Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 8 febbraio 2015

Al Rifugio Crespi Calderini all'alpe Bors

"Saper osservare con occhio diverso e attento
i molteplici segni che ci circondano,
messaggi importanti e decifrabili
che ci aiutano a comprendere 
la natura e la storia della terra"

Mentre percorriamo l'autostrada A26, le nebbie si diradano e come per incanto appare il Rosa, e immediatamente faccio una domanda, perché non cambiamo destinazione e andiamo in Valsesia e precisamente al rifugio Crespi Calderini? L'idea viene immediatamente accolta con entusiasmo. Devo ammettere che giornate cosi ad Alagna si contano sulle dita delle mani, neve fresca e abbondante, panorami di prim'ordine.

Dall'autostrada A26 prendiamo l'uscita per Romagnano/Ghemme e proseguendo sulla statale SS299 arriviamo ad Alagna (Im Land) 1200 m, continuiamo per circa 1 km fino alla località Wold 1271 m, dove obbligatoriamente bisogna lasciare l'auto nell'ampio parcheggio.
Seguiamo per ora la strada sgombra da neve, verso la Cascata dell'Acqua Bianca, poco dopo aver oltrepassa una bella chiesetta, la strada d'inverno non viene più pulita, ma è comunque ben battuta e volendo si può anche proseguire senza ciaspole, noi abbiamo preferito comunque usarle, un peso in meno sulla zaino! Arrivati in prossimità di un ponte, abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero a sinistra contrassegnato con il n. 6. Dopo un tratto in falsopiano costeggiando il torrente, iniziamo a guadagnare quota sempre più ripidamente. Oltrepassata una baita solitaria, in pochi minuti arriviamo alle prime baite dell'alpe Pile 1575 m, uno dei punti panoramici più importanti sulla parete sud del Monte Rosa. Passando tra le splendide baite arriviamo al rifugio Francesco Pastore, siamo nel cuore del Parco Naturale Alta Valsesia, l'area si sviluppa tra i 900 ed 4559 m, ed è pertanto il Parco più alto d'Europa. Anche se dal rifugio esce un buon profumino, noi non ci facciamo incantare e lasciatolo alle nostre spalle raggiungiamo il pannello didattico al termine del pianoro. Tralasciata la traccia a destra che scende verso un caratteristico ponte sul Sesia, proseguiamo in falsopiano seguendo il "Sentiero Glaciologico". Realizzato per focalizzare l’attenzione sugli spettacolari ghiacciai valsesiani posti alla testata di una delle più belle valli alpine. Da qui fino all'alpe Bors, bisogna condividere il medesimo itinerario con alcuni sciatori, che percorrendo la Balma da Punta Indren oppure dalla Bocchetta delle Pisse, scendono sotto la linea della vecchia bidonvia Balma. Saliamo senza troppa fatica fino a raggiungere l'alpe Casera Lunga 1644 m e in pochi minuti attraversato su un ponticello il torrente Bors, arriviamo a un bivio. Seguendo le indicazioni su un sasso, iniziamo a salire verso sinistra (sent. 10), questo è il tratto più faticoso dell'intero percorso. Guadagniamo quota rapidamente, usando talvolta i ramponi sotto le ciaspole, per poter far presa sulla traccia resa compatta e scivolosa dagli sciatori, dopo un paio di tornanti protetti sulla sinistra da una staccionata in legno sbuchiamo nella piana dove sorgono le baite dell'alpe Bors. Seguendo le indicazioni per il rifugio saliamo tra le baite e in breve arriviamo al rifugio Crespi Calderini 1865 m, un esempio di ristrutturazione intelligente nel rispetto dell'ambiente circostante. Dopo la doverosa pausa, per il ritorno ripercorriamo il medesimo itinerario fatto al mattino.
Malati di Montagna: Kiran, Pg, Danilo e l'Homo Selvadego


Alpe Pile 1575 m


Rifugio Francesco Pastore


Panorama sulla parete Sud del Monte Rosa 
a destra Punta Parrot e Punta Gnifetti


dal Rifugio Crespi Calderini Anna





by Kiran






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