Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 22 giugno 2014

Al rifugio Alpe Colma tra le Valli Anzasca e Antrona

Con il toponimo di alpi della Colma sono indicati i nuclei di baite e pascoli adagiati sulla dorsale spartiacque fra l'Anzasca e l'Antrona. Questi alpeggi furono aspramente contesi per secoli con liti che si protrassero sino al 1927 quando furono definiti per sempre i confini comunali. Il rifugio è stato costruito dalle Comunità Montane Monte Rosa e Valle Antrona, ed è stato ricavato ristrutturando i ruderi di una vecchia stalla. Inaugurato 17 luglio 2005 è dedicato a due episodi della Resistenza su questi monti. Il primo a don Giuseppe Rossi, parroco di Castiglione d'Ossola, che offri la propria vita per salvare quella dei suoi parrocchiani, ostaggio della rappresaglia fascista. Aveva 32 anni; fu catturato la sera del 26 febbraio 1945, percorso e poi fucilato dopo essere costretto a scavarsi la fossa. Il secondo all'eccidio di due giovani partigiani,
Jonghi Sergio e Saglio Salti Aldo di Ornavasso, trucidati il 6 giugno 1944 dai nazifascisti.

Dall'autostrada A26 Gravellona Toce, proseguiamo sulla SS33 del Sempione sino all'uscita di Villadossola, seguendo le indicazioni per Antrona risaliamo la valle per circa 9 km, attraversando i comuni di Seppiana e Viganella.
Dopo la frazione Rivera, attraversato il ponte sull'Ovesca e tralasciando la stradina a sinistra per l'agriturismo "Alberobello" da cui poi faremo ritorno, proseguiamo per circa una centinaio di metri. Parcheggiamo in un spiazzo a sinistra, davanti a una bella baita ristrutturata, poco prima del campo sportivo. Una palina segnavia ci indica che siamo in località "Mundà" a 571 m. Dopo aver guardato il percorso sulla cartina del pannello informativo, imbocchiamo il sentiero SI (Sentiero Italia) per l'Alpe Prei/Alpe La Colma. Il sentiero è stato recentemente ripulito: rasata l’erba dal pannello sino all’inizio del sentiero e tagliati gli alberi, caduti durante l'inverno, che intralciavano il percorso.
Il sentiero diviene ben presto una bella mulattiera che sale verso destra con stretti tornanti. Continuiamo attraverso una piccola radura costeggiando un muro in sasso. Oltrepassata l'alpe Baitone 706 m, il percorso si sviluppa con un susseguirsi di svolte, che si alzano ripide sulla costa della montagna a lato del vallone della Conca. Arrivati in una piccola radura incontriamo i ruderi dell'alpe Lamporiggia 1148 m. Dopo le baite il sentiero riprende a salire nel bosco inanellando una lunga serie di tornanti. Usciti dal bosco, sulla cresta davanti a noi possiamo già intravedere il rifugio. Dopo alcune baite costruite interamente in sasso rientriamo nel bosco e, dopo un breve tratto in leggera salita, giungiamo nei pressi di una baita in un buono stato di conservazione. Pieghiamo a destra e seguendo un altro ripido tratto raggiungiamo le prime baite dell'alpe Prei. Deviamo a sinistra uscendo in una radura, per poi volgere a destra riprendendo a salire e, rapidamente, arriviamo al nucleo più consistente di baite, 1413 m, adagiate su di un bel dosso prativo che si apre sulla testata della valle Antrona. Prima di proseguire con una breve deviazione saliamo al monumento all'alpino, balcone naturale sulla sottostante valle. Ridiscesi, attraversiamo l'alpeggio e, seguendo i segnavia, pieghiamo verso destra rientrando nel bosco. Usciti dal bosco, risaliamo gli ultimi tornanti e arriviamo al rifugio Alpe Colma 1570 m, dove ad accoglierci ci sono i gestori Olindo e Patrizia. Dopo aver concordato l'orario per il pranzo, decidiamo di proseguire seguendo l'ampia cresta verso destra in direzione della Croce del Cavallo. Arrivati a circa 1.700 m decidiamo di fermarci e dopo una breve pausa, ritorniamo al rifugio dove ci aspettano dei buonissimi capunti conditi con il ragù preparato da Olindo. Al rifugio siamo solo noi cinque e i gestori e, tra una risata e un bicchierino di grappa, il tempo è letteralmente volato. Purtroppo è arrivato il momento di salutarci, scattata la foto di gruppo e salutati i gestori, riprendiamo il cammino. Per il ritorno risaliamo nuovamente sull'ampia cresta per poi prendere a sinistra. Dopo un breve tratto in salita iniziamo a scendere, lasciata alle nostre spalle l'alpe Colma dei Prei, in pochi minuti arriviamo all'alpe Colma di Castiglione 1524 m. Dalla baita, dove notiamo una bella meridiana, seguiamo le indicazioni per la Valle Antrona e alla successiva palina segnavia seguiamo il sentiero C9 (Alpe La Piana/Alpe Alberina/Viganella). Scendiamo attraversando alcuni prati per poi entrare nel bosco, questo percorso a differenza di quello effettuato all'andata è meno ripido e anche meno scivoloso. Dopo pochi minuti veniamo raggiunti da un temporale, ma fortunatamente cadono solo poche gocce di pioggia, neanche il tempo di aprire l'ombrello ed è già tutto finito. Usciti dal bosco incontriamo una baita ristrutturata "i Russ", seguiamo quindi l'ampio sentiero arrivando rapidamente in una radura, svoltando a destra poco dopo incrociamo la strada sterrata che seguiamo. Oltrepassiamo la fontana all'alpe La Piana 850 m e successivamente l'alpe Alberina 685 m. Tralasciato il sentiero a destra (Ugo Mazza - Sentieri della libertà) e continuando sulla strada sterrata, arriviamo alpe Alberobello con l'omonimo agriturismo. Proseguiamo per la strada asfaltata e, dopo poco, incrociamo la strada di fondovalle, da cui siamo arrivati al mattino. Risaliamo fino ad arrivare allo spiazzo dove avevamo lasciato l'auto (circa 10 minuti dall'agriturismo).
Malati di Montagna: Lorenzo, Silvio, Danilo, Pg e Fabio

Il rifugio Alpe Colma è stato costruito accanto alla "Via Alpina" e alla “Grande Traversata delle Alpi” ora “Sentiero Italia”


Interno del rifugio, piccolo, ma accogliente, proprio come piace a me...!!!
La cucina è rigorosamente casalinga, tutti i piatti vengono accuratamente preparati da Olindo e Patrizia.


Lorenzo, Silvio, i gestori Patrizia e Olindo, Pg
Danilo e Zago che si nasconde


...fra le fronde del bosco...


Alpe Prei 1413 m
Alpino amico mio non piango più perché te ne sei andato,
ora rido perché ci sei stato.


Paradisea liliastrum (L.) Bertol.
Il nome generico, Paradisea, ricorda  forse il cognome del conte Giovanni Paradisi, presidente del senato italiano nel 1871, al quale fu dedicato il genere; secondo altri per la bellezza paradisiaca del fiore


La Colma di Castiglione o di Calasca come spesso viene definita è una lunga e splendida dorsale che divalla fra la cima di Croce del Cavallo e il Pizzo Castello, formando lo spartiacque che divide la Valle Antrona dall'Anzasca. È tutto un susseguirsi di saliscendi su pascoli di alta quota, ed è indubbiamente una delle più belle "balconate" esistenti nell'Ossola...nuvole permettendo...!!!


verso l'alpe Colma di Castiglione


cartina con i principali sentieri di accesso al rifugio


traccia gpx scaricabile


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