IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 6 dicembre 2015

Anello della Cima del Camossaro

La Cima del Camossaro è collocata sulla dorsale che divide la Val Bagnola dalla Valle del Nono. Il raggiungimento del Monte Ostano è il completamento di un'interessante giro anello, con splendide visioni sul Rosa e sulle vicine cime. Per la salita si percorre il sentiero 627, mentre per il ritorno dal Colle del Ranghetto, tralasciata la strada sterrata (625), si scende nel bosco seguendo il poco usato 625a.

Arrivati a Varallo si seguono le indicazioni per il Sacro Monte/Camasco/Morondo. Abbandonata la strada che sale verso il complesso del Sacro Monte si prosegue ancora per circa 4 km fino a raggiungere un bivio. Tralasciata a destra la strada per Morondo, dopo pochi minuti si attraversa il torrente Nono, arrivando a Camasco 756 m. Dal parcheggio davanti alla chiesa della Madonna del Ponte, si lascia a destra la strada che prosegue verso Corte, da cui poi si farà ritorno e dalla palina segnavia si sale seguendo le indicazioni per la Sella di Rolate/Camossaro/Colle del Ranghetto. Giunti alle prime case, poco prima del porticato, si imbocca sulla destra la stretta viuzza acciottolata che sale tra le abitazioni (segnavia 627). Usciti dal paese in breve si arriva alla graziosa chiesetta di San Grato, in posizione panoramica. Proseguendo sul largo sentiero si attraversa su un ponticello il torrente Cadgal, oltre il quale si sale verso le case della frazione Scolaro. Si segue per alcuni minuti la strada asfaltata che passa accanto alla chiesetta dedicata a San Defendente e giunti all'altezza di un tornante, si abbandona la strada, per proseguire sull'ampia pista sterrata. Dopo alcuni tornanti in corrispondenza di un cartello segnavia su un albero (627), si abbandona la sterrata e si prosegue sull'evidente sentiero sulla destra che inizia a salire ripidamente. Entrati in una fitta pineta la pendenza diminuisce e si cammina su un rilassante tappeto di aghi di pino. Con una lunga diagonale verso sinistra si sale fino a raggiungere la dorsale, da dove si prosegue verso destra raggiungendo in breve la Sella di Rolate 1135 m. Il sentiero prosegue tra rade betulle e qualche solitario faggio, per poi iniziare a risalire il ripido pendio, su terreno estremamente scivoloso, fino a raggiungere l'ampia Cima del Camossaro 1458 m, da qui lo sguardo spazia a perdita d'occhio, dai vicini laghi Maggiore e d'Orta fino alla lontana Pianura Padana. Si inizia a scendere seguendo la dorsale, per poi piegare leggermente a sinistra entrando nel bosco. Raggiunto un colletto, si tralascia l'ampio sentiero che scende a destra verso il valico del Ranghetto e si continua a salire seguendo l'evidente traccia. Usciti dal bosco si prosegue lungo la dorsale che divide la Val Bagnola dalla Val di Nono, fino a raggiungere il cippo che segnala l'arrivo sulla cima del M. Ostano 1509 m, vasto il panorama che comprende le principali cime del Rosa, i Mischabel, la Weissmies, le Lepontine e le Prealpi Lombarde. Per la discesa si può ripercorrere il medesimo percorso fino al colletto, oppure seguire una labile traccia che inizialmente scende a destra, per poi proseguire con una diagonale verso sinistra tra gli arbusti, fino a incrociare il sentiero che sale al M. Croce e alla Massa del Turlo. Seguendo il sentiero verso destra si arriva a un bivio, tralasciato il percorso principale, si sale a destra per un breve tratto, per poi riprendere la discesa fino a raggiungere la strada sterrata che sale dal Colle del Ranghetto. Dopo un tratto in piano, si inizia a perdere quota e tralasciato a destra il sentiero proveniente dal colletto, in breve si arriva all'alpe Ranghetto, poco a monte del colle omonimo 1272 m. Storico collegamento dalle due Quarne e dalla Valle Strona per Varallo, frequentato per motivi commerciali e devozionali (Sacro Monte). Nel 1858 vi transitò anche Eliza Robinson, la viaggiatrice inglese meglio nota come Lady Cole. Sul valico si trova una graziosa cappella, con un paio di tavoli e panche che invitano a fermarsi.
Per far ritorno a Camasco si hanno due possibilità, proseguire seguendo la lunga strada sterrata, oppure percorrere il vecchio e suggestivo sentiero che da Camasco conduceva al Colle del Ranghetto. Per seguire il sentiero, bisogna proseguire lungo la strada sterrata per poche decine di metri e arrivati in prossimità di una palina segnavia, parzialmente nascosta dalla vegetazione, si devia a destra seguendo un ampio sentiero (625a). Dopo un breve tratto in piano, il sentiero inizia a scendere verso sinistra (freccia su un sasso). Si scende ripidamente sulla destra idrografica della boscosa fiancata della valle, guadando alcuni torrenti, il percorso e sempre ben segnalato e offre angoli particolarmente suggestivi. Arrivati in fondo alla valle il sentiero diventa meno ripido e dopo aver attraversato il rio Pianale su un ponticello ci si ricongiunge con la strada sterrata, nei pressi del Pian delle Ronere o del Roo. Continuando a seguire la strada sterrata si arriva ben presto al suggestivo borgo di Corte 800 m, da dove in pochi minuti si fa ritorno a Camasco.
Malati di Montagna: Chiara, Andrea, Lorenzo, Pg, Danilo e l'Homo Selvadego

il Rosa...


sopra la nebbia splende il sole!


...


sulla dorsale verso il M. Ostano


Passo del Ranghetto 1272 m


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