Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 25 novembre 2012

ai confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso

Con gli amici Patrizia, Giuseppe e Fabio, dopo mesi e mesi che rimandavamo, finalmente riusciamo a organizzare un'uscita assieme in montagna. Dall'autostrada A5 esco a Ivrea e proseguo seguendo le indicazioni per Castellamonte, prima di proseguire per Courgnè, mi fermo a casa loro, dove gentilmente Patrizia mi offre un caffè, che a quest'ora del mattino è davvero cosa molto gradita. Con una macchina proseguiamo verso la Valle dell'Orco, oltrepassato Sparone e Locana, dopo una galleria arriviamo in un vallone pianeggiante, giunti quasi al termine svoltiamo a destra per Fey addentrandoci nella borgata. Dopo pochi minuti seguendo la strada principale sulla sinistra in prossimità di un grosso sasso troviamo le indicazioni dell'inizio della mulattiera. Lasciata la macchina in uno slargo iniziamo a incamminarci, accanto alla palina segnavia c'è anche un cartello in legno con l'indicazione "Sentiero Natura". Entriamo nel bosco e iniziamo a percorrere la mulattiera che in alcuni tratti risulta ripida e ricoperta da un fitto fogliame, in breve raggiungiamo un enorme e lungo masso, adagiato sulle pendici della montagna, come una balena che si è addormentata…!!!
Giungiamo all'alpe Mesonette 1064 m, un antico borgo ormai in rovina, perdere qualche minuto camminando tra le sue case è come fare un salto indietro nel suo passato, la montagna non è solamente il raggiungimento della cima, ma è soprattutto la riscoperta di luoghi che hanno scritto la storia di questo mondo che io chiamo "Terre Alte"…
Dalla cappella riprendiamo a salire fino ai casolari di Barrera 1267 m, il sole ora inizia a illuminare la montagna e i panorami iniziano ad allargarsi. Senza quasi accorgerci ci ritroviamo sul GTA (Grande Traversata delle Alpi), tralasciamo il sentiero a sinistra verso il rifugio Noaschetta, altro luogo idilliaco che consiglio a chiunque almeno una volta nella vita d'andarci, proseguiamo a destra e dopo un tratto in falsopiano arriviamo all'alpe Meinardi 1481 m. ci addentriamo tra i ruderi di varie costruzioni puntando verso il campanile. Giunti a una fontana, sulla sinistra, scendiamo verso destra lungo una scalinata e in breve arriviamo davanti al portico del Santuario di S. Anna. Una bella chiesa votiva, riedificata nel 1891, su progetto dell'ingegnere Camillo Boggio, rappresenta il più grande edificio religioso sito nel Parco Nazionale Gran Paradiso. Dopo aver ammirato il panorama ci sediamo consumando il pranzo, per la via del ritorno seguiamo il medesimo itinerario fatto all'andata, escursione bella e appagante, vista la sua esposizione solare è adatta in quasi tutto l'anno.
Malati di Montagna: Patrizia, Giuseppe, Fabio e Fabio

by Fabio M.




by Fabio C.
Santuario di S. Anna 1481 m


alpe Meinardi


la "balena"


Patrizia - Giuseppe
Fabio e Fabio

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