IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 24 luglio 2016

Dal Monte Croce al rifugio Bietti Buzzi

Andare al rifugio Bietti Buzzi, nel cuore del Parco Regionale della Grigna Settentrionale, è sempre una bella esperienza di montagna. L'itinerario affrontato nella prima parte è una variante al classico sentiero che sale al rifugio, molto più panoramico, anche se più lungo con un tratto di sentiero in discesa ripido che necessita qualche attenzione in più. Si sale prima al Baitello dell'Amicizia del Gruppo ANA di Esino Lario e subito dopo al Monte Croce, per poi proseguire in cresta fino al Monte Pilastro. Scesi alla Bocchetta di Prada ci si ricongiunge col classico sentiero per il rifugio Bietti, tra archi in pietra e pinnacoli. Per concludere la giornata non può assolutamente mancare una visita a Parlasco "Il borgo affrescato".
Malati di Montagna: Lorenzo, Danilo e l'homo selvadego

Monte Croce 1779 m


dal Monte Pilastro 1826 m



dalla Bocchetta di Prada 1653 m


Arco di Prada
Dalla bocchetta di Prada, in pochi minuti si arriva alla Porta di Prada, ovvero un grandioso arco naturale a strapiombo sulla vallata sottostante. Si tratta di uno dei simboli del Parco della Grigna Settentrionale, oltre che della Valsassina. L'origine della Porta di Prada si può ricercare nel carsismo che caratterizza tutta la zona: l'arco che ci troviamo di fronte non è altro l'ultimo tratto esistente di un'antica grotta.



sentiero verso il rifugio



Baitello dell'Amicizia 1740 m


(Cai Grigne di Mandello del Lario)
Sorge al centro dell'ampio anfiteatro del Releccio, sul versante Occidentale della Grigna Settentrionale. Il rifugio viene ideato e costruito nel 1886, con il nome di Capanna Releccio. Il nome "Bietti" fu poi imposto il 12 giugno 1938, in ricordo di colui che resse la segreteria della Sezione proprietaria per oltre 30 anni. Nel 2005 grazie ad importanti donazioni fatte dalla Famiglia Buzzi, il rifugio viene rilevato dalla Sezione Grigne ed inaugurato l'anno successivo sotto il nome di "Bietti-Buzzi". Dopo profondi interventi di ristrutturazione, portati a termine sempre grazie ad importanti donazioni e generosi contributi di manodopera a costo zero, il rifugio assume nel 2009 le forme odierne.


Il piccolo borgo di Parlasco (680 m) si trova all'interno del Parco delle Grigne, uno dei più piccoli comuni d'Italia. Come tutti i paesi di montagna anche Parlasco narra le proprie leggende, che mischiano realtà e fantasia, come quella del Bandito Lasco; la cui vita viene descritta nel romanzo storico di A. Balbiani ambientato nel XVII secolo che narra la dura e difficile vita degli abitanti di questo piccolo paese e della Valsassina tutta, in balia degli eventi storici, dei signorotti locali e delle credenze popolari. A partire dalla storia narrata in questo romanzo sono tratti i soggetti degli affreschi che adornano il paese.








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