Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 1 settembre 2013

Allo Zucco dei Falò, tra gli alti pascoli delle Grigne

Con la provinciale 62 oltrepassato il colle di Balisio proseguiamo in discesa per circa tre chilometri. Arrivati a Pasturo prendiamo la prima strada a sinistra e alla rotonda presso un benzinaio seguiamo Viale Trieste per poi svoltare poco dopo a sinistra arrivando a un parcheggio a più livelli, dove lasciamo l'auto 632 m.
Ultimati i preparativi seguiamo la scalinata a destra del parcheggio a fianco del Torrente Cariola, saliamo fino ad incontrare la strada asfaltata, per poi continuare verso destra seguendo prima Via Manzoni e poi Via Baiedo, in circa 20 minuti arriviamo alla piccola frazione di Baiedo.
Seguendo le indicazioni per S. Calimero/Piani di Nava imbocchiamo Via Rocca, passiamo di fianco a una casa con dipinto su un lato una cartina dei sentieri della zona,  proseguiamo in salita lungo la stretta strada fino ad arrivare ad alcune case isolate, dove troviamo una palina segnavia.
Continuiamo a percorrere la strada cementata, lasciando alle nostre spalle l'abitato di Baiedo. Il percorso è interamente su mulattiera abbastanza larga da permettere il passaggio dei mezzi che salgono alle baite sovrastanti. Raggiungiamo la Cascina Rossarol e passando sotto la Costa Panic percorriamo la bucolica valle di San Levargo, con il grazioso abitato di Nava. Giunti alla palina segnavia proseguiamo diritti verso il rifugio, arrivati al Cò di Nava appena sopra di noi è già visibile il rifugio che raggiungiamo brevemente seguendo le evidenti indicazioni.
Il rifugio Riva è posto a 1020 m poco sopra l'alpe Piattè, sul costone nord-orientale del Pizzo della Pieve, sul versante orientale del Grignone (il versante che guarda sulla Valsassina), su un gradevole poggio alberato.
Inaugurato il 28 maggio 1950, di proprietà privata, è una costruzione in muratura a due piani derivata dall'ampliamento di un casolare preesistente.
Da dietro la cappella seguendo le indicazioni sulla palina segnavia proseguiamo verso nord / nord-ovest, imboccando l'evidente sentiero per San Calimero, ben segnalato che passa sopra il rifugio riportandoci in direzione sud. Risaliamo con decisi strappi ma senza particolari difficoltà, lungo il percorso passiamo nei pressi della Baita Pananchiella, incrociando la strada sterrata proveniente da Nava (un'alternativa per chi vuole evitare di salire al rifugio). Continuiamo lungo il sentiero passando accanto a delle piccole casere chiamate Casere Pore, da qui il percorso comincia a risalire la montagna con piccoli tornanti, fino ad un ultimo tratto più tranquillo che porta alla chiesetta di San Calimero 1493 m.
Antichissima è la data della sua fondazione: 1343, se vogliamo prestare fede al rogito di Pietro Fasolo, Cancelliere della Curia. La designazione del posto, secondo una leggenda locale, venne indicata dalle rondini. Esse col becco trasportarono i minuscoli grani di calce, dal mucchio già approntato per la costruzione, su un ripiano superiore. La volontà di Dio si era così manifestata, contro la volontà degli uomini, attraverso un breve frullo d’ali. Dopo esserci dissetati alla fresca fontanella, dalla palina segnavia proseguiamo verso destra in leggera salita seguendo le indicazioni Traversata bassa/Pialeral, prima di arrivare alle baite di Prà Bello di Sopra pieghiamo verso destra e con percorso libero raggiungiamo la cima dello Zucco dei Falò 1592 m. Scendiamo lungo la cresta erbosa arrivando in breve al passo del Solivo 1574 m, con un sentiero poco evidente proseguiamo verso sinistra rimanendo alti rispetto alle sottostanti baite, oltrepassato un canalino iniziamo a scendere gradatamente verso una fontanella recintata. Dalla palina segnavia proseguiamo ora sull'evidente traccia seguendo le indicazioni "Traversata Bassa - via estiva", entrati nel bosco perdiamo quota velocemente fino ad arrivare alla palina segnavia della Valle Acqua Fredda 1350 m. Con alcuni saliscendi giungiamo ad un'area attrezzata con fontanella, su un pannello didattico possiamo leggere la morfologia del Grignone dal versante di Pasturo, da qui si può scendere direttamente al rifugio Antonietta al Pialeral, oppure seguire la sottostante strada sterrata, in entrambi i casi si arriva all'alpe Cova 1311 m con il suo omonimo laghetto. Dalla palina segnavia si hanno due possibilità per far ritorno a Pasturo, se si vuol far meno fatica e si ha poco tempo conviene scendere a sinistra passando a lato del lago, altrimenti come abbiamo fatto noi si piega a destra sul sentiero 31 che scende verso il colle del Balisio.
Il percorso è costituito all'inizio da due sentieri paralleli divisi da una fila di noccioli, si trasforma poi in un ripido sentiero che a volte si divide in più tracce che si intersecano e scendono con ampi tornanti nel bosco della costa Reor fino ad incrociare l'itinerario proveniente dai Piani dei Resinelli (Traversata Bassa).
Proseguiamo verso sinistra, superiamo un tratto in ripida discesa su fondo cementato alla sinistra di un ruscello e successivamente percorriamo un lungo tratto in leggera pendenza, siamo nella valle dei Grassi Lunghi e oltrepassato l'omonimo agriturismo raggiungiamo la Cappella del Sacro Cuore 833 m.
Da qui svoltiamo a sinistra e proseguiamo in piano lungo la riva sinistra del torrente dell’Acqua Fredda, oltrepassato un ponte in legno iniziamo a salire e all'altezza di un tornante imbocchiamo lo stretto sentiero a sinistra per Cornisella indicato da una piccolo cartello. Continuiamo in decisa salita raggiungendo alcune case ben ristrutturate, svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per Brunino e dopo un breve tratto in piano iniziamo a scendere. Poco prima che il sentiero riprenda a salire in prossimità di alcune case scendiamo sulla sottostante stradina che seguiamo verso sinistra. Con alcuni sentieri non segnalati tagliamo i vari tornanti raggiungendo la mulattiera selciata per Pasturo che seguiamo giungendo tranquillamente  fino al paese.
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

Valle di San Levargo


Chiesetta di San Calimero...e poi...


...Pizzo della Pieve...


salendo allo Zucco dei Falò...


...verso la Grignetta




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