IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 10 giugno 2018

Il grande arco naturale della Valle di Pegherolo

Il maestoso Arco di Pegherolo, deve la sua forma a fenomeni di corrosione della roccia calcarea, che nel tempo hanno generato una grande cavità poi demolita e messa a giorno da successive fasi erosive. 



Il gruppo montuoso Cavallo-Pegherolo-Secco costituisce  un “klippe”, ovvero una sorta di “scoglio” calcareo che l’orogenesi alpina ha abbandonato sopra una distesa di più antiche rocce metamorfiche, dalle quali si differenzia per il colore più chiaro, la morfologia più tormentata e la diffusa presenza di forme carsiche, di cui l’Arco è l’emblema. 




Escursione ad anello di tutto rispetto che si svolge nell'Alta Valle Brembana, attraversando fitti boschi e regalando splendidi panorami, in una zona poco conosciuta e quasi inesplorata.. L'Arco del Pegherolo si raggiunge dopo un erto sentiero, che non da mai possibilità di poter riprendere fiato. Suggestivo il panorama sulla Valle del Pegherolo, un piccolo angolo di dolomiti, nel cuore delle Orobie, dove è ambientata la famosissima leggenda dell’ “Uomo dai sette Cappelli“.

Da Milano si segue l'autostrada A4 fino all'uscita di Dalmine, per poi proseguire sulla statale 470 Dalmine/Villa D’Almè. Alla rotonda di Villa D’Almè si seguono le indicazioni per San Pellegrino Terme, per poi continuare in direzione del Passo San Marco. Oltrepassato Olmo al Brembo, si prosegue ancora per alcuni chilometri fino alla deviazione sulla destra per Piazzatore. La macchina la si può lasciare all'ingresso del paese nei pressi della chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore in alto sulla sinistra, punto di partenza, oppure poco più avanti nel comodo parcheggio a  destra vicino all’Ufficio Turistico (850 m). Dalla chiesa si sale al cimitero, per poi risalire la scalinata a destra, raggiungendo la palina segnavia, dalla quale si inizia a seguire le indicazioni dell’Itinerario “Da Piazzatorre all’Arco, nella Valle di Pegherolo”. Se si è partiti dal parcheggio, poco prima di risalire la strada verso la chiesa, si possono seguire sulla destra le indicazioni per Mezzoldo, incrociando poco più a monte il sentiero menzionato precedentemente. Si inizia a seguire l’ampio sentiero in falsopiano in un bel bosco di faggi, alternando anche alcuni saliscendi. Oltrepassato un caratteristico sperone roccioso e subito dopo una baita, si arriva al bivio in località Malicco. Tralasciato il sentiero a sinistra per Mezzoldo, da cui poi faremo ritorno, si prosegue seguendo le chiare indicazioni per l'Arco di Pegherolo. In costante salita si taglia le pendici settentrionali della Costa del Taino, per poi proseguire ai piedi di una bastionata rocciosa, fino alla palina segnavia sotto all’ultima prominenza rocciosa. Continuando a sinistra in breve si attraversa una conca con alcuni massi, per poi raggiungere il bordo della Valle di Pegherolo. Si attraversa la valle guadando il torrente normalmente in secca, per poi riprendere a salire sul lato opposto seguendo le indicazioni sulla palina segnavia. Poco dopo giunti a un bivio contrassegnato da un masso a terra, si tralascia la traccia a destra e in breve si raggiunge una palina segnavia. Abbandonato momentaneamente il sentiero per i Prati di Pegherolo, da cui poi si farà ritorno, si svolta a destra iniziando la parte più faticosa dell'escursione. Seguendo con attenzione i bolli gialli, si inizia a salire nel bosco, nel primo tratto costantemente con un lungo traverso e nell’ultimo tratto ripidamente con una serie di svolte fino a raggiungere la radura sopra cui si erge maestoso l’Arco di Pegherolo (1680 m). Continuando a seguire il sentiero verso destra si arriva a un colletto, oltre il quale piegando a sinistra si raggiunge un bel punto panoramico, dal dove si può ammirare il M. Pegherolo e la sottostante valle, con le caratteristiche formazioni rocciose (1800 m). Per il ritorno si ripercorre il medesimo sentiero fino alla palina segnavia, per poi proseguire con un lungo traverso nel bosco fino alla località Prati di Pegherolo. Attraversati i prati si piega verso sinistra scendendo tra le case di Sambiör, dove una palina segnavia indica verso destra la mulattiera che si dovrà seguire in direzione dei pascoli dell’Alpe Monte Cavallo. Dopo alcuni minuti, arrivati a un bivio, si tralascia l'indicazione a destra per il M. Cavallo e si continua a scendere seguendo il segnavia 134, fino a raggiungere la  fresca fontana di Sambiör con accanto una crocifisso. Si continua a scendere in direzione del fondovalle con una serie di svolte fino a raggiungere il ponte con il quale si attraversa nuovamente la Valle di Pegherolo. Sul lato opposto si inizia a percorrere una strada agro-silvo-pastorale per un breve tratto fino all'altezza di una fontana sulla sinistra. Abbandonata la sterrata si seguono le indicazioni sulla palina segnavia verso Piazzole, il sentiero inizia a salire fino a raggiungere nuovamente il bivio presso Malicco, da qui si ripercorre il tracciato dell’andata.
Malati di Montagna: Franco, Renzo, Lorenzo, Danilo e il Selvadego

Il guado del torrente...meno male che non è in piena...!!!


Non è importante la meta finale, ma le esperienze che si vivono lungo il percorso.




Prati di Pegherolo...un'oasi verde



un tratto di sentiero prima dell'arco...


dettagli e traccia gpx 

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