IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

lunedì 16 maggio 2011

Lago d'Orta il più romanitco dei laghi italiani

 "Il luogo, bizzarramente, si chiama Orta. 
Uno che sapeva guardare, dice mio padre, 
l'ha definito un tempo un acquerello di Dio" 
(M. Werner, Terraferma).

Dalla Riserva Naturale del Sacro Monte di Orta (Patrimonio Mondiale dell'UNESCO), scendiamo verso Orta San Giulio uno dei borghi più belli d'Italia, da Piazza Motta con l'imbarcazione (4 euro andata e ritorno, ogni 10 minuti circa) sbarchiamo all'isola di San Giulio, cuore pulsante del lago.
Secondo la leggenda San Giulio non trovando nessun barcaiolo che volesse accompagnarlo sull'isola infestata da serpi e draghi, stese il suo mantello sull’acqua e usando il bastone come remo la raggiunse, cacciati gli esseri immondi, vi eresse una chiesetta destinata a diventare, dopo una lunga serie di trasformazioni, la basilica d’oggi.
Ritornati a Orta San Giulio ci incamminiamo tra le sue strette viuzze fino a Villa Bossi, attuale sede del municipio di Orta, dove possiamo ammirare un bel giardino affacciato sul lago. Da Piazza Mottta davanti al "broletto" o Palazzo della Comunità della Riviera di San Giulio risalente al 1582, costituito da un portico al piano terra, usato per il mercato ed una sala riunioni al primo piano, saliamo verso la chisa di Santa Maria Assunta lungo un'ampia strada interamente pavimentata in sassi, denominata "Motta" (via Caire Albertoletti).
Continuando a destra sulla via acciottolata ritorniamo al Sacro Monte da dove seguiamo il percorso devozionale costituito da venti cappelle affrescate, completati da gruppi statuari di grandezza naturale in terracotta che illustrano la vita di San Franceso d'Assisi.
In conclusione posso solo dire che il lago d'Orta è un vero tesoro nascosto tra le montagne, solo in pochi altri luoghi è possibile ritrovare un tale mix di natura, arte e splendidi scenari...
Malati di Montagna: Deborah e Fabio


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