Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 21 febbraio 2010

che giornata strana alla Quinseina...

La Quinseina è una delle cime più famose e frequentate del canavese, raccolto con piacere l'invito dagli amici di Ivrea ci apprestiamo a salirla con le ciaspole. Da Borgiallo in Valle Sacra, a pochi chilometri da Ivrea, si segue la tortuosa carrozzabile fino al piccolo parcheggio adiacente al Santuario di Santa Elisabetta 1211 m. Risaliamo la strada coperta parzialmente dalla neve, in estate si può proseguire in auto fino al dosso di Pian del Lupo a circa 1400 m. Abbandonata la strada nei pressi di una curva, iniziamo a salire con le ciaspole seguendo Walter che è già salito più volte in cima da più versanti e che quindi conosce molto bene il percorso da effettuare. La neve caduta abbondante nei giorni precedenti rende l'ambiente davvero molto suggestivo, intersechiamo la strada seguendola per un breve tratto, per poi abbandonarla e proseguire verso alcune baite. Arrivati ai piedi della montagna Walter sentendo un rumore provocato dal vuoto sottostante al manto nevoso creato dal passaggio di alcuni scialpinisti che ci precedono, decide di proseguire sulla destra, abbandonando così il percorso classico che si sviluppa in cresta. La salita ora si fa dura, nell'attraversare un traverso insidioso a circa 1900 m mi si rompe un bastoncino, cerco di proseguire ugualmente ma poco dopo scivolo e faccio fatica a rimettermi in piedi, tolgo immediatamente le ciaspole ma una mi scivola dalle mani, fortunatamente si ferma poco più sotto, decido che oggi probabilmente la Quinseina non vuole che vada fino in cima, poco male andrò un'altra volta, saluto gli amici che proseguono, anche Patrizia decide di fermarsi e poco dopo ci raggiunge anche Danilo, insieme scendiamo a mangiare alla baita sottostante. Il panorama è spettacolare, davanti a noi la pianura piemontese, riusciamo a vedere la collina dove sorge la Basilica di Superga e lontano ma ben evidente sua maestà il Monviso, da rimanere estasiati... Prima di riprendere la via del ritorno decidiamo di andare a farci un giretto tra i dolci pendii innevati, arriviamo nei pressi di una baita dove il tetto è talmente sommerso dalla neve che sembra far parte della montagna, continuiamo fino ad arrivare sulla cresta da dove possiamo osservare la sottostante Valle Soana e un po' più lontano la Valle dell'Orco. Con percorso libero raggiungiamo la traccia seguita al mattino, da cui scendiamo raggiungendo il parcheggio che nel frattempo si è riempito di auto, mentre aspettiamo gli amici di ritorno dalla cima andiamo a visitare il grazioso santuario. Gli ultimi 400 metri circa di dislivello che mancavano alla cima mi hanno raccontato che erano molto ripidi e che poco sotto alla croce di vetta bisognava stare attenti a dove poter passare, per la discesa hanno deciso di scendere lungo la cresta in direzione del traliccio dell'alta tensione, evitanto così il traverso insidioso. Le mie conclusioni sono che l'escursione con le ciaspole fino alle ultime baite è davvero molto bella e piacevole, il proseguimento alla cima è da valutare al momento e comunque da effettuare solo se si ha una buona esperienza, soprattutto in ambiente innevato!!!
Malati di montagna: Walter, Claudio, Patrizia, Giuseppe, Fabio, Kiran, Flavio, Danilo e Fabio.
la cresta sud della Quinseina

da dove si entra?!?

la pianura piemontese

tutti in fila indiana...

ed ecco finalmente la croce della Quinseina 2344 m

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