Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

lunedì 17 aprile 2017

Monte Vesso, Piogera, Massaro, Quarone...un bel poker di cime

L'itinerario si svolge in buona parte su sentieri e strade sterrate, ed è un ottimo terreno per programmare piacevoli e interessanti escursioni durante le stagioni intermedie. Il M Vesso e il M. Piogera o Pizzinigugn sono facilmente raggiungibili seguendo la dorsale che si stacca dalla Sella del Riale dell'Acqua a SE del M. Massaro, dividendo i bacini di Cesare e di Arola, offrono vedute allietate sul Lago d'Orta. Il M. Quarone o Borci è un'ampia cima sormontata purtroppo da numerosi ripetitori, ma dalla quale però si può godere di un vasto panorama, si stacca dalla Colma di Ballano e separa il vallone della Crosa dalla Valle del Pascone.

Si percorre la SS299 della Valsesia fino a Varallo, per poi proseguire verso Civiasco, raggiungibile in pochi minuti. Oltrepassato l'abitato si prosegue per un breve tratto lungo la SP78 in direzione del Passo della Colma, per poi deviare a sinistra verso la frazione Machetto. Si segue la strada in leggera salita fino a raggiungere uno slargo dove si può lasciare l'auto, oltre la strada si restringe e diventa percorribile solo ai mezzi autorizzati (782 m). Seguendo le indicazioni sentieristiche (sent. 639/640) si prosegue lungo Via Machetto, arrivando poco dopo a un bivio. Tralasciata a sinistra l'indicazione per il M. Vesso/alpe Lincé (sent. 639), si inizia a scendere lungo la strada sterrata seguendo il segnavia 640 verso il torrente Vallossera. Attraversato il ponte in pietra, si riprende a salire oltrepassando l’Alpe Rimea (800 m), per poi entrare nella valle fiancheggiando il torrente. Dopo aver guadato il torrente si sale fino a raggiungere la cappella dell'alpe Culatta (901 m). Si svolta a sinistra e in decisa salita si continua lungo il pendio fino a raggiungere le baite più a monte dell’alpe Corte (968 m). Si piega a destra entrando nel bosco e in pochi minuti si arriva al Passo del Termo (1016 m), punto d'arrivo del sentiero 642 proveniente dalla Colma, mentre sul versante opposto si scende verso gli gli alpeggi di Arola. Sempre seguendo il sentiero 640 si prosegue verso sinistra in un bel bosco di latifoglie e successivamente di conifere. Dopo un tratto ripido si arriva a incrociare la strada sterrata, oltre la quale si raggiungere la cima boscosa del M. Vesso (1257 m). Tralasciata momentaneamente la sterrata che scende verso la Sella del Riale dell'Acqua, si prosegue verso destra fino a raggiungere le indicazioni per il M. Pioggera o Pizzinigugn. Abbandonata la sterrata si prosegue lungo il crinale fino a raggiungere la grande croce (1249 m), da questo balcone naturale nelle giornate limpide si può ammirare un panorama fantastico sul lago d'Orta e sulle cime circostanti. Si ripercorre la strada sterrata fino a raggiungere la Sella del Riale dell'Acqua (1205 m), abbandonata momentaneamente la strada asfaltta, si inizia a risalire il ripido dosso seguendo il sentiero 628a, fino alla cima del M. Massaro (1276 m). Tralasciato il sentiero 628a che prosegue verso nord, seguendo la cresta per la Colma Novesso, si inizia a scendere lungo la dorsale boscosa. Inizialmente seguendo una traccia, per poi continuare senza percorso obbligato, fino a incrociare nuovamente la strada nei pressi del sentiero che scende verso l'alpe Lincé/Civiasco (sent. 639). Seguendo la strada asfalta per alcuni minuti, dopo aver tralasciato a sinistra la deviazione per l'alpe Lincé (sent. 631), si continua fino ad arrivare alla Colma Ballano (1123 m). Abbandonata definitivamente la strada asfaltata, dalla Cappella dell'Immacolata si tralascia a sinistra il sentiero 632 per Civiasco e dopo pochi metri anche il 638 anch'esso per Civiasco. Si continua percorrendo una stradina sterrata contrassegnata con il segnavia 633, fino a raggiungere la cima del M. Quarone o Borci (1221 m), purtroppo parte del panorama è deturpato dalle antenne. Seguendo le indicazioni su un'albero (sent. 633/637) si inizia a scendere ripidamente lungo il versante disboscato, rendendo problematica l'individuazione del sentiero. Attraversato un tratturo, si continua a scendere ritrovando poco più a valle il sentiero e i segnavia su un albero. Continuando a perdere quota, dopo aver oltrepassato i ruderi dell'alpe Sughetti (1138 m), si arriva su un dosso con un traliccio dell'elettricità, oltre il quale si giunge a un bivio. Tralasciato a destra il sentiero 633 che scende a Morondo, si continua a seguire il 637 per Civiasco. Raggiunta una strada sterrata si inizia a seguirla e superata l'alpe Prà Piano (903 m) si continua a scendere fino a raggiungere Pianavenc (850  m). Dopo alcuni minuti si abbandona la strada sterrata e si segue il sentiero a sinistra contrassegnato con il segnavia 637. Si passa tra due muretti a secco e dopo aver oltrepassato il casolare dell'alpe Castgnei, in breve si arriva alle prime case di Civiasco. Nei pressi di una fontana, tralasciato a destra il sentiero 636 per Morondo, si prosegue fino a raggiungere la chiesa parrocchiale dedicata a San Gottardo. Dopo una visita tra gli edifici del centro storico, con le numerose fontane decorate e alcune meridiane sulle antiche facciate, si prosegue prima seguendo via Ercole Durio e poi via Campo Lungo. Oltrepassato l’Oratorio di San Pietro in frazione Campolungo, si arriva in breve a incrociare la strada da dove si è arrivati in auto. Non resta che ripercorre il tratto fino a raggiungere il parcheggio a Machetto.
Malati di Montagna: Danilo e l'homo selvadego


arrivo al Passo Termo


Una buona segnaletica permette di compiere numerosi itinerari.
Utile avere nello zaino la nuova cartina escursionistica quadrante Nord-Est della Valsesia.


dal M. Piogera o Pizzinigugn...con nuvole...!!!



dal Monte Massaro


Cappella nei pressi della Colma Ballano 1123 m


particolare dell'interno


Panorama dal Monte Quarone o Borci



sentiero per Civiasco


La chiesa parrocchiale di Civiasco dedicata a San Gottardo del 1599, si inserisce in un circuito di chiese dalle linee semplici e eleganti, disseminate in tutto il territorio.


Una delle numerose meridiane dipinte sulle facciate delle case più antiche.


un curioso dipinto su una delle case di Civiasco


dettagli e traccia gpx

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