Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 2 novembre 2008

un tempo davvero bizzarro...

1 novembre 2008Sono le 7.30 quando partiamo da Legnano, le previsioni del tempo non sono delle migliori, piove da alcuni giorni e sulle montagne sta nevicando abbondantemente...era ora! Usciti al casello di Ivrea ci dirigiamo a Castellamonte, dove Stefania ci aspetta nel suo bar per offrirci il caffè, c'è anche Boris il suo fidanzato nonché mio cognato. Risaliti in macchina proseguiamo verso Ceresole Reale, arrivati in paese raggiungiamo l'albergo Lo Stambecco 1600 m circa, dove trascorreremo la notte. Preso possesso delle camere propongo la salita verso il lago Serrù, usciti dal paese ci dirigiamo con la macchina verso le borgate superiori della valle dell'Orco, passiamo accanto al camping Piccolo Paradiso, chiuso nel periodo invernale, gestito dall'amica Alessandra, qui ho trascorso molte delle mie vacanze estive, davvero un luogo speciale! Arriviamo alla frazione di Chiapili di Sopra 1779 m, dove lasciamo l'auto poco prima della sbarra che vieta il traffico durante il periodo invernale, per un breve tratto seguiamo la strada asfaltata fino a incontrare sulla destra l'inizio del sentiero n. 537 dedicato a Renato Chabod, tra il 1929 e 1935 fu il più importante alpinista valdostano del tempo, con numerose prime vie nel gruppo del Gran Paradiso e del Monte Bianco. Ripristinata nel giugno del 2000 la prima parte del tracciato segue la vecchia strada militare costruita dal Regio Esercito Italiano, mentre nella parte centrale e finale si seguono tratti di mulattiere e sentieri reali di caccia. Mentre saliamo le nuvole si fanno sempre più compatte, raggiunto il bivio con il sentiero n. 538 "Sentiero Tempo", decidiamo di mettere le ciaspole in modo tale da poter salire sul tracciato che viene battuto dagli operai che d'inverno salgono agli impianti idroelettrici del Serrù e dell'Agnel. Inizio a battere la traccia seguito da Flavio che mi da il cambio, seguendo i paletti e facendo molta attenzione risaliamo l'erto pendio, arriviamo nei pressi dell'alpe Pratorotondo che lasciamo sulla sinistra, saliamo di circa una decina di metri per poter attraversare il torrente, un'ultima diagonale ci permette di arrivare a pochi metri dalla chiesetta della Madonna della Neve. Attraversiamo il parcheggio sotto la diga, costeggiamo il GlacioMuseo, un'ex cabina elettrica dell’AEM restaurata, con al suo interno alcuni interessanti pannelli e plastici dedicati al clima e ai ghiacciai dell’alta valle dell’Orco e in pochi minuti arriviamo al lago Serrù a circa 2300 m. Attraversiamo il muraglione della diga e accanto all'edificio usato dai custodi consumiamo un fugace spuntino, per la via del ritorno seguiamo per un lungo tratto la strada, poi senza ciaspole scendiamo di nuovo lungo il sentiero Chabod fino alle macchine. Ritornati all'albergo dopo una salutare doccia calda, con Danilo e Silvio facciamo un giro verso il lago di Ceresole, un'atmosfera insolita ci avvolge, tutt'attorno regna un silenzio irreale e mentre le lunghe ombre della sera si avvicinano, ecco che come per magia si accendono le luci della diga, attraversato il muraglione seguiamo a sinistra i segnavia del GTA, passiamo accanto ai resti di un forno a manica, raggiungendo in breve il rifugio Tappa GTA "Le Fonti Minerali" 1494 m, attraversato il ponte e raggiunta la strada asfaltata risaliamo verso l'albergo. Durante la cena festeggiamo il compleanno di Silvio, che essendo all'oscuro di tutto rimane completamente frastornato, davvero una festa a sorpresa ben riuscita!!!

2 novembre 2008Dopo l'abbondante colazione, propongo come breve escursione prima del pranzo una bella camminata sul versante opposto del lago sotto alle Levanne. Partiamo a piedi direttamente dall'albergo, scendiamo verso il campo sportivo passiamo accanto all'hotel Ciarforon e risalite alcune rocce a picco sul lago arriviamo in breve sul muraglione della diga. Dalla parte opposta seguiamo la strada asfaltata a destra fino a Villa Poma 1584 m, sulla sinistra una palina segnaletica indica le varie destinazioni, iniziamo a salire su un'ampio sentiero, dopo circa una decina di minuti tralasciamo sulla sinistra il sentiero n. 520 per il Colle della Crocetta. Dopo aver attraversato il rio del Dres su un bel ponte in legno ci inoltriamo in uno dei più interessanti boschi di conifere del parco, larice, abete rosso, abete bianco e pino cembro. La salita è davvero molto piacevole, arrivati all'alpe Pian delle Rocce 1829 m siamo avvolti dalle nuvole e una leggera pioggerella ci obbliga ad aprire gli ombrelli, soddisfatti dell'escursione decidiamo che è ora di tornare in paese dove Deborah e Paola ci aspettano per i pranzo allo Chalet del Lago, tipica costruzione canavesana di fine 800'. Questa valle che ho frequentato molto durante la stagione estiva mi ha regalato anche in questo periodo dell'anno emozioni davvero uniche, in luoghi dove la natura è ancora padrona e l'escursionista può solo fare da spettatore, sperando che rimanga così per tantissimo tempo...
Malati di Montagna

nel bosco incantato...


il lago di Ceresole


sulla diga del lago Serrù


una finestra di sereno...

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