Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 23 marzo 2014

Sultano

Ricorre quest'anno il 20° anniversario della morte di Sultano, il più vecchio stambecco delle Alpi. La storia di questo simbolo del Parco Nazionale Gran Paradiso è ben narrata da Ariberto Segala nel suo libro Sultano delle nevi. Una storia vera del Gran Paradiso, nel quale si legge:
"Sultano è un bellissimo stambecco maschio di otto anni che compare improvvisamente nel cannocchiale di Provino Chabod, guardaparco in alta Val di Rhêmes. E' una mattina del giugno 1985. Nessuno ricorda di averlo mai visto prima; cosa strana perché i guardaparco conoscono i branchi e le singole bestie. Nei quaderni-diario che lasciano nelle case del parco c'è la storia di tutto ciò che di significativo avviene nella giornata....Ma di quella bestia straordinaria non c'era traccia prima di quel momento, né scritta, né orale. La chiamano Sultano...perché spadroneggiava tra le femmine del branco. La sua vita è seguita da quel momento quasi passo dopo passo. Un giorno di marzo di molti anni dopo Chabod si accorge che Sultano sta male. Non è più saldo sulle gambe. E' arrivata la sua ora. Ma non se la sente di seguirne la fine. Chiama Stefano Borney, un giovane guardaparco...Stefano cerca Sultano, lo trova e ne riprende la fine. E' la morte di un capo, solitaria. I sudditi andranno ad omaggiarlo arrivando negli ultimi minuti ad allontanandosi poi, uno ad uno".

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