Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male
Renato Casarotto

domenica 18 settembre 2011

Al colle Rosset 3023 m tra la valle dell'Orco e la valle di Rhemes

Dall'autostrada A5 (Torino-Aosta) usciamo al casello di Ivrea, proseguiamo sulla "Pedemontana" seguendo le indicazioni per Cuorgnè e Pont Canavese, continuiamo risalendo la Valle Orco, dopo alcuni ripidi tornanti e una lunga galleria arriviamo a Ceresole Reale ultimo centro abitato dell'alta valle. Da qui si continua seguendo la strada asfaltata e oltrepassato il colle del Nivolé in breve scendiamo al parcheggio accanto al rifugio-albergo Savoia 2532 m, attenzione l'ultimo tratto della strada che sale al Nivolé resta chiuso al traffico automobilistico dal 15 ottobre al 15 maggio, la sbarra si trova dopo Chiapili di Sopra, la borgata più alta di Ceresole.
La macchina ci segnala che all'esterno ci sono tre gradi, ma quando usciamo la sensazione è che ce ne siamo anche meno, ultimati i preparativi ci incamminiamo, non piove c'è solo, si fa per dire un po' d'aria gelida, cappellino di lana e guanti sono già indossati, attorno un velo bianco ricopre le cime circostanti rendendo l'ambiente molto suggestivo.
Dal rifugio un battutissimo sentiero sale a destra raggiungendo le baite dell'alpe Riva 2590 m, continuiamo risalendo il dosso erboso su una larga pista, con bella vista sul sottostante Pian del Nivolé, arrivati sulle sponde del vasto lago Rosset 2703 m ci soffermiamo qualche istante nel silenzio interrotto solo dal fischio di qualche marmotta. Continuiamo a sinistra seguendo la riva e attraversato l'emissario del lago intersechiamo il sentiero con il quale in breve raggiungiamo il costone che divide il lago Leità dal lago Rosset. Procediamo con alcuni saliscendi fino a un vasto pianoro di detriti, risaliamo il ripido gradino erboso che sostiene la desertica conca dei laghi Chanavey 2846-2884 m e con percorso pressoché pianeggiante arriviamo ai piedi dell'erta bastionata finale. La neve caduta durante la notte inizia ad aumentare e attorno le nuvole iniziano a farsi minacciose, con ripidi tornanti guadagniamo quota velocemente e attraversata la caratteristica fascia di rocce calcaree ben visibile già da lontano arriviamo al colle Rosset 3023 m. Soffia un forte vento e a fatica riusciamo a fare una foto ricordo, mi dispiace che Danilo non possa godere del superbo panorama che si può godere da quassù, soprattutto sulla «dolomitica» parete della Granta Parei 3387 m. Durante la discesa inizia a nevicare, sarò anche un po' matto ma le emozioni che provo in questi momenti sono indescrivibili, pochi minuti prima di arrivare all'auto inizia a piovere, poco male, siamo soddisfatti e arrivati a Ceresole Reale ci andiamo a gustare un deliziosa cioccolata calda, oggi ce la siamo davvero meritata... Qui in questa valle e tra queste montagne ho trascorso giornate memorabili, ho avuto la fortuna di conoscere persone eccezionali con le quali ho stretto una forte e sincera amicizia, qui è come se fossi davvero a casa...
Malati di Montagna: Danilo e Fabio

pochi luoghi danno cosi forte emozioni...


Danilo verso il colle...


al colle...3023 m...che vento...!!!


Punta Basei 3338 m...la signora...


Taou Blanc 3438 m...la preferita...


a destra il Piano del Nivolé
lungo circa 6 km e ad una quota superiore ai 2300 m
è il più esteso altopiano della Valle d'Aosta


2 commenti:

  1. Bellissimo il Nivolet, e davvero suggestivo con questi colori!

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  2. la montagna è sempre fonte di emozioni...basta solo essere un po' "malati di montagna"...grazie
    mandi

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