IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

lunedì 30 dicembre 2013

Scorpacciata di panorami sul Monte Cucco tra Val Colla e Val Cavargna

Salendo da Carlazzo, dopo aver percorso una lunga gola stretta tra il monte Pidaggia ed il Sasso della Porta e resa ancor più cupa e selvaggia dal rumoreggiare del torrente Cuccio nel fondovalle, l'orizzonte si allarga ed il respiro esce più libero: si entra in Val Cavargna, una valle ancora incontaminata che si apre a ventaglio su uno sfondo di panorami incantevoli.

Dall'autostrada A9 usciamo a Como Nord e proseguiamo sulla statale 340 "Regina" fino a Menaggio, da qui proseguiamo verso Porlezza. Oltrepassato il comune di Grandola ed Uniti arriviamo alla località Ponte di Pino (Carlazzo), all'incrocio svoltiamo a destra proseguendo sulla strada provinciale della Val Cavargna. Arrivati a Cavargna 1120 m, oltrepassata la chiesa di S. Lorenzo, lasciamo l'auto nel parcheggio sulla destra.
La giornata si prospetta bene, cielo terso, visione ottima, temperatura gradevole e  il bello deve ancora arrivare...!!! Ritornati alla chiesa seguiamo le indicazioni per il Passo San Lucio, iniziamo a salire seguendo la mulattiera e in breve giungiamo a un bivio, tralasciate le indicazioni a destra per l'alpe Tabano e il M. Garzirola, continuiamo a salire passando davanti a una casa vacanze e costeggiando alcune reti para-sassi.
Dopo alcuni tratti ripidi passiamo vicino ad alcune baite diroccate per poi scendere raggiungendo il torrente Cuccio. Calziamo le ciaspole e attraversato il ponte iniziamo a salire attraversando un bel bosco di ripopolamento di abeti rossi. Usciti all'aperto, man mano che saliamo i panorami si ampliano e iniziamo a vedere il M. Pianchette e il Pizzo di Gino che ci accompagnerà per tutta la durata dell'escursione. Incrociamo una carrareccia che seguiamo verso destra raggiungendo dopo pochi minuti le abitazioni di Monti Colonè 1410 m, dove sulla destra è già visibile il campanile della chiesetta di San Lucio. Dopo alcuni saliscendi, proseguiamo in falsopiano in un bosco di faggi, al cui termine troviamo un grosso pannello con le varie indicazioni. Seguiamo la carrareccia a sinistra che lentamente sale giungendo ad alcune paline segnavia, tralasciamo l'indicazione per San Lucio e proseguiamo verso sinistra seguendo la traccia per la Bocchetta di S. Bernardo/Cima di Fiorina. Arrivati alla seguente palina segnavia iniziamo la salita verso il Monte Cucco, da qui in poi ognuno deve valutare il percorso più adatto, noi abbiamo preferito fare un piccolo traverso verso sinistra e poi iniziare la salita verso la cima. Arrivati sulla sommità del Monte Cucco a 1624 m, non c'è niente che fa pensare di essere arrivati in cima tranne il cippo di confine e lo straordinario panorama a 360°, a partire dalle Grigne, al Grona e la dorsale che va dal Bregagno al Pizzo di Gino, dietro la quale spunta la cima del Legnone e sull'altro versante il maestoso Monte Rosa, ad interrompere la morfologia dolce di questa zona, non potevo non citare i rocciosi Denti della Vecchia. Dopo aver fatto scorpacciata di panorami iniziamo a scendere ripercorrendo il medesimo itinerario fino alla palina segnavia, dalla quale iniziamo a percorrere la dorsale che con qualche saliscendi ci conduce all'antico oratorio romanico di San Lucio e al passo omonimo a 1542 m. Prima di proseguire raggiungiamo il rifugio San Lucio ricavato nel 2000 dalla ristrutturazione di una ex caserma delle Fiamme Gialle, dove ci fermiamo per mangiare qualcosa, pochi metri più sotto in territorio elvetico c'è l'altro rifugio, la Capanna San Lucio, ambedue oggi purtroppo chiusi. Per il ritorno percorriamo la carrareccia a lato della chiesetta, alla prima curva l'abbandoniamo e iniziamo a scendere ripidamente, prima su terreno aperto e poi all'interno del bosco, fino a  incrociare nuovamente la carrareccia fatta al mattino, da qui in poi ripercorriamo il medesimo itinerario.
Malati di Montagna: Pg, Silvio, Aldo e Fabio


Silvio, Pg e Aldo sul Monte Cucco 1624 m
alle spalle il Pizzo di Gino


Laudato sie, mi’ Signore,
cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatone.




Oratorio di San Lucio, posto sul valico omonimo che collega la Val Cavargna con l’elvetica Val Colla, risalente al XIII, XIV sec. 
San Lucio è patrono dei casari e degli alpigiani.




3 commenti:

  1. Ciao Fabio, ogni volta che guardo i tuoi filmati e le tue foto mi emozionano, sai cogliere l'anima e il respiro di ogni paesaggio che ti si trova davanti.... Voglio Fare a te e a tutti coloro che si sono ammalati di montagna. Un augurio di buon anno e che sia portatore di tanta gioia e serenità. Con affetto Raffaella

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    1. Grazie Raffaella...spero che nel 2014 tu possa venire qualche volta con noi ammalati di montagna...magari riusciamo a contagiarti...mandi, mandi
      Fabio

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    2. Sarebbe bello se mi ammalassi di montagna, se i risultati sono così stupefacenti, non vorrei mai guarire..... Ha ha ha... Ciao Fabio allora. A presto mandi, mandi.... Raffaella

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