IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 3 luglio 2011

La Becca de Viou una massiccia piramide affacciata su Aosta

Dall'autostrada A5 usciamo ad Aosta Est e proseguiamo sulla SS26 sino all'ingresso di Aosta, poco prima di arrivare all'Arco di Augusto in prossimità di un semaforo svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Saint-Christophe. Alla rotonda manteniamo la destra 
proseguendo lungo la strada della collina, dopo aver attraversato i villaggi di Theuvex e Sorreley svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Blavy, continuiamo ora su una stretta strada asfaltata e dopo aver superato Parléaz arriviamo nel bellissimo villaggio di Blavy 1471 m, lasciamo l'auto nel parcheggio accanto alla graziosa chiesetta (circa 12 km da Aosta).
La giornata è splendida e già prima di partire abbiamo un assaggio dei panorami che oggi ci verranno offerti, seguendo le indicazioni poste sulla palina segnavia proseguiamo brevemente sulla stradina verso le case poste a monte, all'altezza di un muretto svoltiamo decisamente a destra seguendo il segnavia 105-25. Seguiamo la pista e superata una vasca dell'acquedotto perdiamo quota leggermente per poi deviare a sinistra seguendo il sentiero che si inoltra nel bosco misto di abete rosso e pino silvestre. Incrociamo la strada sterrata che seguiamo per un paio di tornanti per poi riprendere il sentiero sulla sinistra, ripidamente guadagnano quota tra cespugli di crespino e lamponi, dopo aver superato agevolmente alcune pietraie  riprendiamo nuovamente la strada agricola che abbandoniamo dopo qualche metro proseguendo a destra. Con una diagonale tra i pascoli arriviamo all'alpe Viou 2078 m, dove veniamo accolti dai campanacci di alcuni vitelli, dalla palina segnavia proseguiamo a destra salendo nei radi larici e scavalcato un costone ci ritroviamo tra i ruderi dell'alpe Tsa de Viou 2202 m. Guadagniamo quota gradatamente sul fianco destro del vallone tra piante di ginepro e mirtillo, arrivati sul ripiano ai piedi del Mont Mary il sentiero compie una diagonale portandosi sul lato occidentale della conca, da qui inizia la ripida ascesa verso il colle. Passiamo accanto a un salto roccioso e dopo aver attraversato un canale franoso con una serie di ripide serpentine arriviamo al Col de Viou 2697 m, un'ampia sella erbosa che unisce la Valle Centrale alla Valpelline. Dal cippo in pietra iniziamo a risalire la cresta nord-ovest, dopo aver superato un primo risalto su terreno erboso il percorso prosegue tra alcuni affioramenti rocciosi raggiungendo finalmente la cima della Becca de Viou 2856 m, sormontata da una croce con Cristo. La gioia è indescrivibile, tolgo lo zaino mi siedo, mi guardo attorno sono tutte lì, le cime più alte delle Alpi, Gran Paradiso, Grand Combin, Cervino, Monte Rosa e poi lui il più alto di tutti il Monte Bianco, scatto foto in tutte le direzioni, non riesco a star fermo, forse anche dovuto all'aria gelida che soffia, per questo motivo dopo che una ragazzo gentilmente ci scatta una foto, cominciamo a scendere. Prima di ritornare al colle decidiamo di andare a vedere il vicino bivacco Penne Nere 2730 m, una splendida costruzione in legno inaugurato il 16 luglio del 2005, al suo interno sono disponibili 14 posti letto, disposti su due file, con relativi materassi, cuscini e coperte, un paio di tavoli e un fornello alimentato da una bombola del gas. Per la via del ritorno ripercorriamo il sentiero dell'andata fino al parcheggio, poche parole per descrivere questo fantastico itinerario una "montagna d'altri tempi"...
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

Croce Rosaire


in cima alla Becca di Viou 2856 m


vista verso il massiccio del Monte Bianco


crocefisso in vetta


la cresta e in fondo il bivacco Penne Nere


panoramica


traccia gps su Google Earth 

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