Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

sabato 14 febbraio 2015

Il Sentiero Italia è il trekking più lungo del mondo

Vent’anni fa abbiamo attraversato l’Italia a piedi da Santa Teresa Gallura a Trieste. Quasi 8 mesi di cammino per oltre 6 mila chilometri. Ma non è stata una maxi-corsa, come si usa oggi. E ai numeri da record abbiamo sempre riservato un’importanza relativa.
Però lo scorso 15 gennaio la tv americana CNN, ripresa dal sito del Corriere della Sera, ha elencato i “10 sentieri più lunghi e spettacolari del mondo”. La classifica - dagli Stati Uniti all’Himalaya e alla Nuova Zelanda - ha riservato una sorpresa finale: il Sentiero Italia è il più lungo e spettacolare di tutti, documentato dalla CNN con una serie di informazioni e con un riferimento anche al CAI, pur con qualche inevitabile inesattezza e lacuna. Ne siamo felici, soprattutto per l’Italia che non è molto abituata ai vertici mondiali.
Noi però l’abbiamo ideato soprattutto per attuare una proficua promozione dell’escursionismo, non attraverso i bla-bla dei convegni, ma percorrendo tutti gli Appennini e le Alpi. Nessuna costrizione di pareti. Il soffitto era il cielo.
Questa la peculiarità del Camminaitalia 1995, che è stato aperto a tutti, senza alcuna esclusione: oltre 5 mila partecipanti complessivi e nessun incidente grave. Naturalmente abbiamo cercato sempre di privilegiare la prudenza e la filosofia del buon camminatore con la trilogia, già anticipata un secolo prima da Giustino Fortunato: “Per conoscere bisogna camminare”. Noi abbiamo aggiunto, come indispensabile complemento, anche l’apprezzamento e la tutela del territorio. Per questo il Camminaitalia è stato una manifestazione di ecologia, e ha confermato la priorità del camminare, come ci hanno insegnato i padri fondatori del CAI.
Al trekking di vent’anni fa hanno partecipato anche l’allora presidente generale Roberto De Martin, e l’attuale, Umberto Martini.
Un libro e un documentario (quest’ultimo di Renato Andorno, che ci ha lasciati prematuramente) hanno documentato la camminata e la preziosa collaborazione di tutte le nostre sezioni lungo l’itinerario che è stato poi ripetuto nel 1999 con l’ANA, grazie alla passione e all’entusiasmo del generale Cesare Di Dato.
In quello stesso anno è nato il Club Camminaitalia, un’associazione che ha continuato a percorrere i sentieri d’Italia e d’Europa, spesso in compagnia delle Sezioni del CAI. Sono duecento amici, italiani e stranieri, il cui entusiasmo ravviva la storia e la memoria di una camminata che - purtroppo - non è stata più ripetuta, nemmeno in forma più breve, ma sempre in grado di evidenziare l’effervescenza ambientale e culturale del nostro Paese, ancora tanto bello perché lungo e vario. Intanto, grazie al Club Cammninaitalia, coordinato da Nicoletta Del Vecchio-Panizza, il trekking più lungo del mondo non è defunto. (Per informazioni: brunopanizza@alice.it)
Alcuni segmenti della traversata sull’Appennino meridionale sono stati conservati grazie a una finanziamento del CAI sotto la presidenza di Gabriele Bianchi. Altri soffrono dell’abbandono e delle ingiurie del tempo. Un peccato perdere questo patrimonio. L’hanno segnalato anche molti tedeschi che ne hanno fatto oggetto del loro escursionismo, in particolare al Sud e nelle due isole maggiori. In fondo uno degli scopi era proprio quello di sostenere l’economia dell’Italia Minore, che è soprattutto quella della montagna.
Fortunatamente in qualche settore assistiamo a un revival davvero fecondo, sostanziato da un escursionismo praticato con intelletto d’amore. Un esempio, il Pollino, promosso e impreziosito anche da Francesco Bevilacqua e dalla sua recente guida: sicuramente il manuale più analitico e completo di tutti quelli pubblicati sinora in Italia. Un libro e un parco nazionale da leggere camminando al passo delle montagne.
Buone camminate a tutti sui sentieri d’Italia.
Teresio Valsesia

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