IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 2 dicembre 2012

Al Sasso di San Martino a picco sul lago di Como

Percorriamo l'autostrada A9 verso la Svizzera, usciti a Como Nord seguiamo la sponda occidentale del Lario arrivati a Cadenabbia, svoltiamo a sinistra e passando tra le case, arriviamo in breve a Griante, dopo il cimitero, all'altezza del campo sportivo seguiamo la strada a sinistra arrivando in breve al parcheggio adiacente alla graziosa chiesa di San Rocco 255 m, da dove è già ben visibile la rupe con la chiesa di San Martino.
Ci incamminiamo seguendo una stradina con l'indicazione per San Martino, arrivati sulla strada asfaltata svoltiamo a sinistra e dopo pochi metri scendiamo alcuni gradini sulla destra, attraversato il torrente dei Ronconi su un ponticello, iniziamo a salire su una larga mulattiera acciottolata costellata dalle cappelle della Via Crucis. A circa metà strada incontriamo la Cappella degli Alpini dedicata a San Carlo, in breve arriviamo a un bivio, trascuriamo momentaneamente il sentiero Pilone/Forcolette (indicazione sulla roccia), e proseguiamo a mezza costa verso destra. Superato un valloncello in pochi minuti giungiamo  sul poggio erboso su cui sorge la graziosa cappella di San Martino: l´oratorio, noto anche come Santuario della Madonna delle Grazie 475 m, risalente al XVI secolo.
Tale denominazione pare sia legata al ritrovamento, in questo luogo, di una statua della Madonna, probabilmente nascosta in un anfratto roccioso da un abitante locale, per sottrarla alla furia iconoclasta dei calvinisti grigioni che imperversarono qui nel 1523. Pare, così come suggerisce l´evidente posizione strategica, che l’edificio sacro sia stato costruito sui ruderi di una fortezza tardo medioevale, o sia il rifacimento di un oratorio inserito nella fortificazione stessa. Sicuramente la posizione offre un impareggiabile panorama sul Lago di Como e sulla bella sponda occidentale.
Abbandoniamo questo luogo di pace e silenzio ripercorrendo a ritroso il sentiero fino al bivio. Dapprima piacevolmente ombreggiato da betulle e faggi, il sentiero avanza con ampi tornanti, facendoci guadagnare quota quasi senza fatica. È veramente un tracciato perfetto, ben disegnato e costruito; osservando meglio si intuisce che un tempo il sentiero di oggi doveva essere una larga mulattiera, gradualmente abbandonata e in buona parte "riassorbita" dalla montagna.
La salita ci porta all'inizio di un lungo tratto che incide a zig zag i ripidi prati, allo scoperto dalla vegetazione d'alto fusto. Numerosi tornanti si succedono ma il procedere resta assai agevole. Più in alto un lungo mezza costa verso Nord porta alle spalle di un torrione roccioso che segna l'inizio del valloncello adducente alle Forcolette. Da qui il percorso diviene un po' meno agevole, ma pur sempre facile: l'erosione del suolo, e lo scorrere delle acque che hanno scelto il sentiero come loro letto, hanno un po' rovinato il camminamento.
Rientrati nel bosco saliamo ancora qualche tornante fino a sbucare nel bel prato sottostante la sella delle Forcolette. Un grande faggio sorveglia la zona occupata, nella parte superiore della radura, da alcune baite. Raggiunte le case lasciamo momentaneamente la deviazione sulla sinistra verso i Monti di Nava, per procedere nella direzione opposta, passando fra gli edifici. Un'ultima salitina porta, infine, sul ciglio di un altro prato, posto proprio sulla sella delle Forcolette. La prosecuzione per la vicina vetta del Sasso di San Martino è un po' mascherata dalla vegetazione, ma si ritrova facilmente: basta seguire a destra il margine del prato per riemmettersi subito nel bosco, dove compare la larga mulattiera. Alcuni tornanti permettono di guadagnare quota e di raggiungere facilmente la vetta 862 m, da dove si apre un magnifico panorama, dalla bella piramide del Monte Legnone al gruppo delle Grigne.
Ritorniamo sui nostri passi fino al bivio, per poi proseguire verso i Monti di Nava,  il sentiero si stringe e sale con  ripidi tornanti, raggiungendo la costa della montagna. Superata una recinzione, proseguiamo dritti in discesa su un sentiero non segnalato, attraversando due radure e seguendo una traccia segnalata da vernice rossa scolorita sui sassi, scendiamo a sinistra in un boschetto. Dopo qualche minuto incontriamo un’altra recinzione e in breve arriviamo su uno sterrato in località Monti di Nava 885 m all’altezza di una cappella votiva. Proseguiamo a sinistra seguendo un breve  tratto della “Via dei Monti Lariani” sentiero n° 2 (percorso di trekking lungo 125 km che collega i monti sulla sponda ovest del lago). Dopo circa 400 m, all’altezza dell’ultima casa dei monti di Nava, lasciamo la “Via dei Monti Lariani”, e prendiamo a sinistra imboccando la strada in cemento che costeggia l’ultimo abitato dei monti di Nava (segnavia Griante).
Scendiamo a tornanti verso il lago con ampia vista sul promontorio di Lavedo e i paesi di Tremezzo, Mezzegra e Lenno. Poco più avanti la strada militare tenderà sul versante sovrastante Griante con una bella vista sul Sasso San Martino e l’omonima chiesetta. Tralasciata la deviazione per la cappella degli alpini, in breve giungiamo ad un altro bivio, teniamo la sinistra arrivando in breve sulla strada asfaltata dove è posta una palina segnavia. Proseguiamo a sinistra in leggera salita e dopo un breve tratto in piano costeggiando una coltivazione di oliveti, iniziamo a scendere. Alla prima curva, vicino all'entrata di una villa, svoltiamo a destra scendendo ripidamente lungo una mulattiera gradinata e in men che non si dica arriviamo al parcheggio adiacente alla chiesetta di San Rocco dove abbiamo lasciato l'auto.
I celti anticamente chiamavano Griante "Griant Tir" ovvero Terra del sole e dopo questa giornata trascorsa direi che avevano davvero ragione... !!!
Malati di Montagna: Pg, Franco e Fabio

una balconata sul lago...


le "Grigne"


da San Martino...


giochi di luce sul lago


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