IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 27 luglio 2008

Il lento ritiro del ghiacciaio...

Alta Valle Formazza un luogo veramente unico, dalla Cascata della Frua, alle praterie alpine, fino ai ghiacciai, dove l'Arbola, l'Hosandhorn, il Blinnenhorn e il Basondino fanno da cornice.
Parcheggiamo alla fine della strada sterrata sopra al lago di Morasco 1815 m, nei pressi della partenza della teleferica dell'ENEL, sono circa le 8.45 ore, anche se siamo quasi ad agosto la temperatura scesi dalla macchina è particolarmente pungente. Scendiamo di qualche metro, attraversato il rio Gries decidiamo di prendere il vecchio sentiero, sconsigliato da un cartello che ci avvisa del pericolo di caduta massi, ma comunque frequentato dalla maggior parte degli escursionisti, l'altro sentiero molto più lungo invece passa per l'alpe Bettelmatt. La salita si presenta molto ripida e in alcuni punti esposti bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi, arrivati al baitello di Zum Stock 2210 m, si trascura il sentiero di destra diretto al rifugio Città di Busto, si prosegue di qualche metro scendendo verso il rio Sabbione che si attraversa grazie a un ponte formato da grossi tubi. Il sentiero ora risale tra pietraie e dossi erbosi, passiamo accanto al rifugio Cesare Mores 2515 m e superate alcune costruzioni arriviamo sopra a un balcone naturale da dove il panorama è grandioso, sopra al lago del Sabbione si può ammirare la punta d'Arbola (3236 m), l'Hosandhorn (3182 m) e il Blinnenhorn (3374 m) la più alta delle Alpi Lepontine dopo il Monte Leone, purtroppo però mi accorgo che rispetto all'ultima volta il ghiacciaio del Sabbione si è ritirato notevolmente, la prima volta che ero venuto si vedeva il ghiacciaio terminare dentro nel lago, mentre ora si è allontanato notevolmente...un senso di tristezza mi pervade e mi chiedo se la colpa di ciò è il lento scorrere del tempo o se noi uomini con il nostro egoismo abbiamo contribuito alla sua lenta agonia. Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino, scendiamo verso il muraglione della diga, lo attraversiamo fermandoci più volte a osservare la straordinaria bellezza di questa parte della valle Formazza, un angolo delle Alpi davvero unico. Arrivati dalla parte opposta ci dirigiamo a destra, il sentiero prosegue in costa, incontriamo un gruppo numeroso di ragazzi molto giovani, che bello vedere che anche se fanno fatica comunque sono entusiasti...a dire la verità alcuni chiedevano quanto mancava...dopo una breve discesa, risaliamo su una strada sterrata fino ad arrivare sull'estesa piana dei Camosci, poco prima di arrivare al rifugio si incontra un campo di calcio con tanto di porte...si davvero da non credere a 2500 m si gioca a calcio, sarebbe bello magari vedere un derby Milan-Inter giocato a quest'altitudine... Dopo una breve salita eccoci al rifugio Città di Busto 2480 m, dove mangiamo seduti su alcuni sassi, qualche goccia d'acqua sta scendendo per cui decidiamo che forse è meglio cominciare a prepararci per il ritorno. Per non rifare il sentiero dell'andata che in alcuni tratti è esposto, decido di allungare il percorso e quindi di scendere seguendo le indicazioni per Bettelmatt , scendendo mi accorgo di un vasto prato di fiori variopinti con accanto un piccolo torrente che passa tra due cumuli di neve, impossibile non fermarsi a fotografare tanta bellezza... Mentre scendiamo incontriamo un gruppo numeroso che sta salendo, probabilmente svizzeri, accompagnati da una guida, non posso non notare le scarpe indossate da alcune ragazze, una con sandali senza calze, due con scarpe modello ballerina ridotte a uno stato pietoso...ma la guida sa chi sta portando su per le montagne? Arriviamo all'alpeggio Bettelmatt uno dei pochi alpeggi dove vengono a pascolare le mucche che dal loro latte viene prodotto il famoso e costoso formaggio "Bettelmatt", raggiungiamo la strada sterrata che seguiamo, lasciandoci alle nostre spalle il sentiero che sale al passo del Griess, tra Italia e Svizzera.
Lungo la discesa notiamo come il lago di Morasco si mostra in tutta la sua bellezza, passando accanto a una cascata ci rinfreschiamo, arrivati all'ingresso di un'enorme galleria abbandoniamo la strada e scendiamo a sinistra su una buona traccia di sentiero. Passiamo vicino a delle mucche mentre stanno pascolando, noi le salutiamo e loro gentilmente a modo loro ci rispondono..., in breve arriviamo alla partenza della teleferica dell'ENEL, sono circa le 14.45 ore, prima di andare a casa facciamo quattro passi fino alla centrale elettrica dal lato opposto del lago di Morasco. Marmotte fischiettanti, ghiacciai, rifugi accoglienti un menù da veri intenditori.
Malati di Montagna

La Punta d'Arbola con il ghiacciaio e il lago del Sabbione



Piana dei Camosci



un tappeto di colori



Il torrente scivola attraverso l'ultima neve dell'inverno

1 commento:

  1. Sono stata al Blinnenhorn anni fa, passando dal Rifugio 3A...ho trovato una giornata stupenda e la vista da lassù mi ha aperto il cuore :-)
    Grazie perchè mi hai ricordato questa cosa che avevo un po' dimenticato...Ciao.

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