo già percorso questo "anello" alcuni anni fa, allora salii al passo San Giacomo per poi raggiungere il passo Gries: ritengo sia preferibile il percorso inverso come quello descritto. In questa stagione è una garanzia per assicurarsi panorami davvero unici, la fortuna poi di aver trovato una spruzzata di neve è stata la classica ciliegina sulla torta. 
Malati di Montagna; Franco, Silvio, Pg, Danilo e l'Homo Selvadego

giornata nuvolosa? ma chi l'ha detto...!!!




grandeeeee omino...!!!


Capanna Corno Gries


quattro amici per terre alte...


dall'alpe San Giacomo


una piramide spunta dalle nuvole...!!!




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