IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

domenica 23 maggio 2010

Sul Pizzo Castello tra valle Anzasca e Antrona

Percorriamo l'autostrada A26 fino a Gravellona Toce per poi continuare sulla superstrada del Sempione, dall'uscita di Piedimulera seguiamo le indicazioni per Macugnaga, dopo la galleria dei Gozzi, svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Cimamulera, all'ingresso del paese seguendo le indicazioni per Morlogno si sale a sinistra arrivando in breve al piccolo parcheggio in località Madonna a circa 500 m accanto alla chiesa della Madonna delle Grazie del XVII sec.
Sono le 8.30 e siamo già pronti, dalla palina segnavia poco prima del parcheggio risaliamo la stretta strada asfaltata e dopo aver attraversato alcune case, arriviamo all'inizio del sentiero nei pressi di una presa d’acqua. Fa caldo, me ne accorgo da come sto già sudando, il sentiero sale in un bel bosco di castagni e betulle, al primo bivio teniamo la destra, raggiungendo una bella cappella recentemente ristrutturata. Dopo alcune baite in completo abbandono arriviamo all'alpe Sarciera, risaliamo i prati superiori e rientrati nel bosco ci rimettiamo sul sentiero principale per sbucare più sopra all'alpe Ceresola 954 m, in posizione stupenda sulla piana ossolana. Prima di riprendere il cammino facciamo una sosta per rinfrescarci alla fontana, il sentiero prosegue a destra in falsopiano fra rovi e rocce, con tornanti regolari risaliamo il versante della montagna, tralasciamo la deviazione a destra per la Croce da cui scenderemo al ritorno. Con una bella traversata a sinistra, arriviamo alla stazione della teleferica, da qui scendiamo alle prime baite ristrutturate dell'alpe Propiano 1129 m, l'alpeggio è collocato su una sella in posizione molta suggestiva.
Attraversati i prati dell'alpeggio iniziamo nuovamente a salire arrivando in breve all'alpe Propiano Superiore 1245 m, dalla palina segnavia un evidente sentiero sale a sinistra a mezzacosta contornando la cima Testa del Frate, superato un passo strapiombante con corrimano di ferro per sicurezza, arriviamo ad bivio da dove continuiamo a destra. Passiamo leggermente alti sopra sopra l'alpe La Piana e poco dopo arriviamo all'alpe Castello 1300 m, dove consiglio di fare una piccola sosta prima di affrontare la ripida salita sulla dorsale che conduce alla cima. Entriamo nel bosco di faggi sotto lo sguardo severo di un Becco, le capre al nostro passaggio si spostano ordinatamente, il sentiero tende a rimanere sulla destra ma il mio consiglio è di rimanere sulle roccette di sinistra dove il percorso anche se comunque ripido, non è ricoperto dalle foglie che possono talvolta essere insidiose. Raggiunta la palina segnavia rimaniamo a sinistra, il percorso è sempre ben segnalato da segni di vernice bianco/rosso, usciti dal bosco si inizia a intravedere la croce della cima che raggiungiamo dopo aver percorso un ultimo tratto fra grossi sassi, arrivati sul Pizzo Castello a 1607 m come da consuetudine ci stringiamo la mano, il panorama è sbalorditivo, il lago Maggiore sembra sospeso in una linea di confine tra cielo e terra.
Dopo aver mangiato, rimaniamo a parlare con alcune persone che come noi hanno deciso oggi di salire per Terre Alte. Ripreso lo zaino iniziamo a incamminarci seguendo il sentiero percorso al mattino, raggiunta l'alpe Propriano inferiore all'altezza della fontana abbandoniamo il sentiero e risalendo il prato sulla sinistra arriviamo al margine del bosco da dove seguiamo una traccia di sentiero, proseguiamo inizialmente a mezza costa sulla sinistra della dorsale che sovrasta l'alpe, per poi scendere leggermente arrivando ad una palina segnavia e in breve alla Croce di Propiano situata a precipizio sulla valle. Ritornati alla palina segnavia scendiamo a sinistra e attraversata una pietraia risaliamo una paretina rocciosa aiutati da una catena, in breve arriviamo sul sentiero percorso al mattino con il quale ritorniamo al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
Il dislivello ha uno sviluppo in salita di circa 1100 m, per cui l'escursione è da intraprendere solo se si ha già un buon allenamento nelle gambe, consiglio la deviazione alla Croce di Propiano da dove si ha comunque una vista straordinaria sull'Ossola.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

la cresta rocciosa prima della cima

in cima al Pizzo Castello 1607 m

Croce di Propiano un tuffo nel vuoto...!!!

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