Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 6 marzo 2011

Monte Barro un'isola rocciosa che ha molto da raccontare...

Dalla SS36 in direzione Lecco-Sondrio usciamo a Civate e seguendo le indicazioni arriviamo a Galbiate, lasciata l'auto nel parcheggio davanti al municipio e ultimati i preparativi raggiungiamo la piazzetta della chiesa posta a pochi metri dietro al municipio, costeggiata la chiesa sulla destra arriviamo in via C. Cantù, per poi proseguire per via S. Alessandro. Dopo poche decine di metri su strada asfaltata svoltiamo a sinistra in via dell'Oliva, una palina segnavia indica i vari sentieri da seguire. Vediamo già la cima con la cresta e i tre corni che dobbiamo risalire, dopo le ultime case la strada diventa un comodo sentiero, in pochi minuti arriviamo al primo bivio con un panello descrittivo dei sentieri, continuiamo seguendo il sentiero 301-305, arrivati alla località denominata Cà del Contrabbandiere 460 m, troviamo oltre alla palina segnavia anche una fresca fontana,  abbandoniamo il 301 con il quale concluderemo l'anello e iniziamo a salire a sinistra seguendo il 305 che ci condurrà fino in cima.
Il sentiero sale moderatamente nel bosco dove possiamo già osservare le prime fioriture, segno che la primavera è alle porte, usciti fuori dal bosco iniziamo a salire in modo deciso, i panorami man mano si alternano, regalandoci momenti davvero unici. Dopo aver contornato un primo sperone roccioso denominato Terzo Corno 768 m, il sentiero prosegue con alcuni saliscendi, risalito il Secondo Corno 791, arriviamo in breve sul Primo Corno 814 m, scesi alla sella sottostante troviamo una palina segnavia con l'indicazione che il sentiero che stiamo affrontando è consigliato solo a escursionisti esperti, superato un breve passaggio su roccia (1° grado) eccoci alla croce in cima al M. Barro 922 m. Questa montagna calcareo-dolomitico che è di poco inferiore ai 1000 m, per la sua posizione isolata dai monti circostanti, costituisce uno splendido balcone naturale molto panoramico, oltre ai sottostanti laghi di Annone, Pusiano e Oggiono, la vista può spaziare dal Resegone alle Grigne, dietro anche se lontano l'inconfondibile mole del Pizzo Tre Signori, mentre sulla sinistra svettano i Corni di Canzo e il Cornizzolo. La giornata è splendida, si riesce tranquillamente a rimanere con una maglietta a maniche corte e un pile senza maniche, dopo la pausa riprendiamo il cammino scendendo dal versante opposto da cui siamo venuti, al seguente segnavia continuiamo sul sentiero 302 fino alla Sella dei Trovanti 800 m. Dopo un breve tratto arriviamo al giardino botanico, decidiamo di seguire il sentiero dedicato alla memoria del prof. Giovanni Fornaciari, il percorso è stato allestito in prossimità del pendio dove la Sezione Milanese del CAI fondò il primo giardino botanico alpino italiano nel 1891. Perdendo leggermente quota arriviamo all'Eremo e alla chiesetta prelongobarda dedicata a San Vittore 742 m, accanto si trova anche il Centro del Parco, dopo una breve pausa, seguiamo la strada asfaltata e al terzo tornante in località Culcinera 646 m, svoltiamo a destra seguendo il sentiero 301 indicato da una palina segnavia. Percorso un suggestivo tratto in costa ci ritroviamo senza accorgerci nel bosco, passiamo accanto a una sorgente e dopo una breve salita iniziamo a scendere arrivando in pochi minuti al Sasso della Vecchia 670 m. Il sentiero prosegue in una bella pineta fino al Cippo degli Alpini e in breve alla Baita Pian Sciresa 446 m di proprietà dell'ANA Rancio-Laorca, per mangiare  ci accomodiamo su uno dei tavoli in legno messi a disposizione. Dopo aver bevuto il caffè riprendiamo il cammino seguendo il sentiero 301, passiamo al margine di alcuni prati e a circa meta percorso osserviamo dall'alto la chiesa incompiuta di San Michele, con alcuni saliscendi in un susseguirsi di splendi scorci panoramici arriviamo al bivio incontrato al mattino, dopo esserci rinfrescati alla fontana ripercorriamo il medesimo itinerario fino al parcheggio di Galbiate dove abbiamo lasciato l'auto.
Un escursione vicino a casa, all'interno del Parco Regionale Monte Barro, salendo in cima a una montagna tante volte osservata da vette più alte, ma che nel suo piccolo racchiude tanti tesori e panorami forse unici.
Malati di Montagna: Aldo, Danilo e Fabio

pinnacoli e guglie...e sullo sfondo il Resegone


sulla via del ritorno...


su e giù, lungo il sentiero di cresta by Aldo


Fabio, Danilo e Aldo in Vetta al M. Barro 922 m


panorama dalla cima 


traccia gps su Google Earth


grafico altimetrico

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