IL MIO ZAINO NON È SOLO CARICO DI MATERIALI:
DENTRO CI SONO LA MIA EDUCAZIONE, I MIEI AFFETTI, I MIEI RICORDI,
IL MIO CARATTERE, LA MIA SOLITUDINE.
IN MONTAGNA NON PORTO IL MEGLIO DI ME STESSO:
PORTO ME STESSO, NEL BENE E NEL MALE.
Renato Casarotto

venerdì 2 gennaio 2009

La piramide di neve...

Percorriamo tutta la strada in una fitta nebbia, da Lecco imbocchiamo la nuova strada per la Valsassina che unisce in 12 chilometri (9 dei quali in galleria, con pendenza media del 7%, e un tempo di percorrenza di circa 8 minuti) il capoluogo a Ballabio. L' imbocco è dalla superstrada 36, poco dopo il ponte Manzoni. Dal punto di vista tecnologico è ritenuta all' avanguardia, con 32 pannelli luminosi e 19 punti Sos e antincendio. Attesa dagli anni ' 70, i primi scavi risalgono addirittura al 1986, sono stati utilizzati più di 6 milioni e mezzo di chilogrammi di acciaio per cemento armato e 323 chilometri di tiranti e bulloni. Appena usciamo dalla galleria la nebbia sparisce magicamente, seguiamo le indicazioni per Moggio-Piani d'Artavaggio, arriviamo al parcheggio della funivia che sono circa le 9.00, caricate le ciaspole sugli zaini ci dirigiamo verso la biglietteria, il costo del biglietto è di 10 euro andata/ritorno, si parte da 890 m per arrivare ad una altezza di 1640 m, facendoci risparmiare circa 750 m di dislivello. All'uscita dalla funivia ecco davanti a noi imperioso il Sodadura una piramide bianca, che vista da lontano sembra quasi impossibile che si possa salire... con le ciaspole. Ci incamminiamo per il rifugio Rif. Castelli, ma ecco che si avvicina un gatto delle nevi e dalla cabina esce un ragazzo che ci informa che ha appena battuto la pista per lo sci da fondo e ci chiede se gentilmente possiamo andare sulla destra seguendo i pali contrassegnati d'arancione, noi naturalmente gli diciamo che non c'è nessun problema, così viriamo sulla destra seguendo una ben marcata traccia battuta dalle motoslitte, dopo una breve salita calziamo subito le ciaspole e scendiamo in direzione della chiesetta, mentre camminiamo non possiamo non fermarci per osservare le varie cime che ci circondano, il Resegone, il Grignone di cui ho un bel ricordo, con il suo rifugio Brioschi sulla cima, la Grignetta già salita due volte con il suo bivacco Ferrario a forma di modulo lunare e il più vicino Zuccone Campelli. Per la salita verso la cima decidiamo di seguire la cresta SW tecnicamente un po' più difficile, seguiamo alcune tracce sulla destra passiamo accanto a una casa e iniziamo la salita con passo costante, si segue tutto il filo di cresta fino ad arrivare vicino ad alcune roccette, a questo punto bisogna fare molta attenzione, un mio consiglio, in caso di ghiaccio sarebbe opportuno munirsi di ramponi e picozza, tenendosi sulla sinistra si aggirano in salita le roccette arrivando in breve di nuovo sul filo di cresta e in pochi minuti sulla cima. Dai suoi 2010 m il monte Sodadura ci regala un panorama davvero straordinario, si vede un mare che sovrasta tutta la pianura padana, dietro al Grignone il Gruppo del Rosa mentre dalla parte opposta un susseguirsi di cime. Incontriamo un gruppo di escursionisti di Milano a cui chiediamo di farci una foto di gruppo, per la discesa optiamo per la cresta NW più facile ma che richiede comunque come sempre attenzione!!! Per non farci mancare niente decidiamo che una cima non ci basta e quindi puntiamo per la cima di Piazzo, seguiamo la traccia che prosegue verso un canalino poi per ampi pendii raggiungiamo la vetta di Cima Piazzo 2057 m, che soddisfazione, siamo al settimo cielo, come prima uscita del 2009 è stata davvero un'escursione con i fiocchi e contro fiocchi... Incontriamo alcuni simpatici escursionisti a cui chiediamo gentilmente di farci una foto di gruppo, poi giù in discesa libera approfittando della fantastica neve, puntiamo verso il rifugio Cazzaniga-Merlini a 1900 m un vero nido d'aquila, inaugurato il 29 giugno del 1931 e distrutto il 14 ottobre del 1944 per eventi bellici, venne poi ricostruito e inaugurato il 14 settembre del 1952, appartiene alla sezione ANA di Lecco (tel. 0341 997839). Per il pranzo decidiamo di andare verso il rifugio Nicola 1900 m, dove ci sediamo su un tronco adibito a panchina da cui godiamo di una veduta fantastica, il rifugio è stato costruito nel 1968, la sua forma piramidale è stata voluta per richiamare il Sodadura, anche se di concezione moderna al suo interno mentre beviamo il caffè notiamo la cura con cui i gestori hanno cercato di mantenere l'ambiente in sintonia con la montagna (tel. 0341 997939). Ci rimettiamo in cammino completando il nostro giro ad anello scendendo lungo la pista battuta e dove ci è possibile scendendo nella neve fresca, rispetto al mattino c'è parecchia gente soprattutto bambini, che con i loro slittini e bob sfrecciano lungo la pista a loro adibita, arriviamo alla funivia sui nostri volti grande è la soddisfazione di questa giornata, un'escursione con le ciaspole davvero molto bella, la salita al Monte Sodadura è da effettuarsi solo per chi ha un'adeguata esperienza di montagna, mentre la salita alla Cima Piazzo è sicuramente più facile, in alternativa per chi vuole può fermarsi nei due rifugi. Il dislivello per la salita alle due cime è di circa 700 m, considerando anche alcuni sali e scendi.

Cresta SW del monte Sodadura

Cresta NW del monte Sodadura

rifugio Cazzaniga-Merlini

Madonnina in cima al Sodadura 2010 m Cima Piazzo 2057 m
Il monte Sodadura e i Piani d'Artavaggio Aldo - Danilo - Fabio e Flavio

4 commenti:

  1. Gran bell'escursione, la prima del 2009 e, se "il buon giorno si vede dal mattino"...
    Felice anno a tutti
    danilo

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  4. Complimenti per il blog :-). Alcune foto davvero carine, bravo.
    Stupenda la cresta del Sodadura.
    Mi verrebbe voglia di sciarci sopra...
    Ciao

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