Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

sabato 19 ottobre 2013

Al Palanzone tra le nebbie autunnali...

Dalla Milano-Erba seguiamo le indicazioni per Canzo-Asso, per poi continuare fino a Sormano, da qui proseguiamo verso il Pian del Tivano fino a giungere in località Colma di Sormano. L'auto la lasciamo nei parcheggi che a nostra sorpresa sono diventati a pagamento (dalla ore 8 alle ore 20, tariffa minima Euro 0.80, 1 ora Euro 0.80, giornaliero Euro 6).
La Colma di Sormano o Colma del Piano 1124 m, è diventata famosa negli anni sessanta per le gare ciclistiche che "osavano" affrontare il "Muro di Sormano", una ripidissima salita che qui termina partendo da Sormano. 
Dichiarazione di Gino Bartali sul Muro di Sormano: 
"Davanti il 50 e il 42 dietro il 24, 17, 19, 23, 26, perché codesta gli è una salita da fare col 42x26. Un si scappa è durissimo il primo strappo che si dovrà fare quasi da fermo, perché viene dopo una curva a gomito. Saranno duri quei 2 chilometri abbondanti che ci son da scalare in quanto presentano curve secche con impennate paurose. Sarà difficilissimo l'ultimo strappo".
Alla Colma oltre a un bar/ristorante e una statua della Madonna, c'è anche un piccolo osservatorio astronomico munito di cupola. Questo ultimo edificio originariamente era conosciuto come Capanna Stoppani, eretto nel 1905 dal figlio dell'ingegnere Edoardo Stoppani che qui morì per cause accidentali, ora di proprietà del "Gruppo Astrofili Brianza". Il sentiero prende avvio proprio di fronte all'osservatorio, in prossimità della curva, sul lato opposto della strada asfaltata, dalla palina segnavia seguiamo le indicazioni "M. Palanzone/Dorsale". L'itinerario e indicato da segni giallo/rossi e da alcune paline segnavie.  
Iniziamo a camminare in falsopiano su di una larga strada sterrata fino ad arrivare alla Colma di Caglio 1129 m. Lasciamo momentaneamente lo sterrato per imboccare il ripido sentiero che sale a sinistra sul Monte Pianchetta. Scendiamo dalla parte opposta e ritornati sulla strada sterrata la seguiamo per circa un centinaio di metri per poi immetterci sul sentiero a sinistra che ci conduce sul Monte Croce. Ridiscendiamo dalla parte opposta per proseguire nuovamente sulla strada sterrata, sotto di noi la nebbia risale dalla valle lentamente per poi dissolversi, intravediamo in lontananza il gruppo del M. Rosa e più vicino a noi come isole in mezzo a un mare ovattato il Grignone, la Grignetta e la cresta dentellata del Resegone….
Riprendiamo a salire leggermente arrivando alla Bocchetta di Caglio 1297 m, seguiamo le indicazioni a sinistra per il M. Palanzone abbandonando la strada sterrata. Salendo in cresta arriviamo prima sul Monte Bul 1406 m, con una piccola croce e da un curioso monumento militare e in breve giungiamo sul Monte Palanzone (Palanzùn o Palanzóo nel dialetto locale) con i suoi 1434 m, risulta la seconda vetta per altitudine del Triangolo Lariano, dopo il monte S. Primo.. Stranamente non c'è nessuno, infatti questo è un balcone naturale molto panoramico e raggiungibile da diversi sentieri, facciamo una pausa sorseggiando un bicchiere di tè caldo e gustandoci questi attimi di pace e silenzio… Per il ritorno scendiamo dalla parte opposta rispetto a quella da qui siamo saliti, arrivando dopo una ripida discesa alla Bocchetta di Palanzo 1210 m. Dalla palina segnavia seguiamo le indicazioni a destra per il "Rif. Riella/Dorsale", proseguendo il leggera salita sulla stradina sterrata raggiungiamo in pochi minuti il Rifugio Riella o Rifugio Palanzone 1275 m della sez. CAI di Como. Il profumino che esce dalla cucina ci invoglia a fermarci, ma non ci facciamo influenzare e continuiamo. In leggera salita, dopo aver oltrepassata una sorgente, arriviamo all'ingresso della Grotta Guglielmo, accessibile solamente agli speleologici.
La grotta fu scoperta alla fine del secolo scorso da Guglielmo Bressi, ma solo nel 1952 il Gruppo Grotte Debeiyak di Trieste riuscì a raggiungerne il fondo. Da allora la grotta è stata più volte discesa. Nel 1986 una disostruzione operata dal Gruppo Grotte Novara CAI riusciva a forzare un ramo affluente a - 350 permettendo la congiunzione con il vicino abisso del monte Bul.
Proseguendo sullo sterrato arriviamo alla Bocchetta di Nesso 1313 m, dove troviamo una croce in metallo alta poco più di un metro e un monumento in pietra, conosciuto come Cippo Marelli, edificato dal CAI nel 1970 in memoria di Sandro Marelli. Svoltiamo a destra attraverso il colle di Faello, un bel prato a 1293 m ai piedi del M. Bul, senza particolari problemi seguiamo l'ampia strada sterrata che procede parallela al tragitto fatto all'andata e di cui abbiamo già percorso alcuni tratti, ritornando alla Colma di Sormano dove abbiamo lasciato l'auto.
Malati di Montagna: Pg e Fabio

Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d’alberi e d’abissi.
Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.
Salvatore Quasimodo




Monte Palanzone o Palanzolo 1434 m


Grignone e Grignetta




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