Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

mercoledì 1 maggio 2013

Al Monte Antola, estremo lembo del Piemonte

Il Parco dell’Antola è una tra le zone più suggestive dell’Appennino ligure. Il territorio confina a nord con il Piemonte, ad est con l’Emilia Romagna, è dominato dall'omonimo monte che fa da spartiacque tra due valli principali: la Valle Scrivia e la Val Trebbia.
Il M. Antola è sicuramente uno dei rilievi più conosciuti della Val Trebbia. Ottimi sentieri e mulattiere risalgono infatti sia dal versante ligure che dal versante piemontese della montagna, noi abbiamo scelto quello che parte da Vallenzona, frazione del Comune di Vobbia.

Dall'autostrada A7 (Milano-Genova) prendiamo l'uscita per Isola del Cantone, proseguiamo seguendo le indicazioni per Vobbia e in seguito per Vigogna da dove in breve arriviamo alla frazione Vallenzona dove parcheggiamo nella piccola piazzetta davanti al campo sportivo.
Seguendo le scritte gialle sul muro (M. Antola) a destra rispetto alle indicazioni stradali, saliamo verso la parte alta del paese. Usciti dal paese proseguiamo seguendo il sentiero contrassegnato da un quadrato giallo pieno, oltrepassati alcuni ruderi con accanto una fontana, dove è meglio rifornirsi d'acqua vista la totale assenza durante tutto il percorso,  giungiamo nei pressi di una bella cascata. Guadato il torrente iniziamo a salire nel bosco incrociando più volte una sterrata, man mano che ci allontaniamo dalla civiltà veniamo avvolti dal silenzio interrotto solo da rumori provenienti dal sottobosco, forse il vento o qualche piccolo animale …
Raggiunto il quadrivio denominato Passo Sesenelle 1254 m, tralasciamo il sentiero proveniente dalla chiesa di San Fermo e quello centrale da cui faremo ritorno e continuiamo verso destra seguendo il sentiero 200 contrassegnato bianco/rosso su un albero.
Il percorso dapprima si snoda a larghe curve all'interno di un bosco misto di latifoglie, poi diventa più impegnativo e con un susseguirsi di stretti tornanti tra begli esemplari di faggio. Finalmente il sentiero giunge sui pascoli alti, denominati "Prati del Prete" e in breve alla grande croce del Monte Buio 1403 m. Siamo sul confine tra le provincie di Genova e Alessandria e anche se ci sono le nuvole il panorama è notevole, oltre alla Val Borbera si riesce a riconoscere il Monte Tobbio e il Monte delle Figne.
Dopo una breve pausa scendiamo fino ad una piccola croce che rappresenta l'antica vetta del M. Buio, tralasciamo  il sentiero principale verso destra da cui faremo ritorno e proseguiamo diritti seguendo un'esile traccia. Il percorso segue la dorsale sulla sinistra per poi piegare verso destra ricongiungendosi con il sentiero principale, con questa deviazione si ha la possibilità di poter aver una visuale più ampia sulle montagne circostanti (occorre prestare attenzione alla traccia che è poco visibile).
Rientrati nel bosco proseguiamo in falsopiano fino a giungere alla Capanna di Tonno 1302 m, piccola area attrezzata al coperto, posta in un bellissimo punto panoramico. Proseguiamo tra saliscendi arrivando in una fitta faggeta, il sentiero ora riprende a salire e aggirando le pendici meridionali dell'Antola arriviamo a incrociare il tracciato dell'Alta Via dei Monti Liguri. Proseguiamo passando alla sinistra del vecchio rifugio Musante, costruito da quattro abitanti di Bavastrelli con il concorso della "Società Club Alpino sezione Ligure" (che provvide la somma di mille lire) tra il 1894 e il 1895, il primo custode e comproprietario fu Giovanni Musante, un emigrante di Bavastrelli allora rientrato dall'America. Poco dopo tralasciata una piccola chiesetta a destra con largo sentiero saliamo in pochi minuti in cima al Monte Antola 1597 m, dal greco "anthos" che significa fiore. Nelle giornate limpide si può vedere il porto di Genova e verso nord-ovest l'Appenino, purtroppo oggi ci dobbiamo accontentare...
Per la via del ritorno seguiamo il medesimo itinerario, tralasciando le due varianti effettuate all'andata, la salita al M. Buio e la dorsale successiva. Attenzione al bivio sotto alle pendici del M. Buio: occorre seguire il sentiero di destra in salita contrassegnato da un quadrato pieno giallo, tralasciando quello che prosegue diritto verso Crocefieschi contrassegnato da due linee gialle.
Malati di Montagna: Pg, Danilo e Fabio

quattro passi in montagna...!!!




suggestivi sentieri...



Lago del Brugneto




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