Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 17 maggio 2015

Itinerari al fronte - Sui sentieri della Grande Guerra

Con l’inizio del conflitto il pesante apparato tecnologico della modernità risalì le vallate del fronte, distruggendo i delicati equilibri costruiti nei secoli dalla civiltà contadina, e invase gli spazi incontaminati delle vette. Le montagne vennero prese d'assalto grazie all'ardimento di pochi alpinisti e al lavoro di migliaia di soldati-minatori che attrezzarono le pareti più inaccessibili. La Prima guerra mondiale sulle Alpi, le Prealpi e le Dolomiti fu per certi versi una guerra antica, anche se sicuramente non meno cruenta, condizionata dal terreno e dalla presenza di un terzo, potente, esercito, in campo insieme agli alpini ed ai Kaiserjäger: la Natura. 
Tra il 1915 e il 1918 la montagna cambiò per sempre, la guerra modificò il paesaggio e, soprattutto, l'approccio mentale ai grandi spazi dell'altitudine fino allora frequentati da una elité di alpinisti stranieri.
I 70 itinerari proposti nella guida, che salgono e scendono undici gruppi montuosi, seguendo la lunga trincea di pietra e ghiaccio dallo Stelvio al Tarvisio, sono rivolti a pubblici differenziati: dalle ascensioni per alpinisti esperti, alle escursioni per turisti allenati; dalle camminate in famiglia, fino ai trekking urbani.
Su gentile richiesta di Mario Peghini




2 commenti:

  1. Ciao Fabio .......per me una piccola collaborazione in questa guida, nella scheda del Freikofel ( Alpi Carniche ) :-) !

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    1. Ciao Luca, oramai sei dappertutto, nel nostro piccolo possiamo fare molto per le nostre montagne, soprattutto valorizzarne la storia e la cultura di chi le ha vissute, in guerra e in pace...mandi

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