IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 13 luglio 2008

Rifugio Alpe Parpinasca - Il fascino del silenzio

"Qui ci si sente liberi...la porta del paradiso...faticosa ma ne vale sempre la pena...un miraggio finalmente raggiunto...un'immensità regalata, in cui misurare se stessi...una potente medicina per chi ha il coraggio di bersela...ci si allontana ha malincuore, lasciando parte della propria anima..."

Le citazioni sono tratte da un opuscolo del Parco Nazionale della Val Grande, ma credetemi è veramente la sensazione che ho provato oggi nel recarmi in questa zona del parco...
Lasciamo l'auto davanti al comune di Trontano (518 m), raggiungibile in circa un quarto d’ora da Domodossola. Seguiamo le indicazioni sui cartelli segnaletici, "Alpe Parpinasca 1 h 55", sul municipio ci soffermiamo a osservare la stupenda meridiana, con tanto di spiegazione. Risaliamo tra le vie del paese, lasciamo a sinistra il percorso "Antichi Mulini", arrivando in breve nei pressi di una fontana dove svoltiamo a sinistra tra vecchie case, notiamo subito un affresco sul muro ancora in buono stato. Nella notte ha piovuto molto per cui bisogna stare molto attenti a dove mettere i piedi per non scivolare, il sentiero fa parte di uno dei percorsi natura del parco dal titolo "Lungo il filo di una traccia", molto interessanti le bacheche i cui pannelli descrivono, con immagini e brevi testi, la vita e la presenza animale nei boschi del Parco. Il sentiero in alcuni punti incrocia la strada consortile di servizio agli alpeggi di Faievo e Parpinasca, si passa accanto ad alcuni castagni da frutto veramente grandi, nella faggeta il silenzio è rotto solo dal rumore di alcuni torrenti e dal verso dei vari abitanti del bosco. Poco prima delle baite dell'alpe Faievo ci dissetiamo a una fontana, da lontano vediamo già il rifugio, dopo circa 2.00 ore eccoci all'alpe Parpinasca 1210 m. Davanti al rifugio il panorama è stupendo anche se purtroppo la giornata non è delle migliori, entriamo nel rifugio dove la simpatica e accogliente signora Aurora ci da il benvenuto, ordiniamo da mangiare, polenta con tapelucco, salsiccia e gongorzola. Decidiamo di accomodarci fuori sui tavoli in legno, dove finalmente è uscito anche il sole, nel frattempo conosciamo anche il marito la guida alpina Giorgio, l'argomento principale è il meteo disastroso di quest'anno. Nel frattempo Paolo il figlio di soli 14 anni, che aiuta i genitori nei week end comincia ad apparecchiare, il pranzo è ottimo, Paolo ci consiglia i dolci, torta al cioccolato con marmellata di albicocche e torta alle nocciole, noi per non offendere la cuoca non possiamo fare altro che ordinarle...le fette sono talmente grandi che Deborah deve cedere...Bevo il caffè al bar, ci intratteniamo con Aurora che ci mostra tutto il rifugio, davvero una bella struttura, magari anche da passare qualche giorno, le escursioni qui non mancano sicuramente, tanto per citatarne una il Monte Tignolino, che Giorgio mi raccontava che anche se solo alto 2246 m, offre un panorama unico in tutta la zona. Purtroppo ha ricominciato a piovigginare per cui salutiamo i simpatici gestori e il figlio e cominciamo a scendere, dopo circa un'ora siamo di nuovo all'auto. Prima di ritornare a casa andiamo a salutare gli amici Daniele e Daniela e i figli Rebecca e Michele (di cui sono stato padrino al battesimo), a Orio frazione di Invorio, vicino ad Arona, dopo nemmeno cinque minuti il papà di Daniele ci comunica che sta per nascere un vitellino, un momento davvero emozionante..., giornata davvero eccezionale!!!
Malati di Montagna

Il Rifugio Alpe Parpinasca



l'inesorabile scorrere del tempo...



Tra il verde e l'azzurro



una goccia può creare un mare?

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