Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 24 maggio 2015

Cima Mutta tra la Val Vogna e il Vallone d'Otro

Cima Mutta è l'ultima elevazione della lunga cresta che ha inizio dal Corno Bianco, la sua posizione centrale garantisce un panorama eccezionale, con la mole del Tagliaferro a primeggiare su tutte...nuvole permettendo. Per la via del ritorno da Selveglio seguiamo l'Alta Via dei Walser fino a S. Antonio.

Dall'autostrada A26 usciamo a Romagnano Sesia e proseguiamo seguendo le indicazioni per Alagna Valsesia fino a Riva Valdobbia, dove svoltiamo a sinistra per Ca' di Janzo. Percorriamo la Val Vogna per alcuni chilometri e subito dopo aver oltrepassato il torrente di Janzo lasciamo l'auto nel parcheggio a destra, poco sotto l'abitato di Ca' di Janzo 1354 m.
Torniamo indietro di qualche metro sulla strada asfaltata, per poi imboccare il sentiero contrassegnato dal segnavia n. 10. Su un pannello didattico è illustrata l'Alta Via dei Walser, uno dei tanti percorsi dei "Sentieri dell'Arte" valsesiani, che noi percorreremo, per un lungo tratto, al ritorno. Tralasciata subito una possibile scorciatoia sulla destra, guadato il torrente saliamo verso la parte alta di Ca' di Janzo, raggiungendo la cappella di Sant'Antonio datata 1663, oltre la quale svoltiamo subito a destra.
Usciti dal paese, in breve arriviamo a un bivio, tralasciata a sinistra l'indicazione per la frazione Oro, percorriamo un lungo traverso nel bosco e dopo qualche tornante arriviamo ai prati che anticipano l'arrivo a Selveglio 1536 m, con le sue case walser e l'oratorio della Madonna del Carmine. Selveglio faceva parte, con Oro e Ca' di Janzo, di uno dei "cantoni" più popolosi della Val Vogna, abitato, sul finire del 1600, da quasi cento persone. Passiamo tra le caratteristiche abitazioni e giunti a un bivio,
tralasciamo a sinistra la stretta viuzza proveniente da Oro, che percorreremo al ritorno e proseguiamo sul lato opposto. Seguendo con attenzione i segnavia svoltiamo a sinistra e dopo aver percorso un tratto nel bosco, iniziamo a guadagnare quota ripidamente fino a sbucare sui prati sottostanti dell'Alpe Poesi 1715 m, che raggiungiamo con un paio di ampi tornanti. Attraversato un bel bosco di larici, giungiamo in vista dell'Alpe le Piane 1832 m, in alto sulla destra al termine della cresta possiamo scorgere la bandiera della cima Mutta. Oltrepassate le baite, svoltiamo decisamente a destra salendo a lato del tetto e raggiungendo un ampio pianoro erboso, dal quale si ha una vista magnifica sulle cime circostanti. Continuiamo in direzione  del ripetitore posto sulla cresta tra il Corno d'Orto e la Cima Mutta. In questo tratto anche se la traccia è poco evidente, facendo attenzione ai segnavia e agli omini si riesce comunque a trovare la giusta direzione. Attraversiamo una grande slavina verso destra, per poi ritrovare il sentiero che prosegue con alcuni tratti molto ripidi e quindi continuare con un lungo traverso, tra pietraie e ripidi pendii erbosi.
Con un ultimo breve strappo arriviamo sulla cresta spartiacque tra la Val Vogna e il Vallone d'Otro. Seguendo ora la cresta in breve raggiungiamo la cima Mutta 2135 m, in splendida posizione panoramica. Accanto a un vecchio palo di legno su cui sventola una scolorita bandiera rossa, una rosa dei venti indica le cime attorno a noi; sotto il disco, in un contenitore, c'è il libro di vetta.
Tornati a Selveglio iniziamo a percorrere un lungo tratto a mezza costa, con qualche saliscendi, sul lato destro della Val Vogna (sinistra orografica). Oltrepassati il rio Janzo e il rio Oro, in pochi minuti arriviamo a  Oro 1500 m, dove è possibile vedere un tipico granaio walser. Superato un altro torrente raggiungiamo attraverso pascoli e prati, la frazione Ca Vescovo 1466 m, oltre la quale arrivati a un bivio scendiamo a sinistra seguendo l'indicazione per Rabernardo/Peccia. Proseguendo in costa raggiungiamo Rabernardo, questa piccola frazione comprende Tetto di Rabernardo, Rabernardo e Sotto Rabernardo 1453 m. Abbandonato il sentiero per Peccia, scendiamo a sinistra seguendo la bella mulattiera per San Antonio. Dopo una doverosa visita alla graziosa chiesa di San Antonio, accanto al rifugio Val Vogna, percorriamo in discesa la strada asfaltata. Dopo circa 15/20 minuti arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l'auto. 
Malati di Montagna: Luisa, Franco, Silvio, Pg, Danilo e l'Homo Selvadego

prospettive...!!!


Selveglio



come integrarsi nell'ambiente circostante...


a volte sono le immagini a parlare...




Cima Mutta 2135 m


Tipico granaio Walser in frazione Oro
Malgrado l’abitazione Walser fosse concepita come spazio abitativo con finalità altresì agro- pastorali esistevano edifici-granaio per la conservazione dei foraggi e delle granaglie. Per creare un ambiente areato e asciutto dove conservare il raccolto, l’ambiente in legno era separato dalla piccola base in pietra. La tipologia costruttiva del granaio Walser è molto simile allo "Stadel" della valle di Gressoney, con l’ingresso a monte e il deposito orientato a valle.




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