Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

lunedì 24 aprile 2017

Tra le nuvole nel fantastico mondo di Chemp

Si parte da Nantay con il grigiore di una giornata d'autunno, ma poco importa oggi non si deve raggiungere nessuna cima. Giunti a Lillianes con la sua bella chiesa parrocchiale di San Rocco e lo storico ponte unico in Valle d'Aosta, in quanto poggia su quattro arcate, si inizia a risalire un'antica e ripida mulattiera all'interno di un suggestivo bosco di vecchi castagni. Lungo il percorso si attraversano vecchi villaggi fino ad arrivare a Chemp, incastonato su un promontorio roccioso modellato dai ghiacciai. Sembra un villaggio abbandonato, ma se si osserva bene e con calma, si vedrà che è abitato da tanti personaggi, certamente non umani, ma nel silenzio e con un po' di immaginazione tutto diventa animato e il villaggio riprende a vivere....!!!

Dall'autostrada A5 si esce al casello di Pont-Saint-Martin, per poi proseguire a destra seguendo le indicazioni per Gressoney. Entrati nell'abitato di Pont-Saint-Martin si svolta a destra iniziando a risalire la strada regionale della Valle del Lys. Poco prima d'arrivare a Lillianes, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Marine/Chamioux/Nantey. Subito dopo aver attraversato il torrente Lys, ultimo grande tributario della Dora Baltea, si parcheggia l'auto nello spiazzo sulla destra, in prossimità della strada che sale e termina a Nantay (in caso non ci fosse posto, si può lasciare l'auto nel parcheggio sulla destra, all'inizio della discesa).
Si risale la strada e in breve si arriva nel villaggio di Nantay (578 m), dalle ultime case a monte del paese si inizia a seguire il segnavia 4 verso destra (questo sentiero ci accompagnerà per gran parte del giro ad anello). Lasciato alle spalle una "grihe", ossia un essiccatoio per le castagne, riconoscibile per la sua sagoma quadrangolare, simile a una casa torre, si prosegue a mezzacosta seguendo la mulattiera. Tralasciato poco dopo il sentiero a sinistra per Chemp da cui poi si farà ritorno, si continua in falsopiano in un bel bosco, passando accanto a vecchie case e dopo aver attraversato un ponticello in legno con una bella cascatella, si raggiunge in pochi minuti le prime abitazioni di Lillianes. Seguendo la strada asfalta si raggiunge in breve il cimitero, con accanto la chiesa parrocchiale di S. Rocco e lo storico ponte in pietra. Oltrepassato il parcheggio si imbocca a sinistra una strada senza via d'uscita, all'inizio della quale si trova una palina segnavia con indicato il percorso "Lungo i vigneti e i castagneti" che si inizia a seguire. La mulattiera sale ripidamente intersecando in alcuni punti la strada asfaltata. Raggiunta la cappella della frazione Russy (844 m), si tralascia il sentiero che prosegue a sinistra e si continua a salire ripidamente oltrepassando una zona rocciosa, in alcuni tratti il percorso è protetto da un parapetto in legno. Raggiunte le case di Piatta (1031 m), la mulattiera prosegue fino alla bella chiesetta di S. Pietro a Riasseu (1130 m). Attraversato il villaggio si arriva a un bivio, tralasciato il sentiero che sale ripidamente verso destra, si scende a lato delle abitazioni, arrivando in breve alla palina segnavia in prossimità del parcheggio, dove termina anche la strada asfaltata. Volendo si può arrivare fino a qui anche seguendo la strada sterrata che scende dalla chiesetta. Subito dopo il parcheggio si prosegue a destra seguendo una stradina asfalta che all'inizio perde leggermente quota, per poi proseguire in piano per alcuni minuti. Si riprende a salire e dopo alcuni tornanti la strada termina nei pressi della chiesetta dei SS. Filippo e Giacomo a Varfey (1189 m), sulla dorsale che divide i comuni di Perloz da Lillianes. Poco prima della chiesetta si imbocca la mulattiera a sinistra contrassegnata con il n. 5. Si inizia a perdere quota con una serie di svolte e oltrepassate le baite di Miotcha (1035 m) si arriva a una palina segnavia. Tralasciato il sentiero a destra che sale verso Derbellé, si continua a scendere arrivando poco dopo a Cretaza (978 m). Continuando a seguire le frecce gialle, si passa sotto a un suggestivo arco in pietra di una grande abitazione, arrivando subito dopo sulla strada asfalta. In prossimità di una curva, sulla sinistra si riprende a seguire il segnavia n. 4 che scende intersecando poco più sotto nuovamente la strada. Si riprende il sentiero e ritornati sulla strada la si segue per poche decine di metri arrivando a Chemp 828 m. Si consiglia di visitare il villaggio curiosando tra le case, tra cui un gremire del XVI sec., adibito alla conservazione delle riserve alimentari e rimessa degli attrezzi, un bellissima casa a più piani con archi in pietra e la bianca cappella del 1670. Ma il cuore pulsante del villaggio sono le splendide opere create dallo scultore Pino Bettoni. Grazie anche alla collaborazione di altri artisti, ha creato un percorso museale a cielo aperto di grande suggestione, le opere sono realizzate secondo la tradizione valdostana, in legno o in metallo fuso dalla fonderia artistica di Verrès, con l’antica tecnica a cera persa. Dietro alla chiesetta si riprende a scendere seguendo la mulattiera, che dopo poche decine di metri piega a sinistra passando sotto a una balza rocciosa. Tra ruderi, castagni e terrazzamenti abbandonati si arriva su una dorsale, per poi abbandonarla scendendo verso sinistra e riprendendo nuovamente la mulattiera a tratti selciata. Incrociato nuovamente il sentiero fatto all'andata, si ripercorre il medesimo percorso ritornando a Nantay.
Malati di Montagna: Pg, Danilo e l'homo selvadego

C'era una volta Chemp....

....un villaggio abbandonato


camminando si sente bisbigliare a ogni angolo



poi ecco apparire una bambina con lunghi capelli e un cuore in mano


capisco allora di non essere solo


tutto all'improvviso si anima...

un direttore d'orchestra da inizio allo spettacolo...!!!


ed ecco che un bambino salta con il suo sacco...


...un'altra bambina gioca con l'aquilone


da un'angolo vedo sbucare anche un volpe


che furbamente sta osservando una vecchia signora...


...e le sue galline


da una bella fontana con una testa d'aquila...


....mi sciacquo la faccia e vedo un pastore 
con una sua pecora che si era smarrita...


proseguo verso la chiesetta


dove incontro una bimba con una bella signora


capisco allora di essere arrivato in un luogo magico dove tutto è possible....

...un sogno portato dal vento...



alcune opere disseminate tra le case





Lillianes
Un suggestivo ponte in pietra costruito nel 1733, l’unico a quattro arcate in Valle d’Aosta, conduce alla chiesa parrocchiale dedicata a San Rocco, edificio che risale ai primi del ‘600, il cui campanile adiacente è del ‘400 ma rialzato due secoli dopo.



la mulattiera che sale da Lillianes



da Chemp a Nantay



Nantay
sulla destra si può notare una "grihe"


Asphodelus macrocarpus, asfodelo bianco, grande liliacea che per le dimensioni e l’infiorescenza particolare spicca su tutti i fiori di montagna e una volta incontrata è facile da riconoscere anche quando non è fiorita.




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